Questa non è una favola
PROLOGO Londra, 1813 La notte aveva steso su Mayfair il suo velo più elegante. Le carrozze si susseguivano davanti al palazzo dei duchi di Granchester, mentre lanterne tremolanti illuminavano sete, velluti e maschere scintillanti. Un valzer si riversava dalle finestre aperte, mescolandosi alle risate, al fruscio degli abiti, al mormorio compiaciuto dell’alta società. Era il ballo in maschera più atteso della stagione. Per i nobili, un gioco. Per lei, un azzardo. Candy esitò un istante sulla soglia del grande salone. Il cuore le batteva così forte da farle temere che qualcuno potesse sentirlo. Sotto l’abito color avorio, preso in prestito e adattato in fretta, non c’era una dama. C’era una domestica. Una ragazza abituata a camminare in silenzio lungo i corridoi, con lo sguardo basso e le mani operose. Ma quella sera indossava una maschera. E quella maschera le concedeva ciò che la vita le aveva sempre negato: l’illusione di appartenere a un mondo che non era il suo. Fece un passo....