BAD BOYS





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1.

New York, dicembre 2024

- Ma che modo è di guidare questo! Potresti stare più attento per favore?
- Ehi Stair chi sarebbe la biondina qua dietro che non gradisce la mia guida? - chiese il ragazzo al volante scrutando dallo specchietto retrovisore.
- Ah sì scusa… non vi ho presentato. Lei è Candy, mia cugina. Candy lui è Terence, te ne avevo parlato ricordi?
- Si mi ricordo!!!
A New York faceva piuttosto freddo quella sera, ma i ragazzi avevano deciso ugualmente di uscire. Frequentavano il college tutta la settimana e il sabato era impensabile restare a casa! Erano diretti al Club Cache, un locale non troppo lontano dal loro appartamento al Greenwich Village.
- Ehi biondina… come hai detto che si chiama?
- Candy.
- Ah giusto… ehi Candy ma quanto tempo ci mette di solito un ragazzo a baciarti?
- Cosa???
- No perché non deve essere semplice trovare la tua bocca in mezzo a tutte quelle lentiggini!
- Stair perché quando mi hai parlato di lui non mi hai detto anche che è un vero idiota!
Il ragazzo scoppiò a ridere, prendendo oltretutto una curva molto stretta in modo da far rotolare Candy dall'altra parte dell'auto.
- Idiota e incapace! - sbottò di nuovo la ragazza mentre lui continuava a ridere.
- Ho l'impressione che non andremo d'accordo noi due… vero… Candy?
Lei non rispose.
Arrivati al Club, di Terence si persero subito le tracce, risucchiato dallo stuolo di ragazze che sembravano fare a gara per accaparrarselo.
- Ma veramente lo sopporti?
- Ti assicuro che è un ottimo amico Candy, il migliore che abbia mai avuto.
- Sarà… a me sembra solo un grandissimo sbruffone e pure maleducato!
- Beh sì… a volte esagera con le battute, ma non è come sembra… prendiamo da bere?
- Ok… ma niente alcolici lo sai che sono astemia.
Sorseggiando una bibita Candy si guardava intorno. Veniva dalla periferia ed era la prima volta che visitava la Grande Mela. Aveva deciso di studiare per diventare infermiera, a New York c'era un'ottima scuola e così il cugino si era offerto di ospitarla per un po’, fino a quando non si fosse sistemata. Stair studiava ingegneria aerospaziale da più di un anno.
- Come lo hai conosciuto? Non ha l'aria di essere uno studente di ingegneria!
- No infatti, Terence studia giurisprudenza anche se la sua vera passione è un'altra…
- Lo vedo… - commentò Candy avendolo notato in atteggiamenti molto intimi con una ragazza.
- No… cos'hai capito? Non mi riferivo alle ragazze… anche se indubbiamente gli piacciono molto e lui a loro!... scusami Candy… vado a salutare una persona, ti dispiace se ti lascio sola ?
- Figurati… vai pure… io faccio un giro.
Terminato il drink, Candy iniziò a sentire caldo, troppo caldo. Il locale aveva un'area all'aperto, con una piscina circondata da divanetti dove si poteva parlare più facilmente, senza essere disturbati dalla musica ad alto volume. Candy pensò di uscire per prendere un po’ d'aria. Appena fuori vide in un angolo un ragazzo e una ragazza che decisamente non stavano parlando ma erano impegnati in ben altro. Non appena si accorse che si trattava dell'amico di Stair fece per allontanarsi ma un improvviso giramento di testa la fece cadere per terra senza che potesse evitarlo. Il rumore attirò l'attenzione del ragazzo che corse subito per soccorrerla.
- Che succede... stai bene?
- Non è niente… - mormorò cercando invano di rimettersi in piedi.
Terence allora la prese in braccio e la fece sedere su uno dei divanetti.
- Ma chi è questa? - brontolò la ragazza che era con lui.
- La cugina di Stair… vai a cercarlo…
- Cosa??
- E dai Kimberly non rompere… non vedi che sta male!
Kimberly tornò dopo pochi minuti dicendo di non averlo trovato. Terence provò a chiamarlo al telefono ma niente.
- Ok… ti porto a casa.
- No… non ce n’è bisogno… sto bene… - protestò Candy ma senza successo.
Era evidente che non stesse bene, per cui Terence l'aiutò a raggiungere la sua auto e si diresse verso l'appartamento.
Candy sdraiata sul sedile posteriore sembrava stare sempre peggio.
- Perché la tua auto sta girando?
- Non è l’auto, è la tua testa… cos’hai bevuto? - gli chiese Terence alla guida.
- Una coca…
- Sicura che non ci fosse altro?
- Sì… credo… oddio…
- Che succede?
- Il mio stomaco… fa strani versi…
- È normale quando si è sbronzi! Non lo sai? Non dirmi che è la prima volta…
- Sono astemia… non bevo e non sono sbronza…
- Lo sei… fidati di uno che se ne intende!
- Oddio… fermati… fermati…
- Che ti prende?
- Credo di dover…
- Oh no… non sulla mia auto… aspetta…
- Non ci riesco…
Terence inchiodò la macchina e l'aiutò a scendere velocemente. Appena in tempo! Sorreggendola e tenendo fermi i lunghi capelli biondi aspettò che avesse finito.
- Va meglio ora?
- Sì… grazie… - rispose imbarazzata, appoggiandosi con la schiena all'auto.
- Devi stare più attenta… è molto probabile che qualcuno abbia alterato la tua coca.
- Dici sul serio? Io non me ne sono accorta…
- Andiamo a casa… credo tu abbia bisogno di una doccia! - esclamò lui scuotendo la testa.





2.

New York, dicembre 2024

- Pronto Terence… ma che succede? Ho incontrato Kimberly ed era incavolata nera, cosa le hai fatto?
- Ma niente… lasciala perdere…
- Dove sei?
- Sono a casa.
- A casa?
- Sì… ho accompagnato tua cugina perché non stava bene.
- Candy?! Non sta bene?
- Tranquillo Stair niente di che… è solo una sbronza.
- Ma se è astemia!
- Non so… probabile che si siano divertiti ad aggiungere qualcosa alla sua coca… avresti dovuto avvisarla di fare attenzione.
- Hai ragione… puoi passarmela?
- Veramente credo si sia addormentata…
- Ok… ma sei sicuro che stia bene? Devo rientrare anch'io?
- Ma no… sta bene, una bella dormita e sarà come nuova!
- Terence guarda che ti conosco… lo sai…
- Scherzi Stair! Non è il mio tipo!
Durante il tragitto per arrivare all'appartamento del Village, Candy si era addormentata in auto. Terence dopo aver tentato invano di svegliarla, l'aveva presa in braccio e fatta sdraiare sul letto nella sua camera. Dopo la telefonata di Stair, aveva mandato un messaggio a Kimberly per dirle che non sarebbe tornato al Club. Lei gli aveva risposto inferocita dicendogli che poteva andare a farsi fo@@ere!
- Perfetto! Una splendida serata… - aveva mormorato tra sé il ragazzo prima di addormentarsi.
Candy si svegliò la mattina dopo con un gran mal di testa e senza ricordare quasi nulla di quello che era successo. Pensò che una doccia calda e un caffè molto forte avrebbero ridato un senso logico alla sua vita, per cui, tolti gli abiti che ancora indossava (ma perché era andata a letto vestita? Mah!) e infilata la vestaglia si diresse verso il bagno con gli occhi ancora semichiusi. Appena entrata ebbe l’impressione di udire l’acqua scorrere, pensando di avere le allucinazioni aprì il vetro e…
- Aaaaaahhhhhhhhhhhhh….
- Ma che diavolo…. smettila o sveglierai tutto il palazzo!
- Terence!!! Che cosa ci fai nella mia doccia? - chiese la ragazza voltandosi di scatto per evitare di guardarlo.
- La tua doccia? Guarda che questa è la mia doccia!
- Ehi Candy ci sei? - per fortuna una voce proveniente dal soggiorno raggiunse i due litiganti. Si trattava di Stair che era appena rientrato.
- Adesso mi sente il mio caro cugino!!! – esclamò Candy infuriata andandogli incontro.
- Candy… stai bene?
- Stair vuoi spiegarmi cosa ci fa Terence nella doccia?!
- Si sta… lavando… credo – ipotizzò il ragazzo perplesso di fronte all’ira della cugina.
- Quindi è normale che faccia la doccia a casa tua… beh potevi dirmelo no!
- Scusami Candy… in realtà questa non è casa mia…
- Infatti è casa mia! – irruppe Terence uscito dal bagno con un asciugamano alla vita che lo copriva a malapena.
- Ma che storia è questa? Stair vuoi spiegarmi per favore!
- Già Stair sarà il caso che glielo spieghi, dal momento che ho rischiato l’infarto quando è entrata in bagno!
- Tu hai rischiato l’infarto! E io allora? Ho pensato fossi un maniaco!
- Certo perché un maniaco prima di saltarti addosso si fa la doccia, naturale… maniaco sì ma pulito!
- Senti vedi di fare meno lo spiritoso…
- E tu vedi di non gridare!
- Ehi voi due volete finirla di litigare!
Candy e Terence si voltarono entrambi verso Stair con aria minacciosa e braccia incrociate in attesa di una spiegazione. Il ragazzo fece un profondo respiro e poi confessò la verità.
- Ascoltami Candy, lo so che avrei dovuto dirtelo prima ma… qualche giorno fa sono stato costretto a lasciare il mio appartamento per motivi che ora non sto a spiegarti… ti avevo già promesso che ti avrei ospitata e mancava poco al tuo arrivo, non potevo dirti di non partire e così Terence si è offerto di ospitarci entrambi. Perdonami, se non te l’ho detto è perché conoscendoti avresti rifiutato.
- Stair…
- Sei arrivata solo ieri, te ne avrei parlato oggi, quello che è successo questa notte non era in programma…
- Stanotte? Che cosa è successo stanotte?
Terence alzò gli occhi al cielo intuendo che la ragazza non si ricordasse niente.
- Stanotte un maniaco ti ha raccolto ubriaca, ti ha portato a casa, si è approfittato di te e dopo ha fatto una doccia!
Candy lo guardò allibita e confusa.
- Stair ti prego io devo andare, spiegaglielo tu. Ci vediamo là?
- Ok.
Dopodiché Terence scomparve nella sua stanza.
- Cosa mi devi spiegare?
- Davvero non ti ricordi niente?
- No…
Stair le raccontò come erano andate le cose, che Terence l’aveva riportata a casa dopo essersi accorto che non stava bene e quando si erano sentiti lui gli aveva detto che stava dormendo e che non c’era bisogno che anche lui rientrasse.
- Insomma… ti sei presa solo una bella sbornia!
- Oddio… adesso ricordo… credo che mi abbia aiutato anche quando ho dato di stomaco…
- Beh per fortuna è andato tutto bene, se al posto di Terence ci fosse stato qualcun altro sarebbe potuta finire molto peggio… non credi?
- Sì, decisamente… dici che dovrei ringraziarlo?
- Non sarebbe una cattiva idea.
Proprio in quel momento Terence uscì dalla sua stanza e, prese le chiavi della sua auto, stava per uscire quando Candy lo fermò.
- Aspetta…
- Che vuoi ancora?
- Vorrei ringraziarti per quello che hai fatto stanotte, Stair mi ha detto tutto, e anche per l’ospitalità.
Terence la scrutò dall’alto in basso, Candy era ancora in vestaglia e a piedi nudi. Sotto lo sguardo del ragazzo si sentì all’improvviso arrossire e istintivamente si portò le mani alla scollatura per chiuderla.
- Una ragazza in vestaglia che mi ringrazia di prima mattina… chissà perché questa scena mi suona familiare! – commentò Terence con un sorrisetto allusivo, sollevando un sopracciglio.
Candy rimase senza parole.
- Sarò piuttosto impegnato oggi, vedi di non metterti nei guai… almeno fino a stasera. Ci vediamo Lentiggini!
Detto questo uscì.
Candy si voltò verso Stair che aveva assistito alla scena e stava cercando in ogni modo di non ridere.
- Io davvero non so come fai a sopportarlo! – esclamò la cugina prima di rifugiarsi in bagno.





3.

New York, dicembre 2024

- Stair potresti dirmi dove stiamo andando?
- Non posso dirtelo perché è un segreto, anzi… dovrei bendarti, ma per te farò un'eccezione!
- Bendarmi!!! Ma che …
- Arrivati.
- Io non vedo niente, abbiamo solo un muro davanti.
- Dobbiamo scavalcare… pensi di farcela Candy?
- Scherzi… dovresti conoscermi!
- Però dovrai portare quella e fare molta attenzione.
- Ok… non c'è problema!
Stair oltrepassò agilmente il muro e una volta dall'altra parte fece un fischio per invitare la cugina a fare lo stesso.
Si trovarono di fronte un edificio piuttosto malconcio, senza finestre e con una grande porta in metallo, che aveva tutto l'aspetto di un garage.
- Seguimi! - esclamò Stair facendole strada.
All'interno li accolse un piccolo ingresso piuttosto buio da dove si poteva udire qualcuno cantare.
You'll be the saddest part of me
A part of me that will never be mine
It's obvious
Tonight is gonna be the loneliest
You're still the oxygen I breathe
I see your face when I close my eyes
It's torturous
Tonight is gonna be the loneliest…
- Ma… questa voce sembra…
- Shhh… non fare rumore, non sopporta essere interrotto!
Entrarono nella stanza restando in un angolo per non farsi vedere fino a che la canzone terminò. A quel punto lui si voltò e li vide.
- Che cosa ci fa lei qui? - domandò rivolgendosi a Stair.
- Mi ha aiutato a portare le chitarre - tentò di giustificarsi il ragazzo.
- Avevamo deciso che nessuno doveva sapere di questo posto!
- Lo so… ma non ce l'avrei fatta a portarle da solo.
- Potevi chiamarmi e ti avrei aiutato io!
- Se si tratta di un segreto… beh io lo so mantenere un segreto - intervenne Candy vedendo che i due discutevano a causa sua.
Terence non disse nulla fissandola scettico poi afferrò una delle due chitarre mettendosela a tracolla.
- E comunque la canzone era davvero molto bella… immagino sia dedicata ad una ragazza.
- No… non è per una ragazza.
- Stair! - lo bloccò Terence fulminandolo con lo sguardo.
Il ragazzo si ammutolì e Candy comprese che forse di segreti ce n’erano più di uno.
Il cugino le fece cenno di sedersi. Lei obbedì. Udì i due ragazzi parlottare tra loro del fatto che Archie quella mattina non ci fosse perché doveva studiare per un esame. Poi si misero a suonare, Stair la batteria e Terence la chitarra. Dopo aver provato qualche accordo, iniziò di nuovo a cantare.

*****
La sera Candy non riusciva a smettere di pensare a quello che aveva visto e sentito. Rivedeva l'espressione così intensa di Terence mentre cantava… la sua voce… non avrebbe saputo descriverla, graffiante e piena di dolore, a tratti invece dolcissima e lieve come una carezza. Più volte brividi improvvisi le avevano percorso la schiena ed era stata sul punto di piangere, senza sapere perché.
A tavola, a cena, era assorta in questi pensieri. Stair se ne accorse.
- Fa un certo effetto vero?
- Come dici?
- Intendo Terence quando canta… è una forza.
- Beh… è davvero bravo.
- Mi riferivo a questo quando ti ho detto che la sua passione era un'altra.
- Perché deve restare un segreto?
- Il padre non approverebbe….
- Ah… capisco… ma c'è qualcos'altro… giusto?
- Già… ma se te lo dico mi uccide.
- Perché?
- Riguarda sua madre… la canzone che stava cantando quando siamo arrivati… l'ha scritta per lei.
- E dov’è sua madre?
- È una lunga storia, non sta a me raccontartela… del resto anch’io ne so poco ma… non è una bella storia.
In quel momento Terence rientrò, si diresse al frigo e prese una birra poi, senza dire nulla accese la tv e si mise sul divano a bere. Solo quando Candy gli passò davanti per sparecchiare la tavola la salutò, con il suo solito tono canzonatorio.
- Ehi Lentiggini… vuoi un autografo?
- Quando diventerai famoso… forse!
- E dai… confessa, sei già una mia fan sfegatata! Scommetto che sai tutte le mie canzoni a memoria.
- Cosa te lo fa credere? – gli chiese lei soffermandosi con le mani sui fianchi.
- La tua espressione estasiata quando mi hai sentito cantare!
- Devo ammettere che la canzone non è male… è il cantante che non funziona!
Terence scoppiò a ridere soddisfatto.
- Che cos’è che non va in lui? Dimmi, sono curioso…
- Dovrebbe essere più vero, avere meno segreti – gli rispose seria.
- Che ne sai tu dei suoi segreti? – domandò lui irritato.
- Niente. Adesso scusami ma devo studiare, notte.
Detto questo Candy andò in camera sua.
- Colpito! – mormorò Stair beccandosi un’occhiataccia dall’amico.





4.

New York, gennaio 2025

Essendo sospese le lezioni, i ragazzi avevano trascorso le vacanze di Natale tornando a casa. Si erano riuniti però all’inizio di gennaio. Stair non era ancora riuscito a trovare una nuova sistemazione, per cui continuava ad essere ospite di Terence, insieme a Candy.
Era un periodo di studio piuttosto intenso per tutti. Candy a breve avrebbe dovuto sostenere il primo esame di infermieristica ed era decisamente nervosa.
Quel pomeriggio era da sola in casa almeno fino a quando non udì il rumore dello sportello del frigo: Terence doveva essere rientrato! Ormai conosceva le sue abitudini e sapeva che appena metteva piede nell’appartamento la prima cosa che faceva era dirigersi verso il frigo per prendere una birra.
Nonostante la forzata convivenza, i due ragazzi ancora non avevano legato granché. A dire il vero non facevano altro che beccarsi in continuazione e le loro brevi conversazioni finivano sempre con Candy che si allontanava borbottando qualcosa del tipo “sei insopportabile”, “quanto lo odio”…
Anche quel giorno non fece eccezione!
Dopo aver bevuto una birra Terence era andato nella sua stanza e aveva iniziato a fare quanto più baccano possibile, prima sbattendo la porta, poi facendo rimbalzare una pallina contro il muro, poi con la musica ad alto volume. Il livello di sopportazione di Candy stava drasticamente riducendosi al minimo, ma fu quando lui iniziò a strimpellare la sua chitarra elettrica facendo tremare i vetri della finestra, che Candy non ci vide più e andò a bussare alla sua porta.
Lui non aprì subito, evidentemente distratto dalla musica. Lei continuò aumentando l’intensità dei colpi fino a quando miracolosamente comparve chiedendole, con l’aria infastidita, perché si agitasse tanto.
- Si dà il caso che io stia studiando!
- E quindi?
- E quindi… il fracasso che stai facendo potrebbe darmi fastidio, non ci hai pensato?
- Ehi… piano con le parole, quello che tu osi chiamare “fracasso” è la mia musica per caso?
- Esattamente!
Terence la fissò nero in volto, lei fece lo stesso. Poi entrambi tirarono un sospiro.
- Scusami… è che sono un po’ sotto stress per questo esame e non riesco a concentrarmi così.
- No scusami tu… anch’io sono un po’ teso per il concorso.
- È tra una settimana vero?
- Sì… e ancora non abbiamo scelto il pezzo… è un casino… discutiamo e basta…
- Vedrai che troverete un accordo…
- Lo spero… senti… che ne dici se… facciamo una pausa?
- Una pausa?
- Sì… facciamo un giro, magari riusciamo a calmarci un po’.
- Ma… dovrei studiare…
- Un giro breve… promesso.
- D’accordo… prendo la giacca.
Salirono in auto e Terence si diresse fuori città, verso uno dei punti panoramici da cui si riusciva a vedere fino al porto.
- Di solito vengo qui quando ho bisogno di staccare un po’…
- È un bel posto… mi ricorda dove sono cresciuta. Un posto con molto verde, alberi, fiori e un grande lago.
- Sembra il paradiso… da come lo descrivi.
- Beh per me lo è.
- Deve essere bello avere un posto così da ricordare… quando si è lontani e ci si sente soli.
Quella frase colpì molto Candy, era la prima volta che lo sentiva parlare in quel modo.
- Anche tu avrai un luogo del cuore.
- No… non ce l’ho.
Ci fu una pausa, lei non si aspettava quella risposta e non seppe cosa dire.
Terence si alzò e andò a prendere una chitarra dall’auto.
- Ne hai sempre una con te?
- Sempre… ti va se faccio un po’ di “fracasso”?
- Ok – rispose lei sorridendo.
I thought that we had something good in our hands
In a minute, it just slipped away
So many things I didn't say
Before you threw it all away
I pretend I'm okay, but I'm lost and afraid
And nobody really understands
But now I'm dancin' to a band
With all the demons in my head
Call me when he breaks your heart next summer
Baby, I'll be waiting here
Call me when you're all fucked up, my lover
And I'll be there to lick your tears
….
[Pensavo di avere qualcosa di buono tra le mani / In un minuto, è scivolato via / Così tante cose che non ho detto / Prima che tu buttassi via tutto / Fingo di stare bene, ma sono perso e spaventato / E nessuno capisce davvero / Ma ora sto ballando con una band / Con tutti i demoni nella mia testa / Chiamami quando ti spezzerà il cuore la prossima estate / Tesoro, ti aspetterò qui / Chiamami quando sarai tutto fottuto, amore mio / E sarò lì a leccarti le lacrime]
Candy lo ascoltò in silenzio, rapita dalla magia che ogni volta sapeva creare con la sua voce.
- Questa non l’ho mai sentita.
- Nessuno l’ha sentita, è nuova… non l’ho ancora finita… cosa ne pensi?
- Io non mi intendo di musica… però la trovo bellissima da far venire i brividi… - rispose Candy sorpresa dal fatto che lui volesse il suo parere.
Terence sorrise.
- Vorresti portare questa al contest?
- Sì, sempre se riesco a finirla ma… gli altri preferiscono The loneliest.
- Anche a me piace molto.
- Perché?
- Quasi ho pianto la prima volta che l’ho ascoltata… sei così… “vero” quando la canti…
- Ma se mi hai detto che non funziono!
- Scherzavo… - rispose con una linguaccia.
- Stair te lo ha detto eh?
- Sì, mi ha detto che l’hai scritta per tua madre… nient’altro.
Terence diresse lo sguardo verso il mare che si stava pian piano tingendo di rosso, in cerca dei suoi pensieri.
- Ho scoperto solo pochi mesi fa di avere una madre…
Candy restò in silenzio sentendo gelare il sangue nelle vene, lui continuò dopo alcuni istanti di indecisione.
- Ho sempre creduto che fosse… morta… dandomi alla luce…
- Chi ti aveva detto questo?
- Mio padre.
- Come ha potuto? Perché? – domandò sconvolta.
- Non lo so… quando gliel’ho chiesto mi ha detto soltanto che per lui “quella donna” non esiste, così l’ha chiamata… “quella donna”.
- Ma tu… l’hai incontrata?
- No, non voglio vederla!
- Non vuoi conoscere tua madre?
- Lo sai quanti anni ho Lentiggini? Solo ora si è ricordata di me?
- Non puoi sapere quello che è successo se non vi parlate… magari potrà spiegarti…
- Spiegarmi cosa? Perché mi ha abbandonato? Quale spiegazione può esserci?
- Ma…
- Adesso andiamo, si è fatto tardi!





5.

New York, gennaio 2025

Candy si svegliò di soprassalto e si rese subito conto che era in ritardo, molto in ritardo.
- Accidenti… non devo aver sentito la sveglia… proprio oggi che ho l'esame!
Si vestì in tutta fretta e si precipitò in cucina per bere un caffè al volo e poi correre a prendere la metro. Entrando in salotto quasi si scontrò con Terence che stranamente era già in piedi (le sue giornate non iniziavano mai prima delle 10!).
- Ehi Lentiggini sta’ un po’ attenta, che ti prende stamattina!?
- Terence non ti ci mettere anche tu…. sono già in ritardo… togliti…
- Come siamo nervosi!
- Lo saresti anche tu se dovessi sostenere il tuo primo esame!
Terence rimase un attimo in silenzio ad osservare Candy che litigava con i bottoni del cappotto.
- Se vuoi… posso darti un passaggio…
- Non importa… non vorrei…
- Sono di strada… non è un problema per me.
- Dici sul serio?
- Dai muoviamoci!
In pochi minuti e con qualche manovra azzardata, raggiunsero la sede dell’università in perfetto orario. Candy era evidentemente molto agitata e carica di libri. Terence le aprì lo sportello per aiutarla a scendere.
- Lentiggini respira… altrimenti rischi di svenire davanti al prof.
- Come svenire? Davvero?
- Sto scherzando… ora vai lì e li stendi tutti ok?
- Ok… vado!
- In bocca al lupo.
- Grazie… viva il lupo! - gli gridò correndo via verso l'ingresso dove altre studentesse le andarono incontro.
Terence rientrò a casa nel tardo pomeriggio. Non avevano fatto le prove quel giorno, avevano deciso di prendersi una pausa per schiarirsi un po’ le idee e stabilire finalmente quale canzone presentare al contest.
Come al solito prese una birra e salutò Stair che stava armeggiando con un cacciavite ad una delle sue invenzioni.
- Che cos'è? - gli chiese con l'aria scettica.
- Ancora non lo so… - rispose l'amico sorridendo senza interrompere il suo lavoro – È solo che quando sono nervoso svitare ed avvitare mi aiuta.
Terence gli gironzolava intorno, scrutando quello che faceva senza capire granché, come se stesse cercando il modo di chiedergli qualcosa in particolare.
- E…. Candy?
- Tutto bene, esame brillantemente superato! A proposito, mi ha detto che le hai dato un passaggio.
Terence annuì tirando giù un altro sorso di birra.
- Mi ha detto che eri di strada… dove andavi si può sapere? Sei scomparso per tutto il giorno!
- Beh… avevo lezione stamattina - rispose poco convinto.
- Da quando frequenti le lezioni di prima mattina?
- Da sempre.
A quel punto Stair si alzò, abbandonò il suo marchingegno e si avvicinò all'amico sdraiato sul divano, prima scrutandolo poi intimandogli di non mentire.
- Perché mai dovrei mentire?
- Ah il perché non lo so, ma tu non me la racconti giusta!
- Non so di cosa tu stia parlando…
- Guarda che Candy è pericolosa… ti avviso, potresti innamorarti!
- Ma non ero io quello pericoloso per lei?
- Infatti lo siete entrambi e per questo è meglio che stiate a distanza di sicurezza.
- Andiamo Stair… te l'ho già detto che non è il mio tipo mi pare, siamo solo amici.
- Tu… amico di una ragazza, questa sì che è bella!
- Ma tua cugina non è una ragazza, è una scimmietta con le lentiggini - ribatté Terence scoppiando a ridere.
- Mmmmm… guarda che ti tengo d'occhio - commentò Stair minaccioso.
- Senti… parliamo di cose serie piuttosto. Ho pensato che se volete portare The loneliest al contest… per me va bene.
- Finalmente! Com'è che hai cambiato idea?
- Così. Domani riprendiamo le prove, manca poco ormai.
Detto questo Terence si diresse verso la sua stanza seguito dallo sguardo sospettoso di Stair il quale era convinto che anche questo cambiamento nella scelta della canzone fosse opera di Candy!
I due si incrociarono a cena. Terence era seduto sul davanzale della finestra leggermente aperta e stava fumando una sigaretta.
- Vedo con piacere che stai iniziando ad apprendere le buone maniere.
- Da quando mi hai proibito di fumare… in casa mia!
- Se vuoi rovinarti la salute sei libero di farlo, ma alla mia ci tengo parecchio!
- Beh tra un po’ avrò la mia infermiera personale!
- Cosa?!!!
- Il tuo esame è andato bene no? Per cui… in qualche modo dovrai pur sdebitarti per la mia ospitalità, così quando starò poco bene sarai tu a curarmi – le suggerì con aria maliziosa.
- Ti pagherò l’affitto stai tranquillo! – esclamò Candy alzando i tacchi e chiudendosi alle spalle la porta della sua stanza. Si gettò sul letto con la faccia sprofondata nel cuscino e mentre si domandava il motivo per cui Terence riuscisse sempre a farla infuriare, lo sentì ridere. Senza rendersene conto, anche lei sorrise.





6.

New York, gennaio 2025

Quel pomeriggio Candy aveva invitato a casa una compagna di università per studiare insieme. Si erano sistemate in soggiorno e stavano ripassando da circa mezz'ora quando d'un tratto Terence rientrò e come suo solito andò in cucina a prendere una birra.
- Ma quello chi sarebbe? - chiese a Candy l'amica distratta dal nuovo arrivato.
- È il mio coinquilino…
- Vuoi dire che tu dividi la casa con lui?
- Sì, è amico di mio cugino, te ne avevo parlato ricordi?
- Ricordo… ma non mi avevi detto che era un fi@o da paura!!
- Oh finiscila e concentrati…
Terence uscì dalla cucina per andare in camera sua, ma prima si soffermò per salutare le ragazze.
- Ciao Lentiggini, non mi presenti la tua amica?
- Ciao io sono Charlotte - intervenne la ragazza anticipando Candy.
- Piacere di conoscerti… Charlotte, io sono Terence.
- Il piacere è mio Terence!
- Bene ora puoi anche andare Terence, dobbiamo studiare! - suggerì Candy piuttosto scocciata.
- Cosa state studiando?
- I muscoli! - esclamò Charlotte squadrandolo dalla testa ai piedi.
- Ah perfetto… io sono un esperto in materia: flessore, brachioradiale, tricipite e bicipite - commentò Terence indicando sul proprio braccio scoperto ogni muscolo nominato – e poi ne ho anche altri!
- Davvero… ? - la povera Charlotte non avrebbe più dimenticato quella lezione, ma i suoi sogni ad occhi aperti vennero bruscamente interrotti dalla voce di Candy.
- Hai finito?
- Che ti prende Lentiggini, invece di approfittare di questo splendido esemplare di corpo umano, ti arrabbi?
Candy si limitò a lanciargli un'occhiataccia mentre lui sghignazzava soddisfatto.
- Lo sai Charlotte che la tua amica non ha il minimo senso dell'umorismo? Meglio che io vada, però chiamami pure nel caso tu avessi bisogno di approfondire l'argomento… muscoli!
Le ragazze continuarono a studiare per un paio d'ore, distratte, soprattutto Charlotte, dalla presenza di Terence che ogni tanto usciva dalla sua stanza. Al momento di andarsene si accorsero che fuori stava diluviando.
- Oh no... e adesso? Per arrivare alla metro mi inzupperò completamente!
- Posso prestarti l'ombrello… - suggerì Candy.
- Ti accompagno io… se vuoi - la interruppe Terence alzandosi dal divano dov'era sdraiato.
- Dici sul serio? - esclamò Charlotte illuminandosi.
- Certo.
I due uscirono seguiti dallo sguardo sospettoso di Candy che li osservava dalla finestra salire in auto.
- Wow… accidenti che bella macchina che hai!
- Ti piace? Io la adoro… più di qualsiasi altra cosa.
Terence rientrò dopo parecchio tempo. Candy stava armeggiando in cucina e a giudicare dalla violenza con cui sbatteva le uova doveva avere i nervi a fior di pelle.
- Lentiggini che cosa stai combinando?
Candy si fermò di colpo fissandolo con l'aria di chi non aspettava altro.
- Senti Terence… lo so che il tuo sport preferito è quello di abbordare le ragazze, ma potresti gentilmente evitare di farlo con le mie amiche?!
- Guarda che ti sbagli di grosso Lentiggini, è stata la tua amica a provarci con me fin dal primo momento in cui sono entrato in casa!
- Cosa?!! Ma se sei stato tu a mostrarle fiero tutti i tuoi muscoli!
- Volevo solo rendermi utile!
- Ma smettila, l'hai pure accompagnata a casa!
- Ah ora capisco!
- Che cosa, sentiamo?
- Tu sei… gelosa!
- Gelosa!!!! Ma che cavolo stai dicendo?
- È evidente ormai Lentiggini… sei gelosa di me! Ma stai tranquilla… ce n'è per tutte - le disse Terence avvicinandosi pericolosamente al suo viso.
- Che… che… che… stai facendo? - domandò Candy senza arretrare.
- Ti metto alla prova: vediamo quanto resisti senza baciarmi, ad un centimetro dalle mie labbra.
- Oh tu… tu sei veramente….
Candy non riuscì a trovare l'aggettivo adatto per definirlo e se ne andò sbuffando dopo averlo spinto via con rabbia.
- E dai Lentiggini… stavo scherzando…





7.

New York, gennaio 2025

Mancava poco ormai alla finale del contest. I Bad Boys avevano lavorato sodo per conquistarla, superando diverse tappe intermedie. Vincere significava ottenere un contratto discografico e poter incidere la propria musica. I ragazzi erano elettrizzati all'idea e anche Candy si era lasciata coinvolgere dal loro entusiasmo, nonostante il rapporto con Terence, vocalist della band, non fosse sempre dei migliori.
Dopo aver sostenuto l'ultimo esame, Archie si era riunito al gruppo riprendendo pieno possesso della sua chitarra elettrica, mentre il fratello era uno dei migliori batteristi di tutta New York (o almeno così diceva lui!). Le cose sembravano procedere decisamente per il verso giusto!
Quel pomeriggio, terminate le prove, Terence e Stair erano andati a prendere Candy all'università. Terence, l'unico dotato di auto, aveva parcheggiato appena fuori dall'ingresso dell'edificio da dove vide uscire Candy. Notò subito che la ragazza non era in compagnia del solito gruppetto di amiche bensì di un ragazzo, un bel ragazzo, biondo, alto, con cui sembrava essere piuttosto in confidenza a giudicare dal modo in cui gli sorrideva. I due non si decidevano a salutarsi, continuando a parlare e ridere indisturbati.
Trascorsero diversi minuti durante i quali Terence sentiva pian piano salire una inspiegabile rabbia, fino al punto che improvvisamente accese il motore facendolo rombare. Stair lo guardò strano, lui non se ne accorse e pestò di nuovo l'acceleratore. Allora Candy si voltò attirata dal rumore e fece cenno con la mano di averli visti. Il ragazzo biondo sembrò volerla trattenere ancora, ma lei lo salutò e corse verso l'auto.
- Scusate se vi ho fatto aspettare, ma non vi avevo visto.
- Eri troppo impegnata! - esclamò Stair sghignazzando, mentre Terence rimase in silenzio concentrandosi sulla guida.
Prima di rientrare a casa si fermarono a mangiare qualcosa in un fast food, dove li raggiunse anche Archie. Candy era di ottimo umore, il cugino infatti le aveva detto che molto probabilmente era riuscito a trovarle un alloggio a buon prezzo da condividere con un'altra studentessa, una sua amica.
Terence invece non aveva quasi aperto bocca e appena finito di mangiare disse che si era fatto tardi e insisté per rientrare.
I ragazzi erano molto stanchi e ognuno si rifugiò nella propria stanza sperando in un sonno ristoratore. Terence però non riusciva a dormire, avvertiva infatti un’insolita agitazione, troppi pensieri confusi si rincorrevano nella sua mente. In questi casi l’unica soluzione era mettersi a scrivere. Si mise seduto sul pavimento, la posizione in cui trovava meglio la concentrazione, ed iniziò a strimpellare qualche nota alla chitarra per trovare l’ispirazione. Solo qualche nota… poi iniziarono ad uscire le parole…
La camera vicino alla sua era occupata da Candy che, seduta sul letto con le spalle poggiate al muro, ripensava a quello che le era accaduto durante il giorno, in particolare a quel ragazzo che l’aveva fermata all’uscita dell’università per chiederle se volesse uscire. Aveva notato già da qualche settimana gli sguardi insistenti che spesso le lanciava a lezione, ma non si era mai fatto avanti fino ad oggi.
- Beh sì… è carino – mormorava tra se – però…
Senza dubbio si sentiva lusingata dalle attenzioni di questo nuovo corteggiatore, ma aveva come l’impressione di non essere del tutto sicura di volerle accettare, anche se non se ne spiegava il motivo.
- Perché mai non dovrei uscire con lui? – si chiese un po’ stizzita, come se quella domanda fosse rivolta a qualcun altro.
In quel momento udì provenire come un sussurro dalla camera accanto. Non riuscì subito a distinguere le parole ma… era sicura che Terence stesse cantando.
- Deve essere una canzone nuova – bisbigliò eccitata, avvicinando l’orecchio alla parete.

There'll be no summer
There'll be no spring
If not for this love of mine…

[Non ci sarà l'estate
non ci sarà la primavera
se non fosse per questo mio amore...]

Quando Candy riuscì a comprendere le prime parole inspiegabilmente avvertì il battito del suo cuore accelerare, era come se la voce di Terence le arrivasse dritta in quel punto e facesse vibrare le corde della sua anima allo stesso modo con cui fremevano quelle della sua chitarra.

Thornes without flowers
Bars with no drinks
If not for this love of mine…

[Spine senza fiori
bar senza bevande
se non fosse per questo mio amore...]

La voce del ragazzo si faceva man mano sempre più sicura e, anche se si trattava di una improvvisazione, era chiaro come non avesse alcuna difficoltà a comporre quei versi, come se fossero già stati scritti.
D’improvviso però ci fu silenzio, Terence aveva smesso di cantare o forse lo stava facendo a voce molto bassa e Candy non riusciva più a sentire nulla. Era troppo curiosa però di sapere come andasse avanti e così uscì dalla sua stanza e si avvicinò alla porta della camera di Terence, potendo così udire un altro passaggio.

All the lights, all the parties will just fade out
Shut them down
If not for you
I wouldn't sing anymore
If not for you
I couldn't get of this floor
If not for you
Hell would be knocking on my door
If not for you…

[Tutte le luci, tutte le feste semplicemente svanirebbero
spegnile
se non fosse per te
non canterei più
se non fosse per te
non potrei alzarmi da questo pavimento
se non fosse per te
l'inferno busserebbe alla mia porta
se non fosse per te...]

Dopo questa strofa di nuovo silenzio. Candy restò imbambolata davanti alla porta, paralizzata da tanta bellezza e non seppe cosa dire quando la porta improvvisamente si aprì.
- Lentiggini… che ci fai qui?
- Beh io…
Terence la scrutò con aria sospettosa.
- Mi era sembrato di sentire dei rumori…
- E venivi a chiedere aiuto al tuo salvatore, giusto?
- No! I rumori provenivano dalla tua stanza!
- Ah… ho capito… eri preoccupata per me! Tranquilla piccola… come vedi sto bene, ma se vuoi proprio esserne sicura puoi entrare e valutare tu stessa – le suggerì Terence strizzandole un occhio.
- Quanto sei…
Non terminò la frase perché lui la interruppe dicendole che era davvero un peccato non approfittare di tutto quel ben di dio che le veniva offerto gratuitamente. Poi si allontanò verso la cucina.
Candy rientrò nella sua stanza come sempre borbottando tra sé.
- Come faccia un idiota del genere a scrivere canzoni così belle… io proprio non me lo spiego!





8.

New York, 28 gennaio 2025

Terence non aveva riposato bene quella notte a causa di una strana inquietudine che lo aveva accompagnato per tutto il giorno. Sfinito, era riuscito ad assopirsi solo alle prime luci dell'alba. Così quando il telefono sul comodino iniziò a squillare la sua unica risposta fu quella di voltarsi dall'altra parte, sprofondando la testa sotto al cuscino.
L’infernale oggetto tacque per qualche istante, ma poco dopo sembrò riprendere a tormentare le sue orecchie addirittura con maggior vigore. Terence fu costretto ad uscire dal suo rifugio, tanto ormai era sveglio, deciso a rispondere al malcapitato che osava disturbarlo a quell'ora!
La rabbia aumentò notevolmente quando sullo schermo vide lampeggiare il nome di Archie. Il suo “pronto” infatti, pronunciato con la voce ancora impastata di sonno, suonò piuttosto come un “che ca@@o vuoi”.
Dall'altra parte tuttavia Archie non ci fece troppo caso e, pur sapendo che Terence non sarebbe stato felicissimo di sentirlo a quell'ora, tirò dritto e con tono deciso e piuttosto concitato spiegò all'amico il motivo di quella chiamata inaspettata.
- Ehi… frena Archie… non ci sto capendo niente… di che diavolo stai parlando?
- C'è stato un incendio…
- E chiami me? Da quando faccio il vigile del fuoco?
- Terence… ti ho appena detto che c'è stato un incendio al garage!
- Quale garage?
- Il nostro garage!
- Oh mer@a… sei sicuro?
- Sì! Stavo tornando a casa e ci sono passato davanti… ho visto le fiamme e il fumo… ho chiamato subito il 911… ma è un casino Terry!!!
Terence si sentì mancare l'aria come se il fumo avesse invaso anche la sua stanza.
- Arrivo! - riuscì a dire all'amico, poi si vestì velocemente e uscì in soggiorno.
Si mise a cercare le chiavi dell'auto facendo un gran baccano perché non riusciva a trovarle. Candy si era alzata da poco, aveva lezione presto quella mattina ed era già vestita.
- Ma che succede? - chiese a Terence vedendolo agitarsi per tutta la stanza.
- Hai visto le mie chiavi?
- Buongiorno anche a te - gli rispose la ragazza ironicamente.
- Non ho tempo da perdere Candy… le hai viste o no? - le chiese di nuovo lui gridando, continuando a cercare.
Candy comprese allora che doveva essere accaduto qualcosa, anche perché l'aveva chiamata col suo nome, cosa che non faceva mai!
- Sono queste?
Terence gliele strappò di mano e prese al volo il giubbotto per uscire.
- Tutto bene?
- No!
- Ehi aspetta… che c'è? - gli chiese preoccupata.
- C'è stato un incendio al garage… Archie mi ha appena avvisato… vado a vedere..
- Un incendio?! Aspetta… vengo con te…
Saltarono in auto. Terence era evidentemente preoccupato ma non solo, sembrava anche arrabbiato. Continuò per tutto il tragitto a sbattere le mani sul volante e ad inveire a bassa voce contro qualcuno, come se conoscesse il colpevole di quella catastrofe.
Fu proprio questa infatti la parola che usò quando arrivarono al garage… una "catastrofe", seguita da una serie di parolacce tutte rivolte verso la stessa persona, ovvero suo padre.
Lo scenario era devastante: del garage dove facevano le prove restava poco o niente, così come di tutti gli strumenti che conteneva. Di solito li portavano via, ma in quei giorni di prove intense avevano deciso di lasciarli lì. Purtroppo questa scelta si era rivelata molto sfortunata perché tutto era andato in fumo e probabilmente anche il loro sogno di avere finalmente un contratto discografico.
Terence sembrava una furia e, dopo aver maledetto il padre in ogni modo, salì di nuovo in auto e se ne andò via sgommando.
- Terence…
- Lascialo stare Candy… quando sta così c'è poco da fare se non aspettare che si calmi un po’.
- Stair che significa “mi ha fatto proprio un bel regalo”?
- Forse Terence si riferiva al fatto che oggi… beh sì insomma… oggi è il suo compleanno.
- Il suo compleanno?
- Sì, ma non parlarne con lui… non sopporta questo giorno e non vuole nemmeno che si sappia.
- Perché?
Stair alzò le spalle senza rispondere.
A malincuore tornarono all'appartamento. Nessuno aveva voglia di parlare. Terence non c'era. Di lui non si seppe nulla per tutto il giorno, rientrò molto tardi e visibilmente alticcio. Entrò senza salutare nessuno e si chiuse nella sua stanza.
Un silenzio pesante sembrava aver paralizzato tutto e tutti. Stair e Archie seduti sul divano si sentivano sopraffatti da quello che era accaduto, non avevano la minima idea di come poter trovare una soluzione. Gli strumenti che avevano perso erano molto costosi e trovare i soldi a pochi giorni dalla finale del contest era praticamente impossibile.
Candy invece non riusciva a star ferma e gironzolava senza meta attorno al tavolo, cercando di ragionare in maniera lucida. “Ci deve pur essere un modo” continuava a ripetersi.
Ad un certo punto le venne in mente una persona che aveva conosciuto qualche giorno prima. Scendendo di corsa dalla metro si era letteralmente imbattuta in un uomo, nel senso che gli era finita addosso, e nello scontro gli erano caduti alcuni pacchi di cibo per cani che portava con sé. Candy scusandosi lo aveva aiutato a raccoglierli e così si erano presentati.
Si chiamava Albert e di professione faceva… “il vagabondo” aveva scherzato lui. In effetti un po’ l'aspetto trasandato ce l'aveva ma a Candy dette tutt'altra impressione e cioè quella di una persona… molto buona e di cui ci si può fidare.
- Ragazzi forse ho un'idea!
Archie e Stair la guardarono alquanto scettici.
- Dico sul serio… un mio amico raccoglie cose usate… oggetti che la gente butta via ma che spesso sono ancora utilizzabili. Mi ha detto che ha un grande magazzino fuori città, dalle parti di S***… magari ha anche qualche strumento musicale! Che ne dite di tentare?
Stair sembrò illuminarsi, subito contagiato dall'entusiasmo della cugina, mentre Archie parve esitare ma alla fine riuscirono a convincerlo almeno a provare.
- Bene... resta solo da dirlo a Terence! - esclamò Archie fissando quasi intimorito la porta della camera del ragazzo. Dopodiché entrambi i fratelli diressero lo sguardo verso Candy.
- Dite che devo farlo io?
I fratelli annuirono.
- Ok… che sarà mai! – esclamò Candy facendo un bel respiro prima di bussare.





9.

New York, 28-29 gennaio 2025

Quando Candy entró nella stanza di Terence venne accolta da una nuvola di fumo, come se anche lì fosse scoppiato un incendio. Aveva provato a bussare ma non avendo ottenuto risposta, incoraggiata dagli sguardi di Archie e Stair, si era decisa ad aprire la porta.
La luce era spenta e, non conoscendo la camera del ragazzo, non si mosse.
- Terence ci sei? - provò a chiamarlo.
- Vattene… - le rispose una voce carica di rabbia.
Candy pensò di rinunciare, ma dopo un attimo di esitazione, volle tentare di nuovo.
- Immagino che tu sia molto arrabbiato e deluso… ma forse potrebbe esserci una soluzione… se solo…
- Ti ho detto di andartene!
Dopo una pausa silenziosa Candy riprese.
- Quando ci siamo conosciuti… Stair mi ha detto che sei il suo migliore amico e che spesso lo hai aiutato… perché per una volta non lasci che siano gli altri a darti una mano?
D'improvviso la luce si accese e Candy si ritrovò davanti Terence, a pochi centimetri, furioso.
- Insomma Lentiggini che cosa non ti è chiaro? Ti ho detto di lasciarmi in pace, non ho bisogno di una mano, non ho bisogno di nessuno, tanto meno di te! - le gridò sul viso con violenza.
A Candy sembrò di avvertire sulla propria pelle tutta la sua sofferenza. Le sembrava che il suo rifiutare qualsiasi aiuto nascondesse in realtà l'estremo bisogno di essere capito e amato. Quel bastare a sé stesso non era altro che uno scudo per difendersi dal mondo dal quale si sentiva rifiutato fin dalla nascita. Candy conosceva bene quella sensazione di profonda solitudine dovuta al fatto di essere stata abbandonata dai genitori che non aveva mai conosciuto. Era stato solo grazie all'immenso amore di chi l'aveva accolta in orfanotrofio che era riuscita a far guarire quella ferita di cui ora restava solo una piccola cicatrice. Perché l'amore è la chiave di tutto.
In quel momento si ricordò dello sguardo dolce e accogliente di Miss Pony, la direttrice dell'orfanotrofio, quando si trovava a dover recuperare quei bambini che si sentivano traditi dalla vita e che per questo erano arrabbiati col mondo intero.
Tacque e alzò semplicemente i suoi limpidi occhi verdi verso quelli di Terence. Fu allora che si rese conto che probabilmente il ragazzo aveva pianto e molto. Sentì il cuore stretto in una morsa e istintivamente, senza rendersene conto, fece un piccolo passo verso di lui e lo abbracciò. Terence rimase immobile, stordito, avvertì come se un liquido caldo lo stesse attraversando per raggiungere ogni angolo del suo corpo portando con sé un profondo senso di calma.
- Non ti arrendere… - mormorò Candy stretta a lui.
Terence non rispose. Si allontanò un poco da lei ma solo per guardarla un istante negli occhi. Poi la strinse più forte, piegandosi su di lei, e la baciò. Il dolore acuto che avvertì sulla sua guancia appena le loro labbra si separarono, fu la risposta di Candy a quel bacio inaspettato.
- Che fai? – gli gridò con il volto attraversato da rabbia mista a stupore.
Quello schiaffo era arrivato direttamente al cuore di Terence che per un attimo si era aperto a lei. Non disse nulla, uscì fuori dalla stanza barcollando come un animale ferito e se ne andò.
Stair ed Archie videro Candy uscire sconvolta e le chiesero cosa fosse accaduto. Lei rispose che non c’era modo di convincerlo, poi andò in camera per preparare le sue cose e trasferirsi nell’appartamento che il cugino le aveva trovato.
Terence rientrò a casa il pomeriggio del giorno dopo. Aveva trascorso fuori la notte e nessuno era riuscito a rintracciarlo, nonostante Stair avesse tentato più volte di chiamarlo al telefono.
Andò diretto verso la camera di Candy e si rese conto che era vuota, lei se ne era andata. Uscì di nuovo, correndo verso l'università. Si ricordava che le sue lezioni finivano più o meno a quell'ora. Doveva sbrigarsi o non l'avrebbe trovata. Fece un tratto di strada a piedi e poi prese la metro. Si fermò fuori dal cancello ad aspettarla. Lei arrivò poco dopo e quando lo vide tirò dritto. Per fortuna era da sola.
- Candy… aspetta…
- Cosa ci fai qui?
- Volevo parlarti… a casa non c'eri e così…
- Mi sono trasferita nell'appartamento che mi ha trovato Archie.
- Ah ok… però…
- Insomma che vuoi?
- Scusarmi… per ieri… non avrei dovuto. Non so cosa mi sia preso… forse perché mi hai abbracciato ed io…
- Quindi è colpa mia!!!
- No di certo… non volevo dire questo… è solo che avevo bevuto parecchio... perdonami ti prego…
Candy rimase un attimo in silenzio, guardandolo, le sembrò sincero.
- D'accordo… perdonato… - disse con un filo di voce.
- Grazie!
- Ora devo andare….
- Ci vediamo allora.
- Ciao.
Tornando a casa Candy ripensava a quella conversazione. Terence era stato carino a scusarsi, non se lo aspettava, anche se a dir la verità quasi le dispiaceva che lo avesse fatto… l’aveva baciata per sbaglio quindi, solo perché aveva bevuto troppo, era stato solo un attimo di debolezza probabilmente…
Assorta nei suoi pensieri non si accorse della persona che le era appena passata accanto.
- Ehi ciao… tu sei Candy, vero?
La ragazza alzò lo sguardo e lo riconobbe subito.
- Sì sono io, ciao Albert, come stai?
- Bene… e tu? Sempre con la testa fra le nuvole vedo!
- Oh beh …
- Lo sai che è venuto a trovarmi un tuo amico?
- Come? Un mio amico?
- Almeno così mi ha detto… si chiama Terence se non sbaglio, fa il musicista, lo conosci?
- Terence?! Sì lo conosco… ma cosa è venuto a fare? Per caso cercava degli strumenti?
- No… anche perché non ne ho… sono oggetti molto difficili da trovare. Mi ha detto che aveva bisogno di un furgone.
- Un furgone?!
- Sì, ne ha preso uno, io gli ho detto che era veramente messo male, ma lui mi ha risposto che un amico lo avrebbe di sicuro rimesso a posto.
- Stair…
- Mi è sembrato un tipo in gamba e alla fine gliel’ho regalato! Se lo vedi salutamelo e digli che può tornare a trovarmi quando vuole.
- Ti ringrazio molto Albert, lo farò, a presto.





10.

New York, febbraio 2025

- E questi da dove saltano fuori? – domandò Stair che non riusciva a credere ai suoi occhi.
Era appena rientrato a casa e in soggiorno aveva trovato una fornitura completa di strumenti musicali con amplificatori e microfoni annessi. La sua attenzione venne catturata subito dalla batteria che era un vero gioiello che faceva bella mostra di sé accanto a due chitarre elettriche di ultima generazione.
- Che ne dici fratello, con queste lo vinciamo il contest?
- Terence ma come diavolo hai fatto?
- Diciamo che ho venduto qualcosa che non mi serviva più e con i soldi ho fatto un po’ di acquisti!
- Ma per comprare tutta questa roba ti ci saranno voluti un mucchio di soldi! Cos’hai venduto?
- Non importa, ciò che conta è che ora abbiamo di nuovo gli strumenti!
Stair lo fissò riflettendo.
- Aspetta un attimo, non ho visto la tua auto parcheggiata qua sotto… non avrai…
Terence annuì.
- Caspita fratello! La tua auto? Ci tenevi così tanto!
- Non così tanto…
- Io non so che dire…
- Non dire niente e rimettiamoci a suonare al più presto!
- Ok, non vedo l’ora! Avviso Archie.
Stair telefonò al fratello dicendogli di andare lì al più presto. Archie si precipitò e anche lui non riusciva a credere di poter di nuovo partecipare al contest.
- Aspetta un attimo… ma se hai venduto la tua macchina, ora come ci arriviamo a Miami?
Terence si avvicinò alla finestra e guardò giù.
- Con quello.
- Quello cosa sarebbe? – domandarono in coro gli altri due.
- Un furgone… molto spazioso. Non avremo bisogno dell’albergo, potremo dormire lì dentro.
- Per dormire ok ma… io non credo che quel coso ci arrivi a Miami… - commentò Archie dubbioso.
- A questo dovrai pensarci tu Stair, te la senti?
- Accidenti se me la sento! Tranquilli ragazzi lo faccio tornare come nuovo!
In quel momento suonarono alla porta. Era Candy. Era passata per recuperare alcune cose dalla sua stanza.
Fu molto felice di constatare che i ragazzi avevano recuperato gli strumenti e fece loro in bocca al lupo per il concorso.
- Devo prendere alcuni libri che ho dimenticato.
Mentre Archie e Stair armeggiavano eccitati con i nuovo strumenti, Terence le si avvicinò, fermandosi sulla porta della camera.
- Vuoi una mano?
- No grazie, non ne ho bisogno, sono solo poche cose.
Il ragazzo stava per andarsene quando lei lo richiamò.
- Albert mi ha chiesto di salutarti.
- Ah davvero… lo hai incontrato?
- Sì… mi ha detto che sei stato da lui.
- Sì, Stair mi ha detto che gli avevi parlato di questo tipo che raccoglieva roba usata… devo ringraziarti. Se non fosse stato per te sarei ancora chiuso nella mia stanza…
Il pensiero di entrambi corse subito a quello che era accaduto tra loro in quella stanza. Un brivido attraversò i loro occhi che per un istante si erano incrociati.
- Bene… vi auguro buona fortuna – commentò Candy uscendo, passando vicino a lui con i libri in mano.
Terence la fermò.
- Aspetta… volevo chiederti una cosa.
- ….
- Perché… non vieni con noi?
- Con voi?
- Sì… ormai sei la nostra mascotte, ci porti fortuna!
- Ma io… non saprei…
- Il furgone che mi ha regalato il tuo amico è molto grande e Stair lo farà risplendere, ci stiamo tutti… sempre che tu non abbia altri impegni naturalmente.
- Quanti giorni?
- Tre giorni.
- Ci penso, ok?
- Ok.

*******

Il gran giorno era finalmente arrivato! Stair aveva fatto un mezzo miracolo con il vecchio furgone recuperato da Terence che era tornato come nuovo. Gli strumenti erano pronti, lucidati ed imballati, mancava solo di caricarli sul retro.
Archie e Stair erano eccitati al massimo e non vedevano l'ora di partire, anche Terence lo era ma all'ultimo momento trovava sempre una scusa per salire nell'appartamento a prendere qualcosa che aveva dimenticato.
- Non posso partire senza i miei occhiali da sole… dai ragazzi, ci metto un secondo!
- Terence muoviti… questo furgone non è una scheggia te l'ho già detto!
- Arrivo subito…
Archie e Stair lo osservarono per la terza volta risalire le scale.
- Si può sapere cosa gli prende?
- Non lo so fratello… ma c'è qualcosa di strano in lui…
Terence ci impiegò un po’ prima di tornare giù. Finalmente sembrava non mancare più nulla.
- Sicuro? Posso mettere in moto?
- Ok Stair! Tutto a posto… andiamo.
Avevano deciso i turni di guida: dopo Stair sarebbe toccato ad Archie e infine a Terence. Così i primi due salirono davanti mentre Terence si sistemò sul retro insieme agli strumenti e ai sacchi a pelo.
Il primo rombo del motore lo fece sobbalzare. Quando il furgone si mosse leggermente in avanti per immettersi sulla statale qualcosa però lo fece bloccare di nuovo.
- Ehi voi… aspettate!
Terence riconobbe subito quella voce, Stair si sporse dal finestrino e …
- Candy… cosa ci fai qui?
- Che domande… vengo con voi!
A quel punto Terence aprì il portellone posteriore e le sorrise.
- Salta su Lentiggini! - esclamò allungando la mano per aiutarla.
Dopo che fu salita gridò a Stair di ripartire.
- Ecco svelato l'arcano… - mormorò l'autista ingranando la marcia.





11.

Miami, febbraio 2025

Il viaggio da New York a Miami fu molto lungo. I ragazzi si alternarono alla guida del furgone: durante il giorno Stair ed Archie, mentre Terence preferì guidare durante la notte. Mentre gli altri due dormivano nel retro, Candy decise di fargli compagnia.
- Non hai sonno?
- No… (sbadiglio)
- Puoi dormire se vuoi…
- Ti do fastidio?
- No no… anzi…
Silenzio.
- Posso chiederti perché alla fine hai deciso di venire con noi?
- Non sono mai stata in Florida.
- Ah… ok. Staremo fuori almeno tre giorni… magari qualcuno potrebbe sentire la tua mancanza.
- Beh la lontananza rafforza i legami… no?
- Sì… credo di sì… nel caso si abbia un legame…
- Che cosa vuoi sapere Terry?
- Io? Niente!
- Allora pensa a guidare e smettila di fare tante domande!
- Ai suoi ordini!
Dopo un po’ Candy si addormentò davvero, prima appoggiata alla poltroncina e dopo alla spalla di Terence dove pian piano era scivolata. Lui avvertiva il peso leggero della sua testa, il profumo dei suoi capelli e soprattutto il respiro dolce che ogni tanto gli sfiorava la guancia e poi c'erano le sue labbra lì a pochi centimetri da lui!
Non poteva voltarsi così aveva posizionato meglio lo specchietto retrovisore per poterla guardare ogni tanto.
Oh Candy che idiota che sono… un vero idiota! Per quale assurdo motivo ti ho fatto credere che ti ho baciata solo perché avevo bevuto troppo! Lo sai che ho mentito! Lo hai capito vero? Scommetto che lo hai capito… e ora sarai tu a prenderti gioco di me, perché tu sei troppo… troppo per me… ma non credere che mi arrenda tanto facilmente…. troverò il modo di farti ricredere, anche se finora sono stato un disastro! Però… cerca di capire… è che tu sei diversa dalle altre… con te non basta fare il figo… sai quante sarebbero state felici di quel bacio rubato! Invece tu mi ha tirato un bello schiaffo e hai fatto bene, me lo sono meritato. Spero solo che non sia tutto perduto.
E tu dormi… dio come sei bella… quanto vorrei prendermi di nuovo le tue labbra… a dir la verità, se fossimo solo tu ed io, fermerei il furgone e … altro che labbra… ecco Terry sei sempre il solito, non pensi ad altro!
Eppure anche solo la tua testa sulla mia spalla mi fa accelerare il battito cardiaco! Non posso guidare così... meglio fare una pausa! Mi fermo qui e… dormo insieme a te.
Terence spense il motore e si voltò leggermente per fare in modo che Candy stesse più comoda. Lei si mosse ma non si svegliò, poggiando la fronte nell’incavo del suo collo.
- Oddio… - mormorò Terence sospirando.
Inutile dire che non riuscì a chiudere occhio!
La mattina Candy non lo trovò vicino a lei, Terence era già sceso e si era messo a fumare una sigaretta.
- Buongiorno… alla fine mi sono addormentata…
- Beh anch'io…
Candy lo osservò un momento notando qualcosa di strano.
- Che cos’hai lì sul collo?
- Dove?
- Qui - rispose sfiorando il punto con un dito - un segno…
Terence comprese e allungò la mano carezzandole l'orecchino sinistro.
- Dormito bene? - le chiese con un sorriso dolce che la sorprese.
- Sì - rispose colta da un brivido lungo la nuca, poi riprese cercando di nascondere l’imbarazzo – Dove siamo?
- A Freeport… non manca molto… però se non ricordo male da queste parti c’è una spiaggia favolosa.
- Una spiaggia favolosa?
- Sì… Grayton Beach… una delle spiagge più belle e incontaminate di tutti gli Stati Uniti, un vero paradiso! Vuoi vederla?
- Beh mi piacerebbe… ma non vorrei…
- Gli altri due dormono ancora, non se ne accorgeranno nemmeno! Andiamo.
Dopo circa venti minuti, lo spettacolo che si presentò loro fu davvero impressionante. Un grande lago costiero immerso tra dune di sabbia bianca finissima sembrava fare da palcoscenico alle limpide acque color smeraldo del Golfo del Messico.
Candy rimase senza parole, mentre Terence non poté fare a meno di constatare come il colore del mare fosse identico a quello dei suoi occhi.
- Andiamo Terry! – esclamò Candy mettendosi a correre verso l’acqua.
Lui sorrise e la seguì. Quando la raggiunse, si era tolta le scarpe e aveva immerso i piedi
- È gelida! Peccato che sia ancora troppo freddo per fare il bagno…
- Dipende! – esclamò lui prendendola in braccio all’improvviso e tentando di buttarla in acqua.
- Terry sei impazzito… mettimi giù! – gridò lei dimenandosi.
- Non ci penso proprio…
- Guarda che se non lo fai ti mordo!
- Magari!
- Terence!!!!
Dopo quell’ultima battuta finirono entrambi a terra.
- Ecco adesso sono piena di sabbia!
- Ti aiuto a toglierla?
- No, faccio da sola!
Era molto presto e la spiaggia era deserta. Il sole si era appena alzato e diffondeva la sua luce ancora avvolta dalla bruma mattutina sulle onde morbide che placidamente accarezzavano il litorale.
Terence se ne stava sdraiato ammirando quello spettacolo in silenzio, poi d’un tratto Candy lo udì canticchiare qualcosa.

Hey pretty eyes
Where have you been my whole life
So many nights I saw you in my dreams
Porcelain skin, you’re dancing with my madness
I finally found my angel
She fell into my life
No wings, no light, no halo
Only those emerald eyes…

[Ehi, occhi belli
Dove sei stata per tutta la mia vita
Ti ho sognata tante notti
Pelle di porcellana, danzi con la mia follia
Finalmente ho trovato il mio angelo
È entrata nella mia vita
Niente ali, niente luce, niente aureola
Solo quegli occhi color smeraldo]

Si sedette accanto a lui, avvertendo di nuovo quel sottile imbarazzo e allo stesso tempo una leggera paura come di cadere. Era lui a provocarle queste sensazioni, in alcuni momenti in particolare, come quello. Non era per il fatto che la sua voce fosse così bella, ma perché era la sua. Candy lo capì chiaramente, seduta sulla sabbia, all’alba di quel giorno, non sarebbe voluta essere con nessun altro.
- Grazie per la spalla – mormorò.
- Di niente.
- Ehi voi due, volete darvi una mossa! – le voci di Stair ed Archie li raggiunsero attraversando le dune. Era l’ora di ripartire.




12.

Miami, febbraio 2025

La sera dell'esibizione era arrivata, vietato sbagliare. I Bad Boys avevano superato una durissima selezione per conquistarsi la finale, facendo molti sacrifici ed ora non potevano assolutamente permettersi nessun passo falso. La tensione era alle stelle perché dal risultato di questo contest poteva dipendere il futuro della loro carriera musicale. In palio c'era infatti un contratto discografico con la pubblicazione di un album e un tour in giro per gli Stati Uniti.
I gruppi finalisti erano in tutto sei. Dopo la prima canzone erano rimasti in tre e i Bad Boys con la loro The loneliest erano tra questi.
- Dai ragazzi mettiamocela tutta, ormai ci siamo… non possiamo mollare ora!
- E chi molla Archie… io sono super carico, potrei continuare a suonare ininterrottamente per tre giorni…
- Bene fratello!! Ma Terry dove si è cacciato?
- Non so… ah eccolo là… vado a chiamarlo.
Stair attraversò la sala d'attesa.
- Ehi Terry andiamo… tra poco tocca di nuovo a noi…
- I Tunder sono forti… - commentò come se in realtà avesse la testa da un’altra parte.
- Beh sì… ma non possono batterci, stasera non ci batte nessuno!
- Speriamo…
- Ehi ma che ti prende?
- Niente… Candy dov'è?
- Candy? Non lo so… sarà qui in giro… dai andiamo…
Era arrivato il momento! I Bad Boys stavano per salire sul palco e giocarsi tutto. Il pezzo da cantare era già stato deciso, ma all'ultimo momento Terence volle cambiare.
- Ragazzi facciamo The first time.
Archie e Stair si guardarono perplessi e provarono ad obiettare qualcosa, cambiare così… era una delle ultime canzoni e non l'avevano provata molto, ma lo sguardo determinato di Terence li convinse. Salirono sul palco e …
The first time we met
That night
The stars aligned
Heaven dropped a line
Before you I was just a flare in the sky
A kid too afraid to go to play in the light
A colorless painter, a man with no sight
Before you I was nothin’
Was nothin’
Had nothin’
I only had
A kiss, a touch
A song that made me cry
And all the dr@gs I’ve done
They never got me higher
Than the first time we met
There’s nothing like the first time we met...

[La prima volta che ci siamo incontrati
Quella notte, le stelle si sono allineate
Il cielo ha scritto una poesia
Prima di te ero solo un bagliore nel cielo
Un bambino troppo spaventato per vivere nella luce
Un pittore senza colori
Un uomo senza vista
Prima di te, non ero nulla
Non ero nulla
Non avevo nulla
Avevo solo
Un bacio, una carezza
Una canzone che mi ha fatto piangere
E tutte le d@oghe che ho provato
Non mi hanno mai portato più in alto
Della prima volta che ci siamo visti
Non c’è niente come la prima volta che ci siamo incontrati]

L'ovazione del pubblico al termine della canzone sembrò immediatamente decretare i vincitori, ma mancava ancora il voto della giuria di esperti.
Quando scesero dal palco Candy era lì ad aspettarli, emozionata e con le lacrime agli occhi.
- Siete stati incredibili … i migliori! Questa canzone è fantastica… Stair la tua batteria sembrava prendere fuoco e la chitarra di Archie ha fatto vibrare tutto il pubblico come se fosse le sue corde …
- Grazie Candy… non ci resta che aspettare la giuria ora!
- Andrà alla grande… ma Terence dov'è?
- Deve essere fuori… fuma sempre una sigaretta in attesa del verdetto.
Candy uscì di corsa per andarlo a cercare.
- Ehi Stair… cosa stanno combinando quei due?
- Non saprei Archie…
Il fratello lo guardò sospettoso mentre seguiva con lo sguardo Candy.
Intanto fuori…
- Ciao…
Terence si voltò a quel timido saluto. In effetti stava fumando e aveva la faccia scura, molto tesa.
- Non preoccuparti… la vittoria non può che essere vostra… avete spaccato tutto e tutti!
Terence annuì, ma sembrava poco convinto, espirando il fumo della sigaretta.
- Cosa c'è? - gli chiese Candy.
- Ti è piaciuta la canzone?
- Moltissimo! Mi ha fatto saltare in aria il cuore! - rispose euforica.
- Questa volta parla davvero di una ragazza… - commentò lui serio.
- Si… l'ho capito.
- Non di una qualsiasi… - mormorò, fissandola, dopo aver spento la sigaretta.
Candy rimase per un attimo sorpresa da quelle parole, sentendo mancare il respiro. Si chiese ancora perché quel ragazzo fosse capace di confonderla in quel modo, solo con quattro parole… “non di una qualsiasi”... cosa voleva dire?
D'improvviso un boato fece vibrare il pavimento. Era stato annunciato il gruppo vincitore del contest. La porta si spalancò e…
- Terry abbiamo vinto… ca@@o abbiamo vinto!!!
- Sei sicuro Stair?
- Sì!!!!
I tre ragazzi si abbracciarono esultando come dei pazzi mentre i Bad Boys venivano reclamati a gran voce sul palco. Anche Candy si congratulò con loro, era così felice nel vederli realizzare il loro sogno. Archie e Stair rientrarono correndo, Terence li seguì ma prima di tornare sul palco si voltò verso di lei che era rimasta dietro, a pochi passi.
Si scambiarono uno sguardo strano, nessuno dei due riusciva a parlare.
- Lo sapevo che mi avresti portato fortuna… - mormorò lui cercando di superare l’imbarazzo di quel momento.
- Te lo sei meritato!
Stair tornò a chiamarlo e Terence scomparve tra la folla che lo acclamava. I vincitori vennero invitati a cantare di nuovo la loro canzone. Candy si nascose tra la gente e, nonostante avesse il cuore a mille, cercò di fare più attenzione alle parole che sembravano accarezzarle la pelle.

Before you I was nothin’
Was nothin’
Had nothin’
I only had
A kiss, a touch
A song that made me cry
And all the drugs I’ve done
They never got me higher
Than the first time we met
There’s nothing like the first time we met...





13.

New York, maggio 2025

Dopo l'enorme successo ottenuto a Miami, i Bad Boys avevano firmato un contratto con una della case discografiche più importanti d'America. Tornati a New York avevano trascorso due mesi chiusi in sala di incisione per mettere a punto il loro primo album che ora era finalmente pronto per essere lanciato sul mercato.
La loro vita era stata letteralmente stravolta! Terence soprattutto aveva trovato il coraggio di affrontare il padre comunicandogli l'intenzione di lasciare gli studi in legge per dedicarsi completamente alla musica. Ne era scaturita un'accesa discussione. Il padre aveva definito i suoi progetti una follia che non lo avrebbe portato da nessuna parte, arrivando anche a minacciarlo di non passargli più nemmeno un dollaro. Ma il figlio non era indietreggiato di un millimetro, deciso ormai ad inseguire i propri sogni.
- Farai la stessa fine di tua madre! - gli aveva gridato mentre se ne andava sbattendo la porta.
Rientrato a casa aveva trovato ad aspettarlo, insieme a Stair, l'agente che la casa discografica aveva messo loro a disposizione.
- Salve Signor Norton, c'è qualche problema?
- No Terence, tutt’altro. Ho una grande notizia da darti!
Terence lo guardò stranito non capendo perché si riferisse solo a lui.
- Sono stato contattato dall'agente di una persona molto famosa per proporti un duetto.
- Un duetto?! Non ho canzoni che prevedano duetti.
- In realtà si tratterebbe di una cover, un nuovo arrangiamento per una canzone del ‘66 di Carson Parks, anche se ha ottenuto un grandissimo successo con l'esecuzione che ne fece Sinatra insieme alla figlia.
- Cosa! Io dovrei cantare una canzone di Frank Sinatra? Cosa c'entro io?
- Guarda che è una grande occasione e soprattutto un ottimo trampolino di lancio per il vostro primo album!
- E chi con dovrei cantare, sentiamo…
- Non ci crederai ma con… Susan Marlowe!
- Ma la Marlowe è un'attrice! Che vuoi che ne sappia di musica!
- Ma è un'attrice molto famosa, candidata all'Oscar con il suo ultimo film! A noi questo interessa, in qualche modo la faremo cantare, non preoccuparti!
- Io non capisco come possa esservi venuta in mente un’idea del genere!
- In realtà è stata proprio lei a proporre te come partner..
- Ma se nemmeno mi conosce…
- Ti sbagli, ti conosce eccome! Pare che ti abbia sentito cantare al Miami Contest e sia rimasta folgorata dalla tua… bravura!
- Può essere una grande occasione Terry per farci un po’ di pubblicità – intervenne Stair cercando di persuaderlo.
- È solo una canzone, un paio di settimane a Los Angeles e poi torni dai tuoi Boys con qualche dollaro in più che non guasta!
- Quanti in più?
- 10.000 più una percentuale sulle vendite!
Di fronte ad un'offerta del genere era impossibile rifiutare!
Terence dovette partire in tutta fretta per ritrovarsi improvvisamente catapultato su un set cinematografico.
- Non si era parlato di un video!
- Terence abbiamo tra le mani un'attrice del calibro della Marlowe e ci lasciamo sfuggire l'occasione!
- Non l'ho mai fatto!
- Tranquillo andrà alla grande, lasciati guidare dal regista e soprattutto da lei… eccola che arriva!
Susan Marlowe fece il suo ingresso sul set scortata dal suo entourage: truccatrice, coiffeur, costumista e altre figure non meglio definite. Con un passo deciso e seducente allo stesso tempo si diresse dritta verso di lui.
- Ciao… tu sei Terence giusto? Benvenuto a Los Angeles.
- Grazie… è un piacere conoscerla Mrs Marlowe .
- Oh ti prego… chiamami Susan, anche perché dovremo lavorare a stretto contatto e comunicare al pubblico una sintonia molto forte, come se fossimo davvero innamorati. La canzone è di questo che parla, di quella cosa così stupida che chiamiamo amore!
- Certo… Susan.
Nel giro di una settimana il video venne completato e pubblicato in rete, ricevendo in poco più di un'ora milioni di visualizzazioni, tra cui quella di Candy.
- Un ottimo lavoro! Accidenti… - commentò la coinquilina.
- Già… sembra tutto molto reale.
- Mmmmm… sento odore di gelosia!
- Oh Annie smettila!
- Guarda che è solo un video e poi quella ha quasi il doppio dei suoi anni.
- ...
- Ma perché non gli parli?
- Per dirgli cosa?
- Che sei innamorata di lui!!!
- Finiscila! E poi guardalo… che cosa mai possiamo avere in comune?!
- Beh intanto un bacio se non ricordo male!
- Quel bacio è stato solo un errore per il quale ha tenuto a scusarsi ed è finita lì. Quello del video invece sembra proprio un bacio vero… e poi… girano voci su di loro, li hai letti anche tu i giornali no?
- Ma dai Candy, non crederai a quello che scrivono le riviste di gossip, loro ci guadagnano su quel tipo di notizie e più sono esagerate più le vendite decollano.
- E se questa volta fosse tutto vero? Susan Marlowe è uno schianto e Terence non è certo uno che disdegna le belle donne…
La conversazione venne interrotta dal cellulare di Candy che iniziò a suonare.
- Ops… lupus in fabula! - esclamò Annie sbirciando il nome apparso sullo schermo.
Candy prese il telefono indecisa se rispondere o no. Dopo un’occhiataccia dell'amica, accettò la chiamata.
- Ciao Terry.
- Ehi Lentiggini… come stai?
- Bene, ho appena visto il video! Alla grande!!
- Beh… sì… finirò per fare l'attore!
- Non male come idea…
- Ascolta… ho i minuti contati però ti ho chiamata perché non potrò farti gli auguri di persona e allora… buon compleanno!
- Gra-grazie… - balbettò Candy sorpresa.
- Questa sera abbiamo un’esibizione, ma dopodomani dovrei essere a New York, magari ci scappa anche una torta… se ti va.
- Certo… perché no?
- Allora a presto, ti chiamo quando arrivo.
- A presto Terry.
- Fammi capire: Terry è a Los Angeles circondato da attrici stupende e si è ricordato del tuo compleanno?
- Pare di sì… e tra due giorni torna… ha detto che… mi chiama quando arriva…
- Spero proprio che festeggerete insieme allora!
Candy sorrise imbarazzata cercando di nascondere quella strana sensazione che le faceva tremare il cuore.





14.

Los Angeles, maggio 2025

Dopo aver telefonato a Candy per farle gli auguri di compleanno Terence, disteso sul letto della sua camera d’albergo, ripensava alle poche parole che si erano detti ma che gli risuonavano nella testa come la più amabile delle melodie. La voce di Candy, incerta e sorpresa, lo faceva sorridere.
- Non te l’aspettavi, vero Lentiggini? – mormorò soddisfatto di averla stupita.
Non vedeva l’ora di tornare a New York.
I suoi dolci sogni vennero interrotti da alcuni colpi. Qualcuno stava bussando alla porta. Di malavoglia andò ad aprire.
- Susan…
- Posso entrare?
- Ah… sì… certo – rispose Terence titubante.
- Stai già preparando i bagagli? Ti sei dimenticato che domani sera abbiamo un’esibizione? – gli chiese l’attrice, notando una valigia quasi piena.
- Non l’ho dimenticato, ma intendo partire subito dopo.
- Ma come… non verrai al mio party?
- No, mi dispiace.
- Non sono abituata a ricevere un “no”… quindi direi che…
- Che?
- Se domani sera non ci sarai, potremo divertirci un po’ adesso, solo tu ed io, che ne dici?
Detto questo l’attrice lasciò cadere la vestaglia di seta blu che indossava, restando in lingerie. Il ragazzo istintivamente fece un passo indietro.
- Susan io… non credo che…
- Non vorrai direi di no anche a questo! – mormorò avvicinandosi a lui e iniziando ad accarezzarlo.
Terence dovette ricorrere a tutto il suo autocontrollo (e non era molto!) per non cedere alle sue lusinghe, ma il suo corpo sembrava pensarla diversamente.
- Che cosa vuoi Susan? – tentò di opporsi.
- Che domande… mi sembra chiaro e… mi pare evidente che lo voglia anche tu, o sbaglio? – chiese lasciando scivolare una mano verso il basso, fino alla cintura dei pantaloni.
- Smettila….
- Andiamo, non fare il difficile! I giornali parlano già di noi, credo proprio che la nostra intesa artistica aumenterebbe se ci conoscessimo meglio, diventeremmo una coppia esplosiva sia sul palco che fuori, ne sono sicura. L’ho capito fin dal primo momento in cui i nostri sguardi si sono incrociati… e poi durante le riprese del video, era chiaro che quei baci di scena non ti bastassero.
La figura sinuosa dell’attrice era ormai completamente tra le braccia di Terence, braccia che lei teneva ben strette attorno ai propri fianchi…
Il giorno dopo Terence rimase chiuso nella sua stanza fino a sera. Era impaziente di lasciare Los Angeles, voleva andarsene, ma c’era ancora quell’ultima esibizione a cui per contratto non poteva sottrarsi.
Un’auto venne a prenderlo.
- Tutto bene Terence? Mi sembri piuttosto agitato – gli chiese l’agente.
- Tutto bene, andiamo – rispose laconico guardando dritto la strada.
Il locale dove doveva cantare insieme alla Marlowe era poco distante, ma non fu semplice raggiungerlo dal momento che una folla di giornalisti sembrava essersi data appuntamento proprio davanti all’ingresso.
- Accidenti che successo! Ho sempre pensato che avremmo fatto centro con questo duetto… sei una star ragazzo! – commentò Norton immaginando dollari piovere dal cielo e infilarsi direttamente nelle sue tasche.
Terence si guardava intorno, confuso e ammirato da quella folla che lo acclamava. Sceso dall’auto molti fan gli si avvicinarono per chiedergli un autografo, intralciando il lavoro dei giornalisti che lo chiamavano da ogni direzione per intervistarlo. Tra la gente d’un tratto si alzò un braccio che sventolava una rivista, una di quelle di gossip che danno sempre in anteprima le notizie di cronaca rosa. Sulla copertina c’era una fotografia di Susan Marlowe che in vestaglia usciva da una camera d’albergo. Terence si avvicinò per osservarla meglio e rimase impietrito: la foto era stata scattata evidentemente la sera prima, quando la Marlowe si era intrufolata nella sua stanza. La didascalia non lasciava spazio a dubbi:
“Susan Marlowe in vestaglia lascia furtivamente la stanza n. 102 occupata da…”
Terence strappò letteralmente di mano la rivista al malcapitato e cercò all’interno l’articolo dove si raccontava in maniera dettagliata tutto quello che sarebbe accaduto nella camera 102 occupata da… Terence Graham, vocalist dei Bad Boys!
A fatica Norton riuscì a portarlo dentro e a rifugiarsi in un camerino in attesa dell’esibizione. Terence era sconvolto.
- Che cosa significa questo? – chiese furioso, sventolando la rivista in faccia all’agente.
- Calmati Terence! Che cosa vuoi che sia… qualcuno l’avrà vista uscire dalla tua stanza, ma non è un problema, anzi!
- Come sarebbe non è un problema!
- Significa che non è un problema se sei andato a letto con lei, non credo che ti farà causa per questa foto… la Marlowe è abituata al gossip. E poi era chiaro che le piacevi… dovresti essere contento.
- Invece non lo sono! Non è successo niente tra noi.
- Andiamo Terence, ti ho già detto che non c’è alcun problema. Non hai mica una moglie a casa che ti aspetta e anche se fosse quando vedrà il tuo conto in banca lievitare se ne farà una ragione credimi… sono tutte uguali… le andranno bene anche le tue scappatelle!
- Voglio che questa notizia venga smentita immediatamente!
- Ma perché devi prenderla così! Non capisco quale sia il problema…
- Non voglio che la mia vita privata sia messa in piazza e soprattutto non in questo modo, con notizie assolutamente false!
- Beh allora hai sbagliato mestiere! Adesso vediamo di muoversi perché è l’ora di salire sul palco!
Norton prese la rivista e la gettò in un cestino.
- Fregatene – gli mormorò all’orecchio prima di accompagnarlo fuori.
Terence cantò cercando di mantenere la calma. Il locale strapieno di gente e Susan che gli si strusciava addosso ammiccante gli davano la nausea. Mai aveva provato quella sensazione sul palco e la cosa non gli piaceva per niente. Non riusciva a far altro che pensare a Candy, a cosa avrebbe immaginato se avesse letto quel giornale. Doveva assolutamente chiamarla e parlarle, al più presto.





15.

New York, maggio 2025

- Perché non rispondi!!! – esclamò sbattendo il telefono.
- Ehi, che ti prende?
- Niente Stair…
Terence era tornato a New York due giorni dopo l’ultima esibizione. Dopo le foto della Marlowe uscite sui giornali, l’agente gli aveva procurato un paio di interviste, “per sfruttare il momento” gli aveva detto e così il rientro in città era slittato. Aveva provato a contattare Candy per avvertirla ma non c’era più stato modo di parlare con lei.
L’appartamento dei Bad Boys era ora costantemente presidiato dai giornalisti ed uscire senza farsi notare era praticamente impossibile.
- Questi non si smuovono più, da quando si è sparsa la voce che sei a New York… credo abbiano trascorso la notte sul marciapiede… - commentò Stair guardando fuori dalla finestra.
- Ho bisogno di uscire…
- Preparati all’assalto! Secondo me solo con un travestimento potresti passare inosservato… forse!
- Ottima idea!
Terence saltò giù dal divano e corse in bagno. Uscì dopo pochi minuti lasciando letteralmente a bocca aperta l’amico.
- Sei impazzito!
- No. Ci vediamo dopo.
Detto questo uscì dal retro del palazzo e quando passò vicino ai giornalisti, nessuno sembrò fare troppo caso a lui.
Prese la metro e si diresse verso l’appartamento di Candy. Doveva assolutamente vederla, spiegarle cosa era successo a Los Angeles e dirle che…
- Ciao.
- Ciao… scusa, ci conosciamo?
- Veramente no… ma conosco la tua coinquilina…
- Vuoi dire Candy?
- Sì esatto, sai dove posso trovarla?
- Oh santo cielo… ma tu sei Terry… dei Bad boys!!!
- Sì… ma non gridare ti prego, Candy è in casa?
- No… è a lavoro a quest'ora, alla tavola calda in fondo alla strada.
- Ah ho capito…
- Ma tra poco stacca, puoi aspettarla se vuoi.
- No… grazie lo stesso…
- Annie… mi chiamo Annie.
- Ciao Annie.
Terence si allontanò di fretta lasciando la ragazza sulla porta a bocca aperta. Percorse la strada fino all'angolo e d'improvviso la vide. Gli passò accanto probabilmente senza riconoscerlo.
- Candy…
Lei si fermò e si voltò con l'aria sorpresa. Solo quando lui tolse gli occhiali da sole avvertì una fitta allo stomaco.
- Terry…
Lui allora si avvicinò.
- Come stai?
- Io bene, ma tu… i tuoi capelli…
- Li ho tagliati.
- Lo vedo… che cosa ci fai qui? Non eri a Los Angeles?
- Sono appena tornato… possiamo parlare?
- Adesso non ho tempo, devo andare.
- Aspetta ti prego, solo un minuto.
Ma Candy riprese a camminare decisa lungo il marciapiede. Lui tentava di starle dietro.
- Sei arrabbiata immagino, lo so che dovevo tornare due giorni fa ma non ho potuto… mi dispiace, ti avevo promesso una torta…
- Non devi scusarti, non c'è alcun problema figurati.
- Potresti fermarti un secondo?
- Non posso, ho un appuntamento e sono già in ritardo.
Terence non sapeva come attirare in qualche modo la sua attenzione…
- Non crederai a quello che hanno scritto i giornali? – disse alla fine tutto d’un fiato.
A quel punto Candy si fermò di colpo.
- Ascolta Terry, ti ho già detto che non c'è alcun problema, non sono arrabbiata con te, ok? Inoltre della tua vita puoi fare quello che vuoi, come io della mia!
- Che vuoi dire?
- Quello che ho detto! Questa conversazione è assolutamente senza senso. Sono arrivata. Ora devo proprio andare, fra dieci minuti mi passano a prendere e devo ancora cambiarmi.
Senza aspettare risposta Candy entrò in casa. Terence rimase immobile, si riscosse solo quando udì il rumore di un'auto fermarsi vicino a lui. Vide scendere un ragazzo alto, biondo, che sembrava camminare ad un metro da terra.
- Candy, lo hai visto?
- Di chi stai parlando Annie?
- Di Terry naturalmente, è venuto qui a cercarti… oddio quasi svengo quando me lo sono trovata davanti con i capelli rasati a zero… giuro che non lo avevo riconosciuto! Allora lo hai visto?
- Sì… ma ora scusami, credo che Colin mi stia già aspettando… ed io non so neanche cosa mettermi!
- No Candy aspetta un attimo… Terry dov’è?
- Che ne so… sarà andato a casa… o magari a rimorchiare qualche ragazza! Non ne ho idea e non mi interessa!
- Non ti interessa hai detto?
- Esatto… non mi interessa!
- Ma se fino a qualche giorno fa ti disperavi davanti al suo video con quella!
- Non è vero… non mi disperavo affatto! Che ne dici metto questo oppure questo?
- Vuoi fermarti un momento e ascoltarmi!
- Ti sto ascoltando!
- Allora credo di essermi persa qualcosa… perdonami ma non ci sto capendo niente.
- Invece è tutto chiaro Annie! Mi sono semplicemente illusa, ho immaginato qualcosa che non esiste! Ho creduto che lui fosse diverso, almeno con me. È un errore molto comune che facciamo spesso, pensare che un ragazzo con noi si comporterà diversamente da come ha fatto con le altre… ma non è così, dobbiamo mettercelo bene in testa e finirla una volta per tutte di cascarci ogni volta!
- Ok il tuo ragionamento non fa una piega ma…
- Niente ma!
- Invece sì… se non si trattasse di Terry avresti ragione probabilmente, ma tu mi hai parlato di lui in un modo che… è impensabile che si stia prendendo gioco di te. Ammetto che non sia un tipo semplice ed anche la situazione in cui si trova… insomma essere una star potrebbe rendere un rapporto decisamente complicato… però… sei sicura che non te ne pentirai?
- Annie tranquilla… ti assicuro che è una storia chiusa per me, anzi, a ben guardare non è neanche cominciata. Adesso scappo… a più tardi.





16.

New York, maggio 2025

L’agente dei Bad Boys, Mr. Norton, aveva impiegato una buona mezzora e tutta la sua diplomazia per calmare il direttore della casa discografica che non aveva affatto gradito il drastico cambiamento di look di Terry.
- Sono solo piccoli capricci da star, non possiamo evitarli.
- E se ai fan non dovesse piacere? Giuro che gli faccio indossare una parrucca!
Dopodiché era toccato a Terry subire i rimbrotti di Norton.
- Questa sera è in programma il vostro primo concerto a New York e tutti si aspettano di vederti come ti hanno conosciuto, come sei sulla copertina dell’album… guarda che in questo lavoro l’immagine è tutto, vedi di ficcartelo bene in quella testaccia dura!
Terence fece un grande sforzo per non rispondere a tono come era solito fare, sapeva che quello che faceva avrebbe avuto conseguenze su tutto il gruppo, per cui lasciò perdere cercando di concentrarsi solo sul concerto, anche se i suoi pensieri andavano da un’altra parte.
- Terry va tutto bene?
- Sì certo, Stair.
- È che da qualche giorno mi sembri così strano. Ancora preoccupato per le foto della Marlowe?
- Ma no… figurati, è tutto ok.
Stair fece una pausa scrutando l’amico, poi riprese.
- Ieri ho incontrato Candy.
- Ah sì… come sta?
- Bene direi, i suoi studi procedono alla grande e… ma tu non l’hai più vista?
- No.
- Le ho mandato un paio di biglietti per il concerto, ti dispiace?
- Perché dovrebbe?
- Così… chiedevo…
- Ti ha detto che verrà?
- Beh… non era sicura di essere libera…
Terence non fece altre domande e iniziò a cambiarsi per salire sul palco, mancava poco ormai. Stair ed Archie fecero lo stesso. L’atmosfera all’interno del Webster Hall sembrava già essere piuttosto vivace a giudicare dal rumore che proveniva dalla sala principale dove si sarebbero a breve esibiti i Bad Boys.
D’un tratto qualcuno bussò alla porta del camerino. Archie, sotto lo sguardo stupito degli altri due, si precipitò ad aprire.
- Ehi fratello aspetti visite? – lo prese in giro Stair il quale si accorse di averci azzeccato quando sulla porta apparve Annie.
- Iniziavo a temere che non ti avrebbero fatta passare…
- Beh in realtà… ho fatto un po’ tardi a causa di Candy, non voleva venire.
Terence finse di non aver ascoltato anche se cercava in ogni modo di capire dove si fosse cacciata Lentiggini. Stair andò in suo aiuto, si affacciò alla porta e vide la cugina lì fuori, in un angolo.
- Ehi Candy.
- Ciao Stair, come va?
- Guarda che puoi entrare… siamo tutti vestiti! - cercò di scherzare il ragazzo.
- No… non importa, ho solo accompagnato Annie…
Stair allora le si avvicinò per parlarle in modo che gli altri non sentissero.
- È per te che si è tagliato i capelli.
- Cosa?
- Voleva uscire ma fuori era pieno di giornalisti, tu non rispondevi al telefono e allora… aveva bisogno di parlarti e per non farsi riconoscere si è rasato i capelli da solo. Vi siete incontrati?
- Sì.
- Ciao Lentiggini… sei in libera uscita? – proruppe Terence.
- Ho accompagnato Annie.
- E il biondino ti ha lasciato andare? Proprio un bravo ragazzo!
- Non sono affari tuoi.
- Ah no di certo… io non sono un bravo ragazzo! Let’s go Bad Boys!!!
I ragazzi salirono sul palco e per più di un’ora fecero scatenare e sognare i fan in delirio. Terry sembrava particolarmente ispirato, deciso a conquistare il pubblico newyorchese. Per la prima volta eseguì dal vivo l’ultimo pezzo che aveva finito di scrivere pochi giorni prima…

This world can't hurt you
It cuts you deep and leaves a scar
Things fall a apart, but nothing breaks like a heart
Nothing breaks like a heart
Nothing breaks like a heart
Nothing breaks like a heart
Ooh, yeah, nothing, nothing, nothing gon' save us now
Ooh, yeah, nothing, nothing, nothing gon' save us now
There's broken silence
By thunder crashing in the dark (crash in the dark)
This broken record
Spin endless circles in the bar (spin 'round in the bar)
This world can't hurt you
It cuts you deep and leaves a scar
Things fall apart, but nothing breaks like a heart
Nothing breaks like a heart
Nothing breaks like a heart
Nothing breaks like a heart

[Questo mondo non può farti del male
Ti taglia profondamente e lascia una cicatrice
Le cose vanno in pezzi, ma niente si spezza come un cuore
Niente si spezza come un cuore
Niente si spezza come un cuore
Niente si spezza come un cuore
Ooh, sì, niente, niente, niente ci salverà ora
Ooh, sì, niente, niente, niente ci salverà ora
C'è un silenzio rotto
Da un tuono che si infrange nel buio
Questo disco rotto
Gira infiniti cerchi nel bar
Questo mondo non può farti del male
Ti taglia profondamente e lascia una cicatrice
Le cose vanno in pezzi, ma niente si spezza come un cuore
Niente si spezza come un cuore]

- Non ti sembra fantastica questa canzone? – domandò Annie gridando per farsi sentire.
- Sì… fantastica! – le rispose Candy quasi senza fiato.
Terminato il concerto Annie volle fermarsi ancora un po’ per salutare Archie.
- Va’ pure… io ti aspetto qua fuori.
- Sicura?
- Tranquilla.
La ragazza fece ritorno dopo pochi minuti.
- Hai fatto presto…
- Beh veramente… Archie mi ha chiesto una cosa… danno una festa in un posto qui vicino, è una festa riservata a poche persone…
- Non c’è problema, tu vai io torno a casa.
- Ma no dai Candy, non posso andare da sola… che figura ci faccio…
- Scordatelo!
- Che problema c’è?
- Non voglio incontrarlo, tanto lo so come va a finire.
- Ma non hai detto che per te è una storia chiusa, anzi nemmeno iniziata!
- Sì… ma non mi va lo stesso…
- Ti prego!
- Annie sei impossibile!!!
- Grazie grazie grazie!
Il locale in realtà era pieno di gente e i Bad Boys furono impegnati per diverso tempo a firmare autografi fino a quando l’agente non disse basta, facendo ritirare il gruppo in un piccolo privé. Prima di entrare Archie fece cenno ad Annie di seguirlo.
- Andiamo! – ordinò la ragazza all’amica.
- Dove?
- E dai Candy… muoviti!
Per caso (o forse no) Terence e Candy si ritrovarono vicini. Nessuno dei due osava parlare, ma quel silenzio sembrava pesare come un macigno sul cuore di entrambi.
- Il concerto è andato alla grande – esordì Candy sforzandosi di non far tremare la voce.
- Non male.
- Farete altre date?
- Dopodomani replichiamo.
Parlavano senza guardarsi, seduti poco distanti.
Una ragazza d’un tratto si avvicinò per chiedere un autografo, doveva essere la figlia di qualcuno di importante per essere lì. Terence si alzò in piedi e senza dire niente scrisse il nome su una foto mentre lei eccitata gli diceva che era bellissimo con i capelli rasati. La ringraziò e si rimise seduto alla destra di Candy, un po’ più vicino, tanto che le loro ginocchia potevano sfiorarsi, mentre le loro mani giacevano immobili una accanto all'altra.
Candy sentiva il cuore martellare nella gola, ma non voleva che lui se ne accorgesse. Lei però non poteva continuare a mentire: non era vero ciò che si ripeteva da giorni, la loro storia non era finita.
Intorno a loro gente che ballava, beveva, rideva... non era facile trovare le parole per dare voce a ciò che sentivano, senza farsi notare.
Terry improvvisamente afferrò il cuscino che aveva dietro la schiena e poi, con misurata calma, lo mise tra loro. Sempre guardando davanti a sé, lasciò scivolare la mano sotto al cuscino... dove trovò quella di Candy. Lei trattenne il respiro e gli permise di stringerla fino ad incrociare le loro dita.
- Terry ti muovi! Ti vogliono di là.
- Arrivo Mr. Norton.
L’agente lanciò un’occhiata alla ragazza prima di uscire. Terence esitò ancora un momento prima di alzarsi, come se fosse in attesa di qualcosa… poi uscì. Candy lo vide scomparire tra la gente.
Una volta tornata a casa si accorse di avere ancora nella mano il suo profumo.





17.

New York, giugno 2025

Candy trascorse il giorno dopo il concerto nella più totale confusione. Ripensava alla mano calda di Terry sulla sua, a quell'ultima canzone che parlava di cuori spezzati, poi i suoi pensieri iniziavano a tornare indietro alla prima volta che si erano visti e a quanto lo considerasse insopportabile! Abitando insieme la loro conoscenza si era fatta sempre più profonda fino a quando addirittura lui si era confidato a proposito della madre. Poi c'era stato l'incendio e il sogno di cantare che sembrava essere svanito… poi… il bacio.
Ogni ricordo le bloccava il respiro e la rendeva sempre più agitata. Per sgombrare la mente si mise a fare le pulizie di casa e dal momento che non erano esattamente la sua passione, Annie iniziò a preoccuparsi seriamente.
- Candy, ti senti bene?
- Si perché?
- Hai passato tutta la mattina rassettando e riordinando, adesso addirittura ti metti a cucinare… che ti succede?
- Niente… credo che anch'io debba fare la mia parte in casa.
- Era l'ora… però sei strana!
Annie lasciò apparentemente cadere la conversazione ma continuò ad osservare l'amica impegnata ai fornelli. C'era qualcosa che non andava in lei ed era quasi certa che avesse a che fare con il concerto della sera prima. Annie era stata piuttosto “occupata” con Archie e non aveva visto se Candy avesse almeno scambiato qualche parola con Terry. Sulla strada del ritorno non avevano parlato granché perché in auto si era addirittura appisolata. Doveva trovare il modo di sapere come erano andate le cose perché di sicuro l'amica non era tranquilla. Annie ormai aveva imparato a conoscerla, la considerava una ragazza assolutamente in gamba, con una grande forza di volontà e molto altruista, ma in fatto di cuore era un vero disastro, andava completamente in tilt!
- Oh no!!
- Candy che succede, cos'è questo fumo?
- Il nostro pranzo temo…
- Sbrigati… spegni tutto… se scatta l'allarme antincendio siamo nei guai!!
Le ragazze si dettero da fare per evitare il peggio.
- Ordiniamo al Mc?
- Non mi piace quella roba!
- Usciamo?
- Sushi?
- Troppo costoso!
- Allora… pizza!
- Ok.
Presero la metro e andarono da Joe's. Il locale era pieno, restava libero solo un tavolo vicino ad un gruppetto di ragazze. Annie e Candy si sedettero e ordinarono.
- Adoro la pizza! - esclamò Annie gustandone il profumo delizioso.
Candy sembrava assente mentre sbocconcellava la sua a piccoli morsi. Si riscosse solo quando dal chiacchiericcio del gruppetto di ragazze spuntò fuori il nome dei Bad Boys.
- Ragazze ma li avete visti, sono uno più fi@o dell'altro!
- Vero però Terry è il mio preferito, quant'è bello e poi che voce… potrei fare di tutto pur di conoscerlo!
- E ti accontenteresti di conoscerlo?
- Oh beh no… vorrei anche… saltargli addosso!!!
Le ragazze scoppiarono a ridere e poco dopo se ne andarono, lasciando sul tavolo il quotidiano dove si parlava proprio del concerto dei Bad Boys. Candy vi buttò l'occhio, Annie se ne accorse e ne approfittò per indagare.
- È stata una serata emozionante non è vero?
- Sì… molto - rispose Candy che aveva capito subito a cosa si riferisse l'amica.
- Scusami se ti ho lasciata da sola ma…
- Oh non preoccuparti… sono felice per te ed Archie, siete davvero bellissimi insieme.
- E tu?
- Io cosa?
- Che cosa hai fatto mentre io non c'ero?
- Niente di particolare.
- Sicura?
Candy fece un lungo sospiro stringendo le labbra, in segno di resa.
- Non ce la faccio più Annie.
- A fare cosa?
- A mentire… a me stessa e anche… a lui.
- Ci hai parlato ieri?
- Beh sì e no… abbiamo scambiato solo qualche parola riguardo al concerto.
- Nient'altro? Lui non ha provato di nuovo a spiegarti cosa è successo con quell’attrice?
- No… però ad un certo punto ci siamo trovati per caso seduti vicini, ma c'era tanta gente, io non sapevo cosa dire né come e probabilmente neanche lui… così ha coperto la mia mano con un cuscino e poi l'ha stretta nella sua. Ti giuro Annie che se non fossero venuti a chiamarlo, io sarei crollata in quel preciso istante!
- E poi?
- Non l'ho più visto… né sentito.
- Candy devi chiamarlo!
- Per dirgli cosa?
- Per parlare… anzi dovete vedervi.
- Dovrei chiedergli un appuntamento dopo che lui è venuto a cercarmi e io l'ho mandato via? Non avrà né tempo né voglia di parlare con me.
- Non mi sembra… non è un caso che vi siate ritrovati seduti vicini tantomeno che lui abbia cercato la tua mano. Candy… possibile che tu non te ne accorga? Ci sta provando in ogni modo!
- Lui sa perché l'ho respinto… dopo quelle foto…
- Sono solo delle foto… non puoi sapere con certezza cosa sia successo.
- Ma non ho neanche il diritto di chiederglielo…
- Sarà lui a spiegartelo, ha già tentato di farlo ma tu sei così cocciuta che non gli hai dato nemmeno il tempo di parlare!
- Non ho il coraggio di chiamarlo... e poi come faccio con Colin?
- Quante scuse vuoi trovare ancora? Avanti, prendi il telefono e chiamalo!
- Facciamo due passi?
Qualche ora dopo...
- Sì chi parla? - chiese una voce femminile dall'altra parte del telefono.
Candy esitò pensando di aver sbagliato numero.
- Mi scusi... cercavo Terry... Terence Graham.
- In questo momento non può rispondere. Vuole lasciare un messaggio?
- Beh no... cioè si... gli dica solo che ho chiamato.
- Il suo nome?
- Ca... Candy.
- Solo Candy?
- Sì.
- D'accordo.
- Grazie.
La chiamata venne chiusa. Candy si sentì morire... chi era quella donna?
Per fortuna, dopo circa mezz'ora, il suo telefono squillò.





18.

New York, giugno 2025

- Pronto.
- Pronto... Candy?
- Si... Terry?
- Ciao.
- Ciao.
- La segretaria del mio agente mi ha detto che hai chiamato... io ero in sala prove e non potevo rispondere, non avevo con me il telefono...
- Certo... figurati, non volevo disturbarti, è solo che...
- Che?
- Volevo dirti che... riguardo a ieri sera, si insomma...
- Ieri sera è stato molto bello.
- Il concerto è stato fantastico.
- Non mi riferivo al concerto, ma a quello che è successo dopo.
- Ah... si certo... anch'io vorrei parlare di quello che è successo dopo, ma non so se tu...
- Io ho bisogno di vederti.
- ... anch'io.
- Domani sera abbiamo la replica del concerto, possiamo vederci dopo, se per te va bene.
- Al solito party?
- No niente party, solo tu ed io. Anzi, perché non vieni? Così appena finito ce ne andiamo da qualche parte.
- D'accordo.
- Ok allora ti faccio avere il biglietto.
- Credevo fossero esauriti.
- Uno per te lo trovo.
- Allora... a domani.
- A domani.
Candy rimase per qualche minuto con il telefono in mano, osservando lo schermo dove poco prima era apparso il nome di "Terry". Poteva sentire ancora la sua voce nella testa dove continuavano a scorrere le frasi che le aveva detto: ... è stato molto bello... quello che è successo dopo... ho bisogno di vederti... solo tu ed io...
Il cuore a mille e il fiato corto erano chiari segni del fatto che, se parlargli al telefono non era stato semplice, vederlo sarebbe stato ancora più complicato. Ma complicato perché? Candy si fece ancora una volta questa domanda: perché con Terence doveva essere tutto difficile? Perché non si fidava di lui oppure perché ciò che provava la spaventava?
Non aveva mai provato per nessuno ciò che sentiva quando era con lui. Era un insieme di emozioni e sentimenti, a volte in contrasto tra loro, rifiuto e attrazione allo stesso tempo, odio e... amore. Amore... per la prima volta pronunciava quella parola pensando a lui e il desiderio di vederlo si fece all'improvviso incontenibile.
Si alzò dal letto dov'era sdraiata e cominciò a camminare avanti e indietro per la stanza... cercando di ritrovare la calma. Quelle foto... non doveva dimenticare quelle foto, pensò. Le apparve di nuovo davanti agli occhi l'immagine di Susan Marlowe nel video che aveva girato con Terence e poi sulla copertina delle riviste. Se davvero c'era stato qualcosa tra loro e soprattutto se c'era ancora... che senso avrebbe avuto cercarla di nuovo?
Candy si sentiva scoppiare la testa. Decise di uscire a fare due passi per cercare di schiarirsi le idee ed evitare di impazzire nell'attesa di vederlo... "solo tu ed io".
Camminò per un po' senza una meta precisa. Era l'ora in cui la gente torna a casa dopo una giornata di lavoro, c'era un gran viavai lungo la Fifth Avenue. Candy si fermò davanti alla vetrina di un negozio, la locandina del prossimo concerto dei Bad Boys era appesa da un lato. Sorrise.
- Ce l'hanno fatta! - esclamò una voce alle sue spalle.
- Albert...
- Ciao Candy, come stai?
- Bene... ma tu come fai a comparire sempre quando meno me lo aspetto?
Albert alzò le spalle sorridendo, senza rispondere.
- Il tuo amico è passato a trovarmi sai? Quasi non lo riconoscevo con i capelli rasati.
Candy avvertì un leggero imbarazzo conoscendo l'origine di quel gesto.
- È venuto a salutarti?
- Beh non solo, ha voluto a tutti i costi pagarmi il furgone che gli avevo dato. Io non volevo, ma lui ha insistito dicendo che ha portato loro fortuna. So che sei andata anche tu a Miami.
- Si, è così.
- E andrai al concerto domani?
- Beh... sì...
- Che c'è? Sei strana...
- No niente... anzi forse sì...
- Scommetto che Terry c'entra qualcosa.
- Perché pensi questo?
- Perché siete "strani" allo stesso modo.
Candy sorrise abbassando lo sguardo.
- Salutamelo e magari la prossima volta venite a trovarmi insieme.
- Ciao Albert.
~~~~~~~~~~~~~
Il concerto riscosse di nuovo un enorme successo! Ci furono diversi bis. Il pubblico non voleva che finisse e continuava a richiamare i ragazzi.
- Terence vai tu!
- Ma... Mr Norton...
- Muoviti... è te che vogliono! - ribadì l'agente spingendolo sul palco.
Un'ovazione lo accolse e dopo pochi istanti apparve sulla scena anche Susan Marlowe che aveva preso parte all'evento cantando in duetto con Terry.
Gli applausi proseguirono per alcuni minuti fino a quando le luci iniziarono ad abbassarsi, lasciando il palco al buio e decretando la fine del concerto.
I fan iniziarono lentamente a defluire verso l'uscita, tra loro anche Candy, agitata come non mai al pensiero che tra poco sarebbe stata con lui.
D'improvviso uno strano rumore metallico, seguito da un tonfo e da alcune grida interruppero il mormorio divertito della folla. Tutti si chiedevano cosa fosse successo. Candy si sentì gelare il sangue, si voltò istintivamente verso il palco immerso nel buio. Avrebbe voluto tornare indietro, ma il servizio di sicurezza impediva a chiunque di avvicinarsi.





19.

New York, giugno 2025

Ci fu un momento di totale confusione. Mentre i fan spaventati iniziarono ad accalcarsi per raggiungere il più velocemente possibile le uscite d'emergenza, Candy cercava disperatamente di andare nella direzione opposta, verso il palco che ancora restava immerso nel buio.
Quando tornò la luce, in pochi secondi gli agenti della sicurezza crearono un cordone per impedire a chiunque di avvicinarsi.
Candy non riusciva a vedere, non capiva cosa stesse accadendo al di là e, nonostante tentasse di muoversi, veniva inesorabilmente trascinata dalla folla che premeva per uscire. Fece un ultimo tentativo disperato gridando "Terryyyyy" senza ottenere risposta, dopodiché si ritrovò fuori dal Webster Hall senza neanche sapere come ci fosse finita.
D'improvviso la sirena di un'ambulanza squarciò il silenzio della notte, seguita da un'altra subito dopo. Candy le osservò passarle davanti a gran velocità e dirigersi lungo la 11th Street dove le luci lampeggianti divennero sempre più piccole fino a scomparire. Tentò di rientrare nel locale ma era impossibile anche perché alla biglietteria le dissero che non c'era più nessuno.
- Se ne sono andati tutti signorina.
- Cosa è successo?
- Non lo so.
- La prego, se sa qualcosa me lo dica... per favore...
- Mi creda, io non so niente.
In quel momento un gruppo di fan si avvicinò minacciosamente alla biglietteria, l'uomo che stava parlando con Candy spaventato aprì una porta per rifugiarsi all'interno. Dalla fessura una voce la chiamò.
- Candy!
- Stair!
Il ragazzo in qualche modo riuscì a farla entrare e richiuse subito. Arrivò anche Archie.
- Dov'è Terry? - domandò lei tremando.
I due fratelli si scambiarono uno sguardo prima di rispondere, indecisi su cosa dire.
- Stair, Archie... vi prego... dov'è?
- In ospedale... c'è stato un incidente sul palco... un riflettore inspiegabilmente si è sganciato e Terry è stato colpito.
- Oh mio dio... che cosa... lo avete visto, come sta?
- Non sappiamo granché, era privo di sensi quando l'hanno portato via.
Uno dei collaboratori intervenne richiamando i ragazzi.
- Muovetevi... Norton ha detto che ora possiamo andare!
- Jack dove andiamo?
- Al St. Joseph.
- Vieni con noi Candy?
- Si!
Provarono in ogni modo a convincere Norton affinché Candy potesse andare con loro, ma non ci fu niente da fare.
- Mi dispiace Candy.
- Non preoccuparti Stair, prendo un taxi e arrivo.
- A dopo allora... stai tranquilla, andrà tutto bene.
- Lo spero tanto.
Naturalmente in ospedale c'era una gran confusione. La notizia dell'incidente avvenuto durante il concerto dei Bad Boys si era diffusa velocemente e i giornalisti si erano precipitati per avere qualche notizia in più.
L'accesso all'area dov'era stato portato il cantante era del tutto inaccessibile. Candy dovette arrendersi ed aspettare fuori in attesa che Stair le facesse sapere qualcosa.
Da una finestra vide arrivare un'auto scura con un autista che scese ed aprì lo sportello ad una donna. Candy la riconobbe subito, si trattava della Marlowe. L'attrice scortata venne fatta entrare da un ingresso secondario e scomparve all'interno.
- Sicuramente a lei sarà permesso vederlo - mormorò Candy.
Dopo più di due ore non aveva ancora saputo nulla, nonostante avesse provato a chiedere notizie ad ogni medico o infermiere. Nessuno era autorizzato a rilasciare informazioni.
- Non ce la faccio ad aspettare ancora, devo assolutamente sapere qualcosa!
Finalmente il suo telefono squillò.
- Stair...
- Candy dove sei?
- Sono nella sala d'attesa all'ingresso principale, non è permesso andare oltre.
- Ascoltami, esci, vai a destra e fai tutto il giro. Devi arrivare ad una porta dove c'è scritto "vietato l'accesso"... ti aspetto lì. Ma cerca di non farti notare da nessuno, altrimenti non potrò aprire, hai capito?
- Si certo, farò attenzione.
Candy segui le indicazioni del cugino per fortuna senza essere notata. Una volta arrivata, Stair la fece entrare e richiuse immediatamente.
- Avete saputo qualcosa?
- Sì... non è niente di grave.
- Mi stai dicendo la verità?
- Certo! Se vuoi puoi verificare tu stessa, vieni con me.
Attraversarono un labirinto di corridoi prima di arrivare davanti alla stanza dov'era ricoverato Terry.
- Ho dovuto aspettare che Norton se ne andasse altrimenti non ti avrebbero fatto passare.
- Posso vederlo... davvero?
Stair afferrò la maniglia della porta.
- Gli hanno dato dei sedativi e può darsi che stia ancora dormendo.
Detto questo aprì e Candy entrò.
Anche se Stair l'aveva rassicurata sulle condizioni di Terry, le tremavano le gambe. Si sedette su una sedia vicino al letto e le sembrò in effetti che lui stesse dormendo, invece... aprì gli occhi. Con una voce sottile, strana per lui, pronunciò il suo nome.
Lei si avvicinò e di nuovo la sua mano strinse quella di Terry. Poi non riuscì più a trattenere le lacrime che per troppo tempo aveva tenuto nascoste.
- Ehi... no, non piangere, sto bene... - cercò di tranquillizzarla senza successo.
- Ho avuto paura di non vederti più - furono le prime parole di Candy.
- Invece niente... solo qualche costola rotta, dovrai sopportarmi ancora.
- Pare di sì... - mormorò Candy iniziando a calmarsi.
- Mi dispiace per il nostro appuntamento...
- È già la seconda volta che mi dai buca, non si fa così.
- Hai ragione, dovrò farmi perdonare. Prima però c'è una cosa importante che voglio dirti.
Terence fece una pausa per riprendere fiato poi continuò.
- Voglio che tu sappia che non è vero quello che hanno scritto i giornali, non c'è stato niente tra la Marlowe e me... assolutamente niente, devi credermi.
- È così importante che io ti creda?
- Sì.
- Perché?
Terry sorrise, capì di non avere scampo, doveva confessare.
- Voglio che tu non pensi che io sia un ragazzo di cui non ci si possa fidare.
- Perché?
- Perché... tengo molto alla tua opinione...
- Perché?
Un sorriso imbarazzato precedette le sue parole.
- Perché sei diversa... perché mi fai arrabbiare e poi capisco che avevi ragione tu, perché sto bene quando sono con te e non riesco a smettere di pensarti quando non ci sei... perché pensarti mi fa sorridere e non voglio smettere... e se rischiare la vita è servito a vedere come mi stai guardando ora, lo avrei fatto prima!
- Non dire sciocchezze, non parlare più.
- Un modo ci sarebbe per farmi stare zitto...
Terry allungò la mano per asciugarle una piccola lacrima che ancora indugiava sulla sua guancia. Il calore che Candy avvertì sul viso raggiunse anche le sue labbra non appena si posarono su quelle di lui.
Un lungo bacio sciolse i loro cuori e nel silenzio i sospiri divennero parole d'amore.




20.

New York, giugno 2025

Nei giorni successivi all'incidente, Candy tornò spesso a trovare Terence in ospedale. I tempi di guarigione previsti erano di almeno quattro settimane durante le quali al paziente era stato prescritto riposo assoluto, per permettere alle sue costole di tornare a posto.
I primi giorni furono i più difficili a causa del dolore piuttosto intenso, successivamente la cosa più complicata era riuscire a farlo stare fermo!
Per fortuna, firmando qualche autografo, Terence aveva "corrotto" alcune delle infermiere per fare in modo che Candy potesse avere accesso alla sua stanza fuori dall'orario di visite. In questo modo lei poteva andare quando voleva, evitando di saltare le lezioni, e restare con lui per più tempo senza che nessuno lo sapesse.
Quella sera Candy arrivò in ospedale piuttosto tardi. Un'infermiera aveva appena somministrato a Terence i medicinali che doveva assumere e lui subito dopo si era acceso una sigaretta.
- Signorina la prego, ci provi lei a fargli capire che qui non si può fumare e che oltretutto non gli fa bene!
- Ci proverò...
L'infermiera uscì scuotendo la testa.
- Lentiggini finalmente! Credevo non venissi più.
- Avevo lezione fino a tardi oggi, te lo avevo detto. Come stai?
- Finirò per diventare pazzo qua dentro!
- Questa la prendo io intanto - lo ammonì Candy sfilandogli la sigaretta dalle labbra.
- No ti prego... la signora si è appena divertita a bucherellare il mio fondoschiena, adesso tu mi togli anche le sigarette...
- Devi smettere di fumare, non ti fa bene, soprattutto nelle tue condizioni.
- Se smetto che cosa ci guadagno?
- Ho il vago sospetto che tu abbia già qualcosa in mente!
- Mmm... ti ricordi cos’hai fatto quando volevi farmi stare zitto?
- Si... mi sembra di ricordare.
- Non potresti adottare la stessa soluzione per impedirmi di fumare?
- Ci avrei giurato!
- E dai... non hai nemmeno un briciolo di comprensione per un povero ragazzo che da settimane è immobilizzato in un letto d'ospedale? Te ne approfitti perché non posso muovermi.
- Altrimenti cosa faresti? - gli chiese Candy sedendosi sul letto.
- Se ti avvicini te lo dico...
Piegandosi verso di lui permise a Terence di mormorarle qualche parola all'orecchio.
- Terry!!!
- Me lo hai chiesto e io ti ho risposto. In cambio potrei lasciarti bucherellare il mio fondoschiena... - le propose infine strizzando l'occhio.
Candy sorrise alzando gli occhi al cielo.
- Dai vieni qui... non ce la faccio più - la pregò cambiando improvvisamente tono di voce, dallo sfacciato al tenero.
Era una cosa che faceva sempre più spesso con lei e Candy sapeva bene cosa significava: in quel modo le faceva capire che si era arreso e che era completamente in suo potere, ma la cosa non gli dispiaceva affatto, anzi. Anche lui aveva imparato che quel suo modo di essere piaceva molto a Candy. Era come se ad un certo punto iniziassero a camminare l'uno verso l'altra fino ad incontrarsi in un luogo che nessuno conosceva, chiamato "solo tu ed io".
Anche la voce di Candy cambiava mentre gli chiedeva "cosa vuoi?", si faceva più dolce e morbida.
Poi smettevano di parlare, si guardavano per alcuni istanti con gli occhi caldi, si sorridevano. Lui, sdraiato nel letto, alzava una mano fino ad accarezzarle il collo, nascosto sotto i lunghi capelli biondi, e con una presa leggera la guidava verso le sue labbra. Candy si lasciava trasportare fino ad un millimetro dalla sua bocca. Doveva essere lei a decidere quando annullare anche quell'ultima minima distanza e quando la faceva... era il paradiso.
Seguivano minuti di baci interminabili e di parole sussurrate a fior di labbra, occhi negli occhi, fino a quando erano costretti a fermarsi prima che fosse troppo tardi. Lui però le chiedeva di non allontanarsi, allora lei, con cautela, per paura di fargli male, poggiava la testa sul suo petto e restava ad ascoltare il battito folle del suo cuore fino a quando non riprendeva un ritmo regolare.
Quelle ore trascorse insieme scorrevano lente, sospese in un tempo indefinito, tra piccoli gesti carichi d'imbarazzo e desiderio, tra battute sfacciate e sorrisi.
- Il medico mi ha detto che con un trauma cranico come il mio può capitare di dire cose senza senso e persino di dimenticare ciò che si è detto.
- È vero.
- Quindi tutto quello che ti ho detto la sera dell'incidente potrebbe non essere vero - la punzecchiava Terry.
- Ah sì? Allora dal momento che il tuo trauma cranico è ormai superato, potresti ripetermi ogni cosa!
- Il problema è che non ricordo niente, che cosa ti avrei confidato?
- Che sei pazzo di me!
- Non è vero, questo non l'ho mai detto.
- Invece sì!
- No.
- Si.
- Sono sicuro di no.
- D'accordo... allora dillo adesso - lo provocava Candy che ormai aveva imparato a non cadere nei suoi giochetti.
E lui non aspettava altro per dargliela vinta ed avere la sua "ricompensa".
- ... sono pazzo di te...
- Bravo.
Dopo queste scaramucce infatti tornava la dolcezza e le loro parole si facevano più intime.
- Ti prenderai ancora cura di me quando uscirò da qui?
- Certo, anche se ormai sei quasi del tutto ristabilito.
- Avrò bisogno di cure diverse... tipo queste - le sussurrava prima di baciarla ancora.
- Queste non mancheranno mai... - lo rassicurava lei, cercando di tenere a freno le sue mani che si facevano sempre più audaci.
D'un tratto bussarono alla porta.
- Aspetti qualcuno?
- No... e poi non è orario di visite.
- Terry posso entrare?
- Accidenti... è Norton!
- Che cosa ci fa qui a quest'ora?
- Non lo so ma è meglio che non ti veda, vai di là.
Candy si nascose nel bagno mentre Norton continuava ad insistere.
- Entra pure.
- Ciao Terry, ti trovo bene... l'infermiera mi ha detto che sarai dimesso a breve.
- Lo spero, non ce la faccio più a stare chiuso qua dentro.
- Senti, lo so che avrai un periodo di convalescenza per rimetterti in forze, in ogni caso ho buttato giù un programma per riprendere il tour al più presto... vedi di darci un'occhiata, se te la senti.
- Ok, me lo lasci pure.
- Perfetto! Adesso vado, è tardi e tu devi riposare. Le ammiratrici ti aspettano, mi raccomando.
- Certo.
- Ah un'ultima cosa che non ho messo nel programma. Sarà bene fare una conferenza stampa quando uscirai da qui, per spiegare quello che è successo... poi concorderemo i dettagli.
- Non c'è problema.
- A presto allora.
- A presto.
Appena Norton se ne fu andato, Candy uscì dal suo nascondiglio con la faccia scura.
- Perché non vuoi che mi veda?
- Non voglio che tu finisca sui giornali, non ancora almeno.
- Capìto. Ora vado.
- Di già? Perché non resti qui... con me?
- Terry... non è possibile. È già tanto che io possa venire quando voglio. Accontentati del bacio della buonanotte.
- Me lo farò bastare... per adesso.
Dopo averlo salutato, Candy uscì dall'ospedale ma qualcuno alle sue spalle la chiamò.
- Signorina, mi scusi... posso parlarle?
- Mi perdoni... ci conosciamo?
- Non proprio, ma credo che lei abbia sentito parlare di me. Mi chiamo Norton, sono l'agente dei Bad Boys. Lei era da Terry vero? Non provi a negare, l'ho vista uscire dalla sua stanza.
- Sì... ero con lui.



21. 

New York, giugno 2025

- E così oggi torna a casa finalmente,
- Si Annie, oggi lo dimettono.
- Vai a prenderlo?
- No... ci sarà di sicuro molta gente, la stampa... ci vedremo dopo... credo.
- Cos’hai? Non sei felice?
- Certo che lo sono.
- Mmmm... è successo qualcosa? Ieri non sei andata in ospedale e oggi non vai a prenderlo... avete litigato?
- No Annie... è tutto a posto, sono solo un po' stanca.
- Sicura?
- Ma sì... ora vado a lezione, nel pomeriggio passo da Terry, ci vediamo stasera.
- Ok... a stasera.
~~~~~~
Terence lasciò l'ospedale a metà mattina. Ad aspettarlo un'auto con autista che si fece largo tra fotografi e giornalisti. Presente anche Norton che non perse l'occasione per tranquillizzare la stampa annunciando che il tour dei Bad Boys sarebbe ripreso al più presto.
- Non era stato deciso di fare una pausa? - gli chiese Terence sorpreso.
- Si ma i giornali devono stare buoni, me ne occupo io non preoccuparti, tu pensa solo a rimetterti in forze il prima possibile!
Arrivati a casa trovò ad accoglierlo Stair ed Archie.
- Ehi fratello finalmente ti hanno lasciato andare! Di' la verità quante infermiere hai lasciato in lacrime? - scherzò Archie.
Terence avrebbe voluto rispondere "solo una" (che sarebbe stata presto consolata), ma davanti a Norton si limitò a sorridere senza dire altro.
- È bello riaverti con noi!
- Grazie Stair, non sai quanto mi sono mancati i Bad Boys!
Pranzarono insieme. L'agente dette loro istruzioni per riprendere i concerti e li rassicurò sul fatto che le vendite, nonostante il periodo di assenza dalla scena, fossero addirittura aumentate.
- Non dovete preoccuparvi ragazzi, sta andando tutto come previsto ovvero alla grande! Adesso voi due in sala prove, non siete in convalescenza, Terence è l'unico qui che ha diritto ad un altro po' di riposo.
Archie e Stair obbedirono un po' di malavoglia, sarebbero rimasti volentieri a chiacchierare con l'amico, poi pensarono che di sicuro avrebbe avuto visite e lo salutarono.
Terence si distese sul divano. Si sentiva ancora un po' debole. Chiuse gli occhi e come per magia gli apparve il viso sorridente di Candy.
- Non ci mettere troppo Lentiggini! - mormorò prima di addormentarsi.
Quando Candy arrivò, Terence stava ancora dormendo. Osservandolo pensò a tutto quello che d'ora in poi sarebbe potuto essere, a tutto quello che avrebbero potuto condividere, alla loro vita insieme che sarebbe potuta iniziare dal preciso istante in cui lui avrebbe aperto gli occhi.
Durante gli ultimi giorni in ospedale, in cui lui aveva iniziato a stare bene, riprendendosi quasi completamente, si erano avvicinati molto e il desiderio di stare insieme era diventato sempre più forte per entrambi.
Candy sentiva sulla propria pelle l'emozione di trovarsi lì in quel momento. Ricordava il terrore che aveva provato quando c'era stato l'incidente durante il concerto e poi tutto quello che era venuto dopo, soprattutto la scoperta dentro di sè di un sentimento così potente che mai avrebbe immaginato di poter provare per lui. Quel ragazzo all'inizio così indisponente e sfacciato che le aveva rivelato pian piano la sua anima meravigliosa, attraverso la musica e dopo anche con il suo modo di fare sempre schietto, sempre così vero!
Davanti alla finestra i suoi pensieri si rincorrevano confusi, non era facile capire cosa fare adesso.
- Lentiggini... da quanto sei qui? - le chiese Terence abbracciandola alle spalle.
- Pochi minuti... dormivi così bene. Come stai?
- Benissimo!
- È bello vederti in piedi finalmente! - esclamò lei voltandosi.
Terence per tutta risposta la prese in braccio e si sdraiò di nuovo sul divano lasciandola cadere su di lui.
- Sei impazzito? Potrei farti male...
- No... è tutto ok. Non immagini da quanto tempo desideravo sentirti sopra di me...
- Sono troppo pesante.
- È il peso più dolce che abbia mai sostenuto!
Dopo queste parole si prese le sue labbra, il suo collo, i suoi fianchi...
- Terry aspetta...
- No...
- Devo dirti una cosa... mi ascolti?
- Non credo di riuscirci...
- Ti prego... è importante.
Lui si sforzò di interrompere ciò che stava facendo sperando che fosse davvero molto importante!
Candy si sedette, lui restò giù.
- Che c'è?
- Devo lasciare New York per un po'.
- Dove devi andare?
- Torno a casa. Mi hanno chiesto se posso dare una mano perché Miss Pony non sta bene. Ti avevo parlato di lei, ricordi?
- Sì mi ricordo, quando lo hai saputo?
- Ieri.
- E... quando hai intenzione di partire?
- Domani.
- Domani!!!
- Ho finito i corsi e così spero di fare ritorno prima che riprendano.
Terence si mise seduto.
- Fammi capire... non tornerai fino a quando non ricominceranno le lezioni... a novembre?!
- Di preciso non lo so... potrei tornare anche prima... devo vedere come andranno le cose.
- Capisco.
- Mi dispiace.
- Pensavo che avremo trascorso l'estate insieme.
- Lo pensavo anch'io.
- Potrei accompagnarti.
- Devi fare la fisioterapia e poi...
Il telefono di Terence iniziò a squillare. Era Norton. Candy vide il nome sullo schermo e istintivamente si alzò dal divano.
- Rispondi pure - gli disse.
Dopo aver parlato con l'agente, tornò da lei. Era deluso ma si sforzava di capire la situazione, sapeva bene quanto Candy fosse legata alle persone che l'avevano cresciuta. Pensò che doveva sostenerla come lei aveva sempre fatto con lui e che in qualche modo sarebbero riusciti a vedersi.
Candy era andata in cucina a prendere dell'acqua, le si avvicinò abbracciandola stretta per farle capire che niente sarebbe cambiato tra loro, nonostante questa separazione. Poi cercando di scherzare le disse che al suo ritorno non l'avrebbe più trovato lì.
- Come?
- Avrò un'altra casa! Norton mi ha appena detto che ci ha trovato un appartamento nuovo... "degno dei Bad Boys".
- Sarà molto bello allora.
- Non sarà mai bello come questo, dove mi sono innamorato di te.
- Terry...
- Rimani qui stanotte... faccio il bravo.
- Ho ancora da preparare i bagagli... e poi domani mattina parto molto presto...
- Non potrò venire all'aeroporto vero?
- Meglio di no.
- Devo salutarti adesso allora.
Questa volta fu Candy ad abbracciarlo e lui avvertì una strana sensazione a cui non seppe dare un nome in quel momento. Quando dalla finestra la vide uscire e attraversare la strada ebbe paura di non rivederla più. Si disse che era sciocco pensare una cosa del genere, non c'era motivo, eppure se avesse potuto le sarebbe corso dietro.
~~~~~~
La mattina dopo Terence, che era riuscito a prendere sonno praticamente all'alba, venne svegliato dal suono del campanello a cui qualcuno sembrava essersi incollato.
- Ma chi è che rompe a quest'ora! - esclamò andando ad aprire.
Mai si sarebbe aspettato di trovarsi davanti quella ragazza.
- Non lasciarla partire, ti prego!
- Che vuoi dire, Annie?


22.

 New York, giugno 2025

Terence era stato svegliato di colpo dal suono acuto del campanello. Con la testa ancora confusa dove, dalla sera prima, le parole di Candy si muovevano come una lama affilata, era andato ad aprire.

Appena l'aveva vista aveva pensato che Annie fosse lì per Archie, ma tutto fu chiaro quando lei gli disse "non lasciarla partire".

- Scusami se ti ho svegliato, ma non c'è tempo da perdere! - esclamò agitata entrando in soggiorno.

- Annie non capisco, che succede?

- Candy sta partendo, a quest'ora dovrebbe essere già all'aeroporto e tu te ne stai qui senza fare niente?

- Lo so che sta partendo, me lo ha detto ieri sera... mi ha detto che deve tornare a casa perché Miss Pony non sta bene. Che cosa dovrei fare io? Avevo altri programmi, ma non posso certo impedirle di andare.

- Non è vero.

- Cosa non è vero?

- Questa mattina ho ricevuto una telefonata, era Miss Pony... sta benissimo e neanche sapeva che Candy sta per tornare a casa.

- Come... che significa?

- Non lo so... ma...

- Candy mi ha mentito?

- Temo di sì.

- Non posso crederci. Perché?

- Terence aspetta... di sicuro c'è qualcosa sotto.

- È tutto chiaro invece. Deve averci ripensato e non ha avuto il coraggio di dirmelo... non è possibile che mi abbia detto una bugia del genere!

- Appunto, Candy è la persona più sincera che io conosca, se lo ha fatto ci sarà di sicuro un motivo!

- Quale motivo!!!

- Candy è cambiata dall'ultima volta che è stata a trovarti in ospedale... le ho chiesto se avevate discusso ma mi ha detto di no, che era tutto a posto... ma qualcosa deve essere successo! Non ti viene in mente nulla?

- Di sicuro non abbiamo litigato... era tutto perfetto. Non vedevo l'ora di uscire dall'ospedale e anche lei... volevamo solo stare insieme...

- Ci deve essere qualcosa...

Terence ripercorse tutto quello che era accaduto quella sera, ogni minuto... la dolcezza di quei momenti trascorsi insieme non aveva nulla a che fare con la ragazza che lo aveva respinto e gli avevo detto di dover partire.

Alla fine gli venne in mente un particolare a cui non aveva dato peso finora.

- Forse qualcosa c'è... quella sera è venuto il mio agente a trovarmi, non era mai venuto a quell'ora.

- Ha visto Candy lì?

- No. È rimasto poco e poi se n'è andato... ma potrebbe anche aver finto di andarsene.

- Potrebbe aver parlato con lei, averle detto qualcosa?

- Sì... potrebbe.

- Se fosse così non puoi lasciarla partire!

- Come faccio? Se vado all'aeroporto succede un casino!

- Devi trovare il modo.

 

Il JFK Airport era particolarmente affollato quella mattina, molte persone erano in partenza per le vacanze. Gruppi di ragazzi sorridenti, con gli zaini in spalla, non vedevano l'ora di spiccare il volo verso l'Europa.

Candy si era messa in un angolo in attesa dell'imbarco. Aveva preparato i bagagli frettolosamente, voleva partire al più presto forse per timore di ripensarci. In fondo non era del tutto convinta che quella fosse la scelta giusta, ma quando pensava a Terry, a com'era quando cantava, a tutto quello a cui aveva rinunciato, cercava di farsi coraggio.

Mancava poco ormai e centinaia di chilometri li avrebbero separati. Non lo avrebbe più rivisto? Sarebbe riuscita a sopportarlo? E lui? Quando lo avrebbe capito? Forse lo aveva già capito e l'aveva lasciata andare... forse aveva già scelto.

Sul monitor comparve il numero del gate d'imbarco. Candy si alzò mentre un annuncio richiamava l'attenzione dei viaggiatori.

"Attenzione prego, la signorina Candice White è attesa al check-in. Ripeto, la signorina Candice White è pregata di recarsi immediatamente al check-in".

- Ma che succede? - chiese all'agente che l'aveva invitata a seguirlo.

- Non so, potrebbe esserci un problema con il suo bagaglio.

- Non capisco, sembrava tutto a posto... il mio volo sta per partire.

- Attenda qui, per favore.

Candy si ritrovò da sola in una piccola stanza. Pensò che l'avrebbero perquisita o qualcosa del genere. Quando la porta si aprì però...

- Terry...

- Non mi piacciono le bugie Candy. Dimmi la verità, perché stai partendo?

- Non capisco, te l'ho già detto il motivo.

- Miss Pony gode di ottima salute e non sa neppure che stai andando a casa! Ha parlato al telefono con Annie stamattina.

- Te lo ha detto lei?

- Sì. Perché mi hai mentito? C'entra Norton vero?

- Norton?

- Deve averti detto qualcosa l'ultima volta che sei stata in ospedale. Dimmi che è così o devo pensare che tutto quello che c'è stato fra noi finora sia stato solo un'illusione!

- No! Ho dovuto...

Terry le prese le mani. Era furioso ma doveva riuscire a mantenere la calma per risolvere quella situazione e ragionare con lucidità.

- Ascoltami, qualunque cosa ti abbia detto Norton, lui è il mio agente e decide per i Bad Boys non della mia vita.

- Il mio aereo...

- Non partire! Credi che andandotene lontano io potrò dimenticarti? E tu... mi dimenticherai? Guardami Candy e dimmi che mi dimenticherai.

Candy non poteva farlo, niente e nessuno avrebbe potuto cancellare Terry dal suo cuore.

- Vieni via con me - le sussurrò abbracciandola.

- Non voglio che tu debba scegliere fra me e la musica...

- Non dovrò scegliere... fidati di me.

Presero un taxi e tornarono in città.

- Dove stiamo andando?

- Voglio farti vedere una cosa.

Si fermarono in una zona della città che Candy non conosceva. Era una delle più eleganti, dove abitavano molti artisti e personaggi dello spettacolo.

Con l'ascensore salirono all'ultimo piano di un grattacielo altissimo.

- Questa è la mia nuova casa, che ne pensi?

- Che è molto bella, no anzi è favolosa!

- È ancora mezza vuota e manca qualcosa perché sia perfetta.

- Non mi sembra manchi niente...

- Manchi tu!

- Terry... Norton non lo permetterà mai.

- Allora non hai capito... Norton cambierà idea!

- Come fai a dire questo?

- Ho una cosa in mente, ma solo se mi aiuterai avrà successo.

- Che cosa posso fare?

- Cantare.

- Io cantare?

- Sì.

- Terry al massimo posso farlo sotto la doccia...

- Non è vero... ti ho sentita canticchiare a volte... non sei niente male.

- Mi stai prendendo in giro?

- Sono serissimo!

Candy lo guardò scettica, lui avvicinò la bocca al suo orecchio.

- Non vuoi cantare con me? - le chiese dolcemente intonando alcuni versi che non aveva mai sentito.

"...Don't stop eating my heart out, baby

Don't stop giving me yours..."

Lei sorrise.

- Che cos'è?

- Una canzone nuova, l'ho scritta per te, per noi, quand'ero in ospedale e stanotte l’ho finita. C'è una piccola parte che dovrai imparare.

- Tu sei matto...

- Tutti gli artisti lo sono un po'.

- Tu di più!

- Colpa tua, mi hai tolto anche l'ultimo briciolo di ragione che avevo.

Un lungo bacio smorzò lentamente le loro parole... entrambi si arresero e caddero per terra, distesi sul pavimento.

 


 

 


23.

New York, giugno 2025

 - Benvenuta nel mio regno!

Candy non era mai stata in una sala di registrazione per cui quando la vide ne rimase affascinata ma anche intimorita.

Mentre Terry le mostrava dettagliatamente tutta la strumentazione, lei continuava a pensare che l'idea di farla cantare fosse una follia. Lui invece sembrava fare assolutamente sul serio!

- Non ci riuscirò mai.

- Non è vero, sono sicuro che ci riuscirai. Fidati di me.

Candy si mise davanti al microfono. La base non era ancora pronta, avrebbero iniziato senza.

Dall'altra parte del vetro Terence le dava istruzioni.

- Devi imparare ad ascoltare la tua voce e a prendere dimestichezza con il microfono. Prova a ripetere tante volte la strofa, senza forzare, per scaldare le corde vocali.

Candy tentò di fare quello che le aveva detto.

- Lo vedi che sei bravissima! Adesso prova a spingere un po'.

Presa fiducia, incoraggiata da Terry, cercò di intonare la canzone seguendo la melodia che le aveva insegnato, ma il risultato fu decisamente disastroso. E più ci provava, più la situazione sembrava peggiorare e lei agitarsi.

- No no, aspetta Lentiggini, così non va.

Terry le si avvicinò e abbracciandola le parlava dolcemente cercando di tranquillizzarla.

- Sono un disastro vero?

- No, non lo sei, però devi sentire le parole dentro di te prima di poterle cantare. Chiudi gli occhi e pensa a chi vorresti dedicarle.

- Ok.

- Ci hai pensato?

- Sì.

- Posso sapere a chi...

- A te... stupido.

- Ah ok!

- Ora prova a ripetere le parole lentamente, come se tu le stessi dicendo a me.

Pronunciando quelle frasi come se parlasse a lui Candy sentì pian piano come se le venissero da dentro. Con gli occhi chiusi si appoggiò con la schiena al petto di Terry che le sfiorava la guancia con le labbra.

- Così mi distrai... meglio che torni di là.

- Ok... riproviamo con il microfono.

Le cose iniziarono ad andare meglio poco alla volta. Le frasi che Candy doveva cantare non erano molte, ma secondo Terence rappresentavano il fulcro della canzone. L'entrata improvvisa di una voce femminile avrebbe colpito il pubblico lasciandolo senza fiato. Ne era sicuro.

- Non voglio deluderti, ma forse confidi troppo nelle mie capacità. E poi non capisco come questo dovrebbe far cambiare idea a Norton su di me.

- A Norton interessano successo e soldi, con questo pezzo noi glieli daremo entrambi! In questo modo dovrà accettare il fatto che come gestire la mia musica e la mia vita lo decido io, non lui!

- Spero tanto che tu abbia ragione e che funzioni.

- Beh se non dovesse funzionare... ho sempre il piano B!

- E sarebbe?

- Spero di non doverlo usare... ma sappi che per niente al mondo rinuncerò a noi!

- Perdonami... non avrei dovuto permettere a Norton...

- Shhh... basta così, non pensarci più. Per stasera hai "cantato" abbastanza. Hai fame?

- Un po'.

- Andiamo.

La nuova casa non era ancora pronta, ma Candy e Terry adoravano starsene lì da soli, mangiare insieme qualcosa seduti sul pavimento, parlare, coccolarsi...

- Stair ed Archie cosa ne pensano?

- Sono entusiasti... pensano che Norton abbia proprio bisogno di una lezione!

- Spero di non combinare guai.

- Non lo escludo.

- Terry!!!

- Dovremmo pensare al tuo nome d'arte, che ne dici di... Freckles?

- Quanto sei spiritoso! - si arrabbiò Candy allontanandolo con una spinta.

Lui cadde platealmente sul pavimento.

- Ehi Lentiggini vuoi mandarmi di nuovo in ospedale?

- Il solito esagerato!

- Di' la verità, ti piaceva avermi bloccato a letto, tutto per te!

- A proposito, come sta andando la fisioterapia? - gli chiese imbarazzata (in fondo non aveva tutti o torti).

- Benone! Una giovane dottoressa molto carina mi massaggia dalla testa ai piedi tre volte a settimana.

- Giovane e carina!!!!

-Ah ah ah Lentiggini! Ci caschi sempre!

- Sei un farabutto!

- Un energumeno con due mani grandi come la tua testa mi fa praticamente a pezzetti ogni volta. Dice che ho i muscoli della schiena contratti e deve scioglierli!

- Fa' vedere - gli chiese con aria professionale.

Terry si voltò offrendogli le spalle.

- È vero... si sentono chiaramente, in questo punto.

- Le tue mani sono decisamente più calde di quelle del dottore.

- Dimmi se ti faccio male - proseguì massaggiandolo delicatamente.

- Non credo...

Più tardi...

- Verrà il momento in cui non dovrò riaccompagnarti - le disse sotto casa.

Lei sorrise prima di salutarlo con un bacio che sapeva di promesse.

~~~~~~

- Si può sapere dove te ne vai ogni sera all'ora di cena o è un segreto?

- Sarebbe un segreto ma a te posso dirlo Annie. Vado in sala di registrazione... diventerò una cantante... più o meno! - esclamò Candy ridendo di se stessa.

L'amica fece la faccia strana, non capiva se stesse scherzando.

- Non ti ho ancora ringraziato per quello che hai fatto. Se tu non avessi parlato con Terry adesso chissà come starebbero le cose.

- Non devi ringraziarmi, sono sicura che lui sarebbe venuto a cercarti ugualmente.

- Sì, forse si.

- Non devi farti condizionare da quel tipo, quel Norton non ha un briciolo di sensibilità, pensa solo ai soldi! Spero che Terence gliela faccia pagare!

- È quello che sta facendo, ha avuto un'idea geniale, il problema è che conta molto sulle mie qualità canore. Però... mi fido di lui...

- Mmmm... sbaglio o vedo due cuoricini al posto di quegli occhi verdi!

- Beh... Terry è... davvero speciale. Ancora faccio fatica a crederci, se penso a quanto abbiamo litigato quando ci siamo conosciuti...

- I vostri battibecchi erano solo un modo per non ammettere di essere già cotti l'uno dell'altra!

- Forse hai ragione... ho provato subito qualcosa di particolare per lui, mi era familiare, come se ci fossimo già conosciuti in un'altra vita.

 

 


 24.

 New York, luglio 2025

Il periodo di convalescenza di Terence era ormai terminato, il nuovo appartamento anche, mancava solo un'ultima cosa... la più importante per lui!

Il direttore della casa discografica aveva accettato di incontrarlo, di solito non era lui a trattare con gli artisti, ma per i Bad Boys aveva fatto un'eccezione, spinto probabilmente dal profumo di soldi che aleggiava attorno al gruppo.

Terry aveva solo accennato a Norton il motivo di quell'appuntamento, per cui l'agente moriva dalla curiosità di sapere, oltre ad essere un po' preoccupato da ciò che sarebbe uscito fuori. Aveva imparato a conoscere piuttosto bene Terry e sapeva di avere a che fare con un tipo decisamente difficile da gestire.

- Sono felice di constatare che si è del tutto ristabilito.

- La ringrazio direttore ed è proprio per questo che sono qui.

- Che intende dire?

- Vede ho pensato che per il mio ritorno sulla scena sarebbe il caso di organizzare... qualcosa di speciale!

- Suppongo che abbia già qualcosa in mente.

- Esatto! Ho una nuova canzone che ho scritto in questi mesi e vorrei lanciarla come singolo.

- Mi sembra un'ottima idea! Lei cosa ne pensa Norton?

- Sono d'accordo ma... mi piacerebbe ascoltarla prima.

- Non c'è alcun problema... ecco qui la prima registrazione. Terry la fece partire. Sia il direttore che Norton rimasero sbalorditi soprattutto per l'inserimento di una voce femminile del tutto sconosciuta di cui entrambi volevano conoscere l'identità.

- Mi dispiace ma non posso dirvi di chi si tratta... diciamo che è una mia scoperta! Vediamo come va e poi semmai ne riparleremo. Intanto avrei un'altra richiesta.

- Sentiamo.

- Voglio una sola data... al Madison.

- Cosa? Al Madison Square Garden? Non sarà troppo rischioso? Tutti i più grandi artisti si sono esibiti lì, Elvis, Sinatra, Bowie... - obiettò Norton.

- Direi che è perfetto, voglio che questa canzone venga presentata lì per la prima volta!

- Credo che il ragazzo abbia ragione, Norton. Per un grande rientro ci vuole un luogo adatto! Vedremo di trovare una data libera al più presto. Affare fatto!

- Bene!! Fatemi sapere la data ed io ci sarò anzi, i Bad Boys ci saranno!

Terence lasciò la casa discografica di ottimo umore. Si sentiva vivo e libero. Aveva una gran voglia di vedere Candy! Proprio in quel momento il suo telefono squillò.

- Lentiggini mi leggi anche nel pensiero ora?

- Certo! Sempre fatto! Com'è andata?

- Alla grande, sei pronta a salire sul palco?

- Oddio Terry... non mettermi ansia! Dove sei?

- Sto andando al mio vecchio appartamento, devo prendere alcune cose, mi raggiungi?

- Arrivo!

~~~~~~~

- Terry ci sei?

- Sono qui...

- Cosa stai facendo?

- Aspettavo te...

Abbracciarsi e baciarsi era ormai diventato qualcosa di naturale e impossibile da evitare ogni volta che si vedevano.

Candy avvertiva sempre un po' di timore ogni volta che stavano lontani, senza riuscire a spiegarsene il motivo. Poi, quando

si ritrovavano, le appariva tutto tranquillo come per magia, stare tra le sue braccia le faceva quest'effetto. In quei momenti sarebbe potuto crollare il mondo e loro non se ne sarebbero accorti.

- Un po' mi mancherà questo posto.

- Lo credo bene!

- Che vuoi dire? - gli chiese sospettosa.

- In questa casa hai avuto una visione che non potrai mai dimenticare!

- Mmmmm... e sarebbe?

- Quando mi hai visto nudo nella doccia!

- Mi facesti prendere un colpo, non vidi nulla!

- Bugiarda! Comunque posso replicare anche nel nuovo appartamento... che ne pensi?

- Vedremo!

 


Il Madison Square Garden era sold out quella sera. Neanche Terence si sarebbe aspettato una tale accoglienza. Evidentemente l'assenza forzata dei Bad Boys si era fatta sentire, soprattutto perché il tour appena iniziato era stato interrotto all'improvviso a causa dell'incidente occorso al vocalist.

Le voci sulle sue condizioni di salute si erano rincorse in questi ultimi due mesi in cui il cantante non era mai apparso in pubblico, destando non poca preoccupazione nei fan.

C'era dunque molta attesa di rivederlo sul palco, oltretutto con una canzone inedita che si preannunciava qualcosa di molto particolare dato che era stata composta proprio durante i giorni di ricovero in ospedale.

- Allora Lentiggini... ci siamo, sei pronta?

- Non lo so... e se mi dimentico le parole?

- È impossibile... l'abbiamo provata un sacco di volte!

- E se non riesco ad emettere neanche una nota?

- Questo potrebbe accadere trovandoti per la prima volta a cantare davanti a ventimila persone.

- Come potrebbe accadere? Non mi sei d'aiuto così!

- Ascolta, quando è il momento tu sali sul palco e guardi me, ok? Non andare verso il pubblico, vieni verso di me. D'accordo? Vedrai che andrà tutto bene!

- Ok!

I primi ad uscire in scena furono Stair ed Archie. Accolti da applausi e gridolini, il primo prese posto alla batteria, mentre il fratello imbracciata la chitarra fece risuonare la sala con un riff.

L'asta con il microfono al centro del palco sembrava in attesa, fino a quando dal buio una mano se ne impossessò. Era lui!

- Vi sono mancato? - il boato che esplose quando Terry pronunciò queste parole fece sobbalzare Candy che se ne stava dietro le quinte in attesa del momento giusto.

Ci vollero alcuni minuti prima che la canzone potesse iniziare, tanto il pubblico era eccitato. Ad un certo punto la voce calda di Terry sembrò fermare il tempo.



I wanna play in the dark


I wanna dance with you on the other side

I wanna dress you in white

And see you turn into butterflies tonight

Oh, don't you know I'd fight the earth

The wind, the fire and the thunder

Just to be the one feeding your hunger?

Come and take me under

Don't stop eating my heart out, baby

Don't stop giving me yours

Oh, my beautiful zombie lady

The only one I adore

We'll live on and on and on and on

On and on and on and on

Oh, my beautiful zombie lady

I'm forever yours

....

[Voglio giocare nell'oscurità

Voglio ballare con te dall'altra parte

Voglio vestirti di bianco

E vederti trasformarti in farfalle stanotte

Oh, non sai che combatterei la terra

Il vento, il fuoco e il tuono

Solo per essere quello che sfama la tua fame?

Vieni e portami con te

Non smettere di divorarmi il cuore, piccola

Non smettere di darmi il tuo

Oh, mia bellissima signora zombie

L'unica che adoro

Vivremo per sempre e per sempre e per sempre

Per sempre e per sempre e per sempre

Oh, mia bellissima signora zombie

Sarò tuo per sempre]

Arrivato il momento dell'ingresso di Candy, Terence si voltò, dando le spalle al pubblico, incollando gli occhi ai suoi, lei avvertì il richiamo potente che emanavano e che la trascinava da lui.

Un passo poi un altro... la musica tacque all'improvviso e la sola voce di Candy sembrò accarezzare l'aria.

I won't stop eating your heart out, baby

Don't stop giving me yours (don't stop giving me yours)

I'm your beautiful zombie lady

The only one you adore

[Non smetterò di divorarti il cuore, tesoro

Non smettere di darmi il tuo (non smettere di darmi il tuo)

Sono la tua bellissima donna zombie

L'unica che adori]

Dopodiché ci fu un crescendo di musica e parole in cui le voci di Candy e Terence si unirono in perfetta armonia fino al termine della canzone.

Gli sguardi d'intesa che i due si scambiavano non lasciavano spazio a dubbi, anche perché, se qualcuno ne avesse avuti, il bacio che i due si regalarono prima di lasciare il palco li cancellò tutti.

Prima di abbandonare il Madison, mano nella mano, si imbatterono in Norton che, a giudicare dalla faccia, doveva aver capito perfettamente che Terry lo aveva fregato alla grande.

- L'amore non è mai un ostacolo, veda di ricordarselo Norton!

L'agente non riuscì a ribattere, restando per la prima volta senza parole.

Un'auto li attendeva all'uscita per portarli all'appartamento nuovo che era stato terminato e che Candy non aveva ancora visto: non mancava nulla, doccia compresa!

 

 


25.

 New York, luglio 2025

 

- È stato incredibile!!!

- Un misto di eccitazione e paura?

- Direi più... terrore!

- Dai Lentiggini non esagerare...

- Terry tu ormai ci hai fatto l'abitudine, ma io... ti giuro che pochi istanti prima di salire sul palco stavo quasi per svenire!

- E poi?

- Poi... quando ti ho visto e ho incrociato i tuoi occhi... è stato fantastico, elettrizzante! Credo di aver accumulato adrenalina per il resto dei miei giorni.

- Ci vorrà un po' per smaltire la tensione, dopo arriverà la stanchezza.

- In questo momento mi sembra impossibile riuscire a dormire!

- Scommetto che hai fame.

- In effetti ho un certo appetito!

Scoppiarono a ridere e si spostarono in cucina per cercare qualcosa da mettere sotto i denti.

- Accidenti questo non è un frigo, è un supermarket!

- Serviti pure Lentiggini!

Candy scelse un mega barattolo di gelato alla vaniglia, Terence cioccolato e cannella.

Si sedettero sugli sgabelli della cucina e, mentre Candy raccontava ogni più piccolo dettaglio che pian piano riusciva a mettere a fuoco, lui la ascoltava in silenzio, sorridendo per il suo entusiasmo.

Candy non riusciva a smettere di parlare (rischiò persino di strozzarsi!), un po' per scaricare la tensione accumulata, un po' per evitare di soccombere di fronte agli sguardi che Terry le rivolgeva.

D'un tratto le si avvicinò interrompendola per chiederle di poter assaggiare il suo gelato. Lei gli offrì il barattolo, ma lui si diresse verso la sua bocca.

- Buono! - mormorò a pochi millimetri di distanza, dopo averle sfiorato le labbra.

Candy restò immobile per qualche istante, poi riprese il suo monologo cambiando argomento, senza immaginare le conseguenze di ciò che stava dicendo.

- Questo appartamento è davvero fantastico, sembra di volare tanto siamo in alto! - esclamò osservando il panorama che le grandi finestre permettevano di ammirare.

- E non hai ancora visto la doccia... - scherzò Terry che l'aveva raggiunta, abbracciandola da dietro.

Sotto di loro le luci della città facevano brillare le acque calme della baia di New York.

Candy avvertì la dolce sensazione del calore del corpo di lui sulla sua schiena e quella rassicurante delle braccia che le avvolgevano i fianchi. Terry si era leggermente piegato su di lei per accostare il viso al suo. Candy sentiva il suo respiro accarezzarle il collo.

Le passarono davanti agli occhi, riflessi sulle grandi vetrate che aveva davanti, gli ultimi giorni trascorsi in sala prove, le risate, ma anche la serietà di Terry nell'insegnarle cosa fare, i suoi incoraggiamenti, la sua fiducia, quello stare insieme così speciale di cui ormai non avrebbero potuto fare a meno.

- Che cosa succede se adesso mi volto?... - gli chiese tremando al suono della propria voce.

- Succede che non ti lascio andare più via - le rispose lui dolcemente.

Candy esitò... poi fece lentamente ruotare il suo corpo tra le braccia di Terry che non avevano alcuna intenzione di muoversi da lì. Non ebbe subito il coraggio di guardarlo, preferì poggiare la guancia sul suo petto lasciandosi cullare per un po' dal suo respiro.

Terry aumentò la stretta ed il suo cuore cambiò ritmo all'improvviso. Candy poteva sentirne il battito che sembrava accordarsi perfettamente con il suo, in una melodia unica come unico era il legame che li univa.

Quando alzò il viso verso di lui, fu sufficiente un attimo per perdersi in quell'oceano d'amore e desiderio che traspariva dagli occhi di Terry e dalle sue labbra socchiuse su cui era dipinto un morbido sorriso.

Non ci fu bisogno di parole per comprendere che quella notte sarebbe stata indimenticabile.

Ai loro piedi la città rumoreggiava in un incessante mormorio lontano che non poteva raggiungerli. Lassù in alto, immersi in un silenzio quasi irreale, solo il soffio dei loro vestiti che cadevano per terra.

 


Leggère note di pianoforte la raggiunsero, accompagnate da tenui raggi di sole che attraversavano la tenda.

Un po' confusa Candy richiuse gli occhi rigirandosi nel letto e affondando il viso nel cuscino. Un profumo inconfondibile la travolse portando con sé i ricordi di quella dolce notte e facendo spuntare un leggero sorriso sulle sue labbra.

Di sicuro era lui che stava suonando. L'idea che fosse nell'altra stanza, lontano da lei, le provocò un nodo nella gola. Si avvolse nel lenzuolo candido e uscì dalla camera. Lasciandosi guidare dalla melodia, lo raggiunse.

Terry era di spalle e non si accorse della sua presenza. Candy si incantò a guardarlo: aveva indosso solo i pantaloni, la schiena nuda mostrava i muscoli definiti, i capelli scuri gli accarezzavano il collo, le mani sfioravano i tasti come avevano fatto con lei per tutta la notte. La sua pelle rabbrividì al pensiero e il desiderio di sentirlo di nuovo vicino divenne all'improvviso inarrestabile.

Si avvicinò a piccoli passi e, prima che lei potesse parlare, Terry si voltò regalandole il più dolce dei sorrisi. Poi allungò la mano con l'intenzione di eliminare quell'ultima distanza che li separava e l'attirò a sé facendo in modo che si sedesse sulle sue gambe.

- Perché ti sei alzato senza di me?

- Non riuscivo più a dormire e se fossi rimasto non avrei resistito e ti avrei svegliata... ma tu eri così bella...

Dopo queste poche parole si guardarono e non riuscirono a proseguire. Candy con un dito gli sistemò i capelli scompigliati sulla fronte, lui chiuse gli occhi lasciandola fare e offrendole le labbra che ricevettero subito un tenero bacio. Questo fu sufficiente a riaccendere in loro la passione. Le mani di Terence si fecero strada tra le pieghe del lenzuolo fino a raggiungere la pelle caldissima di Candy. La bocca pensò al resto, percorrendo con mille baci le guance, il collo, le spalle...

Il corpo di Candy reagiva all'istante alle attenzioni di Terry, come se fosse stato creato per lui e, mentre ripensava a tutto quello che si erano detti durante la notte trascorsa insieme, a tutti i "ti amo" e i "ti voglio" che anche lei gli aveva sussurrato stupita, lasciò scivolare via il lenzuolo restando nuda tra le sue braccia.

- Vieni con me? - le chiese sollevandola.

Lei fece semplicemente cenno di sì con la testa.

- Chiudi gli occhi.

Candy sorrise quando Terry le permise di riaprirli e vide dove l'aveva portata. Poi, avendo lui le mani impegnate a sorreggerla, le indicò di lasciar scorrere l'acqua che divenne calda in pochi istanti.

- Di' la verità Terry, già quella volta quando ti sorpresi nella doccia avresti voluto che finisse in questo modo!

- Mi hai scoperto! - confermò sorridendo - E tu avresti rifiutato?

- Certo che avrei rifiutato!

- Bugiarda!

- Non sono una di quelle ragazzette che cadono ai tuoi piedi al minimo cenno!

- Me ne sono accorto... e va bene così!

 



26.

New York, agosto 2025

 

- Quando ti ho conosciuto non avrei mai immaginato che tu fossi così - mormorò Candy all'orecchio di Terry, mentre se ne stava sdraiata sulla sua schiena.

- Così come?

- Così... dolce.

- Io non sono dolce!

- Sì che lo sei...

- No!!!

- Invece sì... i tuoi occhi lo sono, li riconoscerei fra mille!

- Anch'io riconoscerei i tuoi... basta seguire le lentiggini...

- Ecco, lo sapevo... ritiro tutto quello che ho appena detto!

Terry scoppiò a ridere. Adorava stuzzicarla, lei lo sapeva e stava al gioco.

Tra le prove per il nuovo album e lo studio per i prossimi esami, erano riusciti a ritagliarsi un pomeriggio solo per loro, al mare. Avevano trovato una piccola spiaggia isolata, nascosta all'interno di un'insenatura lungo la costa nord dell'isola di Long Island.

- Ora vado a fare il bagno tu resta qui, non ti azzardare a seguirmi!

- Dai Lentiggini, lo sai che stavo scherzando!

- Io invece faccio sul serio! Non si può mai fare un discorso carino con te, riesci sempre a rovinare tutto!

- Ma se hai appena detto che sono dolce...

- Beh mi sono sbagliata!

Candy si alzò dall'asciugamano e si diresse a passo deciso verso l'acqua. Terence la osservava divertito studiando la prossima mossa. Era appena entrata in acqua quando le sembrò che lui le stesse dicendo qualcosa.

- Non ti sento... cos’hai detto?

- Ho detto... fai attenzione...

- E perché? Guarda che so nuotare benissimo!

- Non è per quello.

- Allora?

- Non lo sai che questa è zona di squali?

Candy uscì immediatamente dall'acqua gridando, mentre lui cercava di restare serio.

- Non è vero, mi hai presa in giro di nuovo!

- È verissimo, potrei mai scherzare su una cosa del genere? L'ultimo avvistamento risale a...

- A...?

- Più o meno... sessant'anni fa - confessò prima di scattare in piedi ed iniziare a correre.

- Oh Terry, sei odioso... lascia che ti prenda e vedrai!

- Sei troppo lenta... non mi prenderai mai a meno che...

- A meno che?

- Io non mi lasci prendere...

E fu così che si ritrovarono uno sopra l'altra, a rotolarsi nella sabbia.

- Riesci sempre a farmi arrabbiare - lo rimproverò Candy.

- E tu a farmi innamorare... - le rispose lui prima di baciarla.

Il caldo sole d'agosto scaldava la loro pelle e i loro pensieri. Tra due settimane i Bad Boys avrebbero ripreso il tour negli Stati Uniti che li avrebbe tenuti lontano da New York per circa tre mesi. Terence temeva di non riuscire a sopportare questa separazione.

- Come farò senza di te?

- Terry ti prego... ne abbiamo già parlato.

- Potresti anche ripensarci e venire con noi, con me.

- Non voglio fare la cantante, non è la mia strada... è stato fantastico cantare insieme ma...

- Questo lo so, me lo hai già detto! - esclamò stizzito.

- Allora perché fingi di non capire?

- Perché non voglio capire.

- Terry... aspetta...

Il ragazzo corse verso l'acqua, Candy lo seguì e si tuffò subito dopo di lui. Quando riemersero si ritrovarono vicini. Il mare era calmo, una leggera brezza faceva increspare appena la superficie color smeraldo.

Terence la strinse a sé baciandola con forza, come se volesse lasciarle un segno riconoscibile.

 


Los Angeles, settembre 2025

 I Bad Boys si erano trasferiti da circa due settimane a Los Angeles, prima tappa del tour. Avevano già fatto un concerto ottenendo molto successo con il tutto esaurito. Le canzoni del nuovo album andavano forte e l'obiettivo adesso era quello di diventare famosi anche fuori dagli States. Sembrava andare tutto per il meglio nonostante l'inquietudine di Terence che appariva evidente agli altri due membri del gruppo. Per questo Archie e Stair non esitavano a prendersi un po' gioco di lui.

- Chi l'avrebbe mai detto Stair! - iniziava Archie.

- Eh già... prima o poi tocca a tutti! - gli faceva eco il fratello.

Terence per un po' riusciva a fingere di non aver sentito, ma se quelli continuavano...

- Volete finirla!

- Dai Terry non prendertela, in fondo può capitare... ah l'amore...

- Archie!!!

- Certo che anche un latin lover come te sia succube delle pene d'amore...

- Stair anche tu però!!!

- Io ti avevo avvisato, te lo avevo detto che Candy era pericolosa!

Terence finiva per arrabbiarsi sul serio e di solito si rifugiava nella sua musica, in attesa che squillasse il telefono.

Il telefono squillò, ma a cercarlo non era chi sperava bensì Norton il quale desiderava vederli subito.

- Allora ragazzi, ho una notizia sensazionale!

I tre lo guardarono scettici, soprattutto Terry il quale aveva imparato a proprie spese che era meglio non fidarsi troppo di quel tipo.

- Ho ricevuto una proposta che assolutamente non possiamo rifiutare, un artista di calibro internazionale ha chiesto di poter cantare con voi!

- Un altro duetto? Non ne abbiamo bisogno grazie! - esclamò Terence lapidario.

- Ma questo sarebbe un evento che vi lancerebbe di sicuro in campo internazionale... sono certo che appena vi dirò di chi si tratta resterete a bocca aperta!

I tre continuavano a fissarlo questa volta in po' incuriositi.

- Siete pronti?

- Avanti... chi è? - chiese Archie.

- Elly... Baker! - esclamò Norton.

I ragazzi sorpresi ripeteremo in coro quel nome, in particolare Archie e Stair che erano da sempre grandissimi ammiratori della diva americana. Terence invece era più titubante.

- Ma è fuori scena da un po', sembrava addirittura che avesse deciso di smettere di cantare.

- Avrà cambiato idea e proprio per questo ha scelto i Bad Boys... in fondo siete il gruppo del momento.

- E poi fa tutto un altro genere di musica, è la regina del soul... cosa c'entriamo noi!

- Eppure ha chiesto di cantare con voi, una vostra canzone. Pensateci un po' su e domani ne riparliamo.

Tornati in albergo, i tre continuarono a discutere della proposta di Norton. Archie e Stair erano entusiasti, Terence finì col lasciarsi convincere, anche se avvertiva una strana sensazione. Ma ora aveva altro a cui pensare.

- Terry finalmente... credevo non chiamassi più stasera.

- Scusami... Norton ci ha trattenuto per una cosa...

- Per cosa?

- Un collaborazione con Elly Baker...

- Wow! Me lo dici così? È fantastico... lei è meravigliosa...

- Beh sì... vedremo. Ora però non voglio parlarne, dimmi di te piuttosto.

- Qui tutto ok, esame di anatomia superato!

- Lo credo bene, con un esemplare come me sotto mano!

- Oh Terry... sei sempre il solito!

- Avanti confessa... non ti manca neanche un po' quest'esemplare di perfezione?

- Ti rispondo solo se mi dici quanto ti manco io.

- Da impazzire Lentiggini... - mormorò Terry con la voce più calda che possedeva - Non ti va di vedere Los Angeles per caso?

- Ok doveva essere una sorpresa ma non resisto... domani arrivo!

- Dici sul serio?

- Sì!

- Non vedo l'ora!

- Anch'io Terry...


 


27.

Los Angeles, settembre 2025

 

- Ho creduto di impazzire... - mormorò Terry stringendola fra le braccia più forte che poteva.

Candy con il volto nascosto nel suo collo riusciva a stento a trattenere le lacrime, respirando il suo profumo come fosse puro ossigeno.

- Che cosa mi hai fatto Lentiggini? Un incantesimo?

- Spero di sì... un incantesimo senza antidoto.

- Anche se esistesse non lo vorrei...

Candy era atterrata a Los Angeles nel pomeriggio. Terry aveva poco tempo perché in programma c'era un incontro con Elly Baker e il suo entourage per definire alcuni dettagli dell'esibizione che li avrebbe visti duettare.

Avevano trascorso qualche ora insieme in hotel, raccontandosi le ultime novità tra un bacio e l'altro, rimandando il resto alla sera.

Nel momento in cui Candy uscì dalla stanza vide avanzare nel corridoio la famosa cantante americana. Ne rimase affascinata, era davvero bellissima, così elegante, una creatura fuori dal tempo. Quando si incrociarono le sorrise intimidita, mentre Elly Baker si soffermò per salutarla.

- Tu devi essere Candy, giusto?

- Sì... ma lei come fa...

- Ti ho vista cantare con i Bad Boys al Madison.

- Oh già... quasi me ne dimentico, è stato solo un gioco in realtà.

- Non canterai più? È un peccato... sei molto brava e tra Terry e te c'era una grande sintonia, avete creato una magia su quel palco, non capita spesso.

- La ringrazio molto... il merito è di Terry, è lui il cantante.

- A proposito... sai dov'è, lo sto cercando.

- Sì, la stanza 204.

- Saresti così gentile da accompagnarmi?

- Certo.

Terence era da solo nella stanza, l'agente e gli altri non erano ancora arrivati. L'appuntamento era per le 18, Miss Baker era in anticipo. Candy li lasciò soli, non ci teneva a rivedere Norton!

- È un piacere conoscerti... Terry.

- Per me è un onore Miss Baker, la sua proposta di collaborazione mi ha sorpreso, non avrei mai immaginato che un artista del suo livello volesse cantare con i Bad Boys!

- Sono così "vecchia" per voi?

- Oh no... non volevo assolutamente dire questo, è solo che...

- Ho incontrato Candy poco fa... è molto carina, è la tua ragazza?

- Beh... sì - rispose Terry sorpreso da quella domanda.

- Da molto tempo?

- No, non molto... dall'incidente.

- Giusto... deve essere stato un brutto momento.

- Sì...

- Per fortuna ti sei ripreso senza conseguenze e poi... hai scritto quella meravigliosa canzone per lei, vero?

- Sì l'ho scritta proprio in quei giorni...

Terry avvertiva qualcosa di strano in quel dialogo, tutte quelle domande sulla sua vita privata, perché le interessava tanto? Avrebbero dovuto discutere della loro esibizione e invece... era piacevole parlare con lei.

Quando arrivarono gli altri, la conversazione assunze un tono assai diverso, professionale, anche se Terry continuava ad avvertire qualcosa di strano vicino a quella donna che lo rendeva inquieto.

La sera, dopo aver cenato in camera, Terry non volle parlare di quell'incontro. Candy si accorse che lui evitava intenzionalmente l'argomento. Del resto anche lei era rimasta molto colpita dalla Baker, dal suo modo di fare così confidenziale, sembrava tenere molto a quell'evento ma non solo dal punto di vista musicale. C'era in lei uno sguardo diverso, così intenso e diretto, come se i suoi occhi parlassero d'altro.

- Si è fatto tardi... credo sia giunta l'ora di andare a dormire. Domani dovrete provare per il concerto, devi essere riposato e in ottima forma!

- Dove stai andando?

- Nella mia stanza... devo ancora smaltire le 6 ore di volo, sono così stanca... - rispose Candy concludendo con un teatrale sbadiglio.

- Stai scherzando?

- No, perchè dovrei?

Terry la fissò stringendo gli occhi, temendo che facesse sul serio, ma fu solo un momento perchè Candy non riuscì a trattenere un sorriso rivelatore della sua goffa bugia.

Allora lui, alzandosi da tavola, le si avvicinò e canticchiando una canzone la invitò a ballare.

 

Let the sky fall (let the sky fall)

When it crumbles (when it crumbles)

We will stand tall (we will stand tall)

Face it all together

Let the sky fall (let the sky fall)

When it crumbles (when it crumbles)

We will stand tall (we will stand tall)

Face it all together

At Skyfall

Where you go, I go

What you see, I see

I know I'd never be me

Without the security

Of your loving arms

Keeping me from harm

Put your hand in my hand

And we'll stand

 

[Lascia che il cielo cada (lascia che il cielo cada)

Quando crollerà (quando crollerà)

Noi resteremo in piedi (noi resteremo in piedi)

Affronteremo tutto insieme

Lascia che il cielo cada (lascia che il cielo cada)

Quando crollerà (quando crollerà)

Noi resteremo in piedi (noi resteremo in piedi)

Affronteremo tutto insieme

A Skyfall

Dove vai tu, vado anch'io

Quello che vedi tu, lo vedo anch'io

So che non sarei mai me stesso

Senza la sicurezza

Delle tue braccia amorevoli

Che mi proteggono dal male

Metti la tua mano nella mia

E resteremo in piedi].

 

 

**********

 


Los Angeles, settembre 2025

 I feel sorrow no more

The calm after the storm

And peace belongs to me

Until my tears run dry

And clouds fall from the sky

And all my fears, they disappear

And I see silverlines

Oh-oh-oh-oh, oh

Oh-oh-oh-oh, oh

A smile, I welcome you

A darkness I've long forgotten you, yeah

And peace belongs to me

Until my tears run dry

And clouds fall from the sky

And all my fears

They disappear

And I see silverlines

.....

[Non provo più dolore

La calma dopo la tempesta

E la pace mi appartiene

Finché le mie lacrime non si prosciugano

E le nuvole cadono dal cielo

E tutte le mie paure scompaiono

E vedo spiragli di luce

Oh-oh-oh-oh, oh

Oh-oh-oh-oh, oh

Un sorriso, ti dò il benvenuto

Un'oscurità che ho dimenticato da tempo, sì

E la pace mi appartiene

Finché le mie lacrime non si prosciugano

E le nuvole cadono dal cielo

E tutte le mie paure

Scompaiono

E vedo raggi di speranza]

Le voci di Terry e di Elly Baker sembravano essere nate per cantare insieme. Un'alchimia unica le legava come se fossero una cosa sola. Durante tutta la loro esibizione il pubblico sembrò trattenere il respiro, come se si trovasse di fronte ad un evento miracoloso. Poi esplose in applausi e grida che non avevano fine, nonostante Terry avesse lasciato improvvisamente il palco.

Le luci vennero spente come se ci fosse una pausa e il pubblico rimase in attesa.

- Che succede? - si chiese Candy vedendolo.

Lui gli era passato davanti senza fermarsi, lei lo seguì trovandolo chiuso nel camerino. In un primo momento pensò che l'adrenalina dell'esibizione fosse stata così forte da travolgerlo, in fondo era la prima volta che si trovava a duettare con un'artista così importante. Cercò di rincuorarlo.

- Sei stato grande!!! Ho ancora i brividi e il cuore a mille. Elly Baker ha scelto davvero bene con chi tornare sulla scena!

- Non nominarla! - esclamò lui a denti stretti.

Candy gli si avvicinò.

- Terry ma tu... stai tremando. Ti senti bene? - gli chiese preoccupata.

- La sua voce... quando ha iniziato a cantare con me... la sua voce... io l'ho già sentita...

- Beh credo che in molti l'abbiano già sentita... che vuoi dire?

- Io l'ho sentita molto tempo fa, ero solo un bambino... è lei... è lei capisci...

Terence continuava a tremare. Candy lo abbracciò, era un pezzo di ghiaccio. Le mani sugli occhi a nascondere le lacrime. Poi crollò.

- Perché mi ha fatto questo? - continuava a chiedersi, scosso dai singhiozzi, fino a quando una voce gli fece eco.

- Non sapevo come fare... Terry...

Terry si voltò di scatto e la vide sulla porta: quella donna era sua madre, Elly Baker era sua madre. Mille domande gli riempirono la testa, ma in quel momento la rabbia prese il sopravvento su qualsiasi altra cosa.

- Non osi pronunciare il mio nome! Io non la conosco e non voglio conoscerla.

- Capisco cosa provi, ma dammi almeno la possibilità di parlarti.

- Nooo! Lei non sa niente di me e non abbiamo nulla da dirci. Adesso devo tornare sul palco. Non voglio trovarla qui quando il concerto sarà finito, sono stato chiaro?

Elly non ebbe la forza di rispondere. La musica riprese e Terry lasciò la stanza dopo aver salutato Candy.

- Signora Baker io... mi dispiace tanto.

A questa parole la donna scoppiò in lacrime.

- Lui ha tutte le ragioni ed io non posso fare niente, mi odia.

- Non la odia, mi creda, Terry non è capace di odiare. Cerchi di capirlo, ha sempre creduto che lei fosse morta quando è nato.

- Lo so... ma io devo spiegargli come sono andate le cose, lui deve sapere...

- Gli dia solo un po' di tempo, sono sicura che sarà lui a cercarla.

- E se non lo facesse?

- Lo farà. Lo sa che ha scritto una canzone per lei? The loneliest, è bellissima, la ascolti e capirà molte cose di lui. Terry la ama profondamente, ma in questo momento è sconvolto.

- Anche tu lo ami molto vero?

- Più di me stessa. Eravate bellissimi sul palco insieme, avete incantato tutti... Terry lo ha sentito, per questo ha capito. Stia tranquilla, avrete modo di parlare, ne sono sicura.

Elly Baker lasciò il concerto e tornò in albergo piena di fiducia, grazie alle parole di Candy. Sperava con tutto il cuore di poter ritrovare suo figlio.

Terence concluse l'esibizione sfinito. Aveva riversato tutta la sua rabbia nella musica ed ora si sentiva completamente vuoto. Archie e Stair avevano capito che era successo qualcosa ma Candy fece loro capire di non insistere.

Nella sua stanza Terry si gettò sul letto senza dire una parola. Candy si sdraiò accanto a lui e rimasero abbracciati fino all'alba.

 



28.

Los Angeles, settembre 2025

 

"Baby, you can't fix me

I was born with a broken heart"

[Piccola, non puoi guarirmi.

Sono nato con il cuore spezzato.]

 

- Non provarci nemmeno Lentiggini, non puoi aggiustare sempre tutto, ti farai solo del male!

Quando si era svegliato Terence sentiva come un macigno sul petto e un vulcano nella testa. Candy aveva ordinato la colazione ma lui non aveva toccato nulla.

Al primo accenno a ciò che era successo la sera precedente con Elly Baker, avevano iniziato a discutere. Come previsto Terence non voleva neanche sentirla nominare.

- L'ultima cosa che doveva fare era mostrarsi in pubblico con me... senza dirmi niente, ora il mio nome sarà sempre legato al suo...

- Ma Terry sarai comunque legato a lei... è tua madre.

- No! Io non ce l’ho una madre, non ce l'ho mai avuta!

- Non puoi fingere che non esista, soprattutto adesso che sai chi è, che l’hai vista, hai cantato con lei... pensi di poter ignorare tutto questo?

- Forse se evitassimo di parlarne ci riuscirei!

- Non voglio che tu un giorno possa pentirti di non averle dato almeno una possibilità.

- Smettila Candy! - gridò Terence gettando a terra il bicchiere d'acqua che stava bevendo.

Candy comprese quanto sarebbe stato difficile farlo ragionare in quel momento, ma lo conosceva bene e sapeva che passata la tempesta il cielo si sarebbe fatto più chiaro.

Iniziò a raccogliere i vetri da terra.

- Lascia... faccio io...

- Non volevo farti arrabbiare.

- Non è colpa tua... scusami.

- Posso... abbracciarti?

Terence non rispose, si arrese in attesa che si avvicinasse. Il contatto con lei, la morbidezza e il calore del suo corpo sembravano placarlo in pochi istanti, come un porto sicuro. Fin dalla prima volta in cui lei lo fece e lui la baciò, aveva capito quanto non ne avrebbe più potuto fare a meno. Candy era la sua medicina, il suo antidoto al male di vivere che a volte lo catturava, ma non poteva guarire tutto. Il suo cuore rotto custodiva un dolore grande, una ferita profonda che prima di essere ricucita andava riaperta e lasciata sanguinare.

La prossima tappa del tour prevedeva due giorni a San Francisco. La Baker si sarebbe dovuta esibire di nuovo con i Bad Boys, ma Terence non voleva sentire ragioni. La discussione con Norton fu accesa, l'agente non aveva la minima intenzione di cambiare programma ed anche Archie e Stair non capivano quale fosse il problema di Terry.

- Siete una bomba insieme Terry, cosa c'è che non va? - domandò l'amico chitarrista, grande fan della Baker.

- Ha delle tonalità diverse dalle mie, non la seguo facilmente...

- Scherzi! Con la tua estensione potresti cantare qualunque cosa... - ribatté Stair sorpreso dalle obiezioni di Terry.

- Perché non può cantare da sola?

A quel punto intervenne Norton ricordando in maniera piuttosto decisa che c'era un contratto da rispettare e che non intendeva assolutamente pagare una penale solo per i capricci di un cantante!

Terry lasciò la riunione senza aggiungere altro, consapevole del fatto che non aveva scelta, doveva cantare di nuovo con lei.

- Sarà l'ultima volta e poi non la vedrò mai più! - giurò a se stesso.

Candy lo aveva aspettato in albergo. Quando lo vide entrare con la faccia scura e una sigaretta tra le labbra, capì che avrebbe dovuto escogitare qualcosa per farlo calmare.

- Non ti ho detto che ho ancora un paio di giorni liberi prima di rientrare a New York.

- Davvero?

- Sì, potrei venire a San Francisco.

- Mmmm... di' la verità Lentiggini, tu vuoi controllarmi!

- Hai indovinato... voglio starti appiccicata il più possibile!

- Su questo sono d'accordo... perché quando non ci sei impazzisco e quando ci sei... mi fai impazzire!

 


San Francisco, settembre 2025

- Devo essere stato proprio un bravo ragazzo nella vita precedente...

- Perché?

- Perché in questa vita non ho fatto granché per meritarmi te!

- Non è vero - disse Candy con sguardo indulgente.

- Ah no?

- Già solo il fatto di essere bellissimo e così sexy potrebbe essere sufficiente!

- Ah ho capito, stai con me solo per questo, per il mio corpo!

Candy sorrise divertita e proseguì la sua piccola presa in giro.

- Non è colpa mia se ti sei reincarnato in un bad boy... avrei dovuto conoscerti una vita fa... quando eri un bravo ragazzo, allora sì che mi avresti conquistata completamente!

- Mi dispiace per te Lentiggini, dovrai accontentarti... non mi ci vedo nei panni dell'uomo perfetto.

- Ok mi accontenterò... della tua sensibilità, della tua generosità, della tua passione, della tua ironia, della tua intelligenza, del tuo talento... e poi del tuo sorriso, dei tuoi occhi e di tutto il resto...

- E il mio amore non lo vuoi?

- Me lo merito?

- Sì... - le rispose in un soffio prima di baciarla.

Mentre la notte scivolava via placida tra le colline di San Francisco, l’amore si impossessava delle loro anime attraverso l'unione dei corpi. La bellezza di quei momenti era il punto di arrivo di due anime che si erano cercate da sempre, in tutte le vite precedenti e si erano trovate finalmente in questa, per continuare insieme a generare bellezza.

~~~~~~

- Buongiorno pigrone, dormito bene?

- Da dio!

- Lo sai che è molto tardi e che Norton ha già chiamato due volte?

- Tanto darà la colpa a te del mio ritardo.

- Ecco appunto, meglio che ti sbrighi!

- No... vieni qui... abbiamo tutto il tempo.

Attirandola su di sé, Terry sembrava non avere alcuna intenzione di uscire dal letto.

- Dai Terry... non fare così...

- Così come? - le chiese fingendo di non capire.

- Lo sai.

Si fermò sospirando nel suo collo, poi si lamentò del fatto che l'indomani lei sarebbe partita.

- Non voglio che te ne vai... resta con me ancora un po'.

- Dispiace anche a me ma lo sai che non posso... o meglio, potrei restare un altro giorno ma solo ad una condizione.

- Non accetto condizioni... quale?

- Che tu parli con tua madre.

- Stai scherzando?

- No, dico sul serio. Ti rendi conto che dopo il concerto di stasera non la vedrai più se non ci parli.

- Sono vissuto finora senza di lei, non vedo perché ora dovrebbe essere diverso... perché lo ha deciso lei? Perché dopo vent'anni si è ricordata di avere un figlio?

- Sono sicura che avresti molte cose da chiederle e se non lo fai le tue domande resteranno senza risposta e ti tormenteranno per il resto dei tuoi giorni!

- Non c'è risposta alle mie domande, niente può giustificare ciò che ha fatto! E in questo modo è lei che mi ha condannato a non avere una spiegazione! Una madre che rifiuta un figlio... può esistere una spiegazione plausibile a questo?

- Io ho perdonato mia madre, non so perché mi abbia lasciata ma non mi sento di giudicarla per questo, tantomeno di odiarla.

- Io la odio invece!

- No, non è vero! Tu la ami e vorresti il suo affetto più di qualsiasi altra cosa al mondo! E lei ora è qui, hai la possibilità di viverla... non sprecarla, ti prego Terry non farlo.

Terence chiuse gli occhi restando in silenzio mentre lei gli carezzava la fronte, liberandola da alcune ciocche di capelli.

- Promettimi che parlerai con lei... - mormorò dolcemente.

- Rimani altri due giorni.

- Uno.

- No, due.

Candy sorrise mentre lui apriva gli occhi in attesa della risposta.

- D'accordo...

 



29.

San Francisco, settembre 2025

 

Il brano interpretato da Elly Baker insieme ai Bad Boys aveva riscosso immediatamente un enorme successo, richiamando una grande folla all'Oracle Park di San Francisco. Quella sera era stato deciso che la canzone avrebbe chiuso il concerto. Fino a quel momento Terry aveva fatto in modo di non incontrarla.

Quando la Baker iniziò a cantare lui non era presente sul palco. Fece il suo ingresso all'inizio della seconda strofa.

Il pubblico venne di nuovo rapito dalla magia che le loro voci riuscivano a creare, nonostante nemmeno si guardassero, la loro affinità era perfetta.

Terminata la canzone le luci sul palco si spensero improvvisamente per non riaccendersi più, nonostante l'incitamento dei fan.

Candy aveva assistito all'esibizione da sotto il palco, in una posizione privilegiata che le aveva consentito di osservare ogni minima espressione sul volto di Terry. Le era sembrato molto nervoso, pur eseguendo il pezzo in maniera impeccabile. Non sapeva cosa pensare e, se da una parte era sicura che fosse giusto che lui parlasse con la madre, dall'altra, conoscendo la sua impulsività, iniziava a temere di avergli messo troppa pressione. Se Terence non fosse stato pronto e avesse accettato solo per accontentarla, la situazione sarebbe potuta degenerare senza possibilità di recupero.

Lo aveva preceduto in camerino e lo stava aspettando. Immaginava che avrebbe incontrato la madre a cena, probabilmente in albergo, prima di ripartire.

Quando entrò le sembrò che avesse gli occhi lucidi.

- Terry...

- Vai pure in albergo, aspettami lì... devo fare una cosa... - detto questo uscì.

Candy si sentì mancare il respiro, avrebbe voluto andare con lui, stargli vicino, ma sapeva che doveva affrontare quel muro da solo.

Mentre camminava dietro il palco, Terence sentiva come se tutta la sua vita gli stesse scorrendo accanto in direzione opposta. Più si avvicinava alla meta, più aveva l'impressione di spogliarsi di tutto e di tornare bambino. Si rivedeva piccolo, cupo e ribelle, pieno di rabbia, triste e malinconico. Si fermò di colpo davanti ad una porta e la aprì senza bussare. Lei era in piedi in mezzo alla stanza, come se lo stesse aspettando.

- Credo voglia dirmi qualcosa - mormorò con voce ferma, chiudendo la porta alle sue spalle.

Elly gli fece cenno di sedersi e lui acconsentì, poi si sedette anche lei poco distante.

Il vociare dei fan si era ormai disperso e un silenzio pesante li avvolgeva carico d'attesa.

- Grazie di essere qui - gli disse Elly titubante di fronte a quello sguardo freddo che le trafiggeva il petto.

Terry rimase in silenzio e lei iniziò a raccontare.

- Quando conobbi Richard ero solo una ragazzina con tanti sogni. La mia famiglia, con molti sacrifici, era riuscita a pagarmi le lezioni di canto ed io non facevo altro che cercare di meritarmi ciò che avevano fatto per me, di sdebitarmi e di rendere orgogliosi i miei genitori. Ma non era facile. A New York nessuno sembrava prendere sul serio una ragazzina del Montana.

Poi una sera lo incontrai, per caso, in un locale dove facevo la cameriera per racimolare qualche dollaro. Era con un gruppo di amici, tutti studenti come lui. Era bellissimo e mi accorsi che mi guardava, ma non mi disse nulla. Tornò la sera dopo, era da solo. Mi chiese se poteva accompagnarmi, io gli dissi di no perché mi vergognavo di mostrargli dove abitassi. Ma lui ogni sera era lì e aspettava il tram insieme a me. Io gli parlavo dei miei sogni mentre lui aveva già una carriera assicurata una volta terminati gli studi.

Una sera... prima di salutarmi, mi attirò a sé e mi baciò. Non tornai a casa ma andai con lui. Aveva un appartamento vicino all'università, mi chiese di restare ed io non me ne andai più. Eravamo innamorati, follemente.

Un giorno arrivò una lettera che aspettavo con ansia. La settimana prima avevo partecipato ad un concorso e l'avevo vinto, la busta conteneva, oltre al premio in denaro, una proposta di contratto discografico. Ero al settimo cielo, finalmente ciò che avevo sempre desiderato si stava realizzando!

Pochi giorni dopo seppi di aspettare un bambino.

Terence aveva ascoltato quella storia senza mostrare la minima emozione, ma a quel punto si alzò in piedi voltandole le spalle. Elly sapeva quanto sarebbe stato difficile continuare, ma non aveva scelta. Doveva farlo per sperare nella sua comprensione e nel suo perdono.

- Richard era felicissimo, mentre io non riuscivo ad esserlo completamente. Dovetti rinunciare al contratto e ai miei sogni. Ci sposammo, nonostante l'opposizione della sua famiglia che non vedeva di buon occhio la nostra relazione. I suoi pensavano che io fossi solo un'arrivista e che lo avessi incastrato.

Terminati gli studi, Richard iniziò a lavorare, non mi faceva mancare nulla, la gravidanza procedeva bene. Quando arrivò il momento, ero spaventata. Il parto non fu semplice e quando tornai a casa ero stanca e debilitata. Stranamente la famiglia di Richard era molto presente. Pensai che con l'arrivo del bambino mi avessero accettata, invece li sentivo fare progetti senza considerare minimamente la mia opinione. Richard subiva molto la loro influenza e iniziammo a litigare fino a quando un giorno gli dissi che intendevo riprendere a cantare e lui mi disse no. Non voleva, avrei dovuto stare a casa ad occuparmi del bambino. Non capiva. Le discussioni si fecero sempre più violente. Una sera mi disse che se avessi ripreso a cantare lui se ne sarebbe andato.

Io pensai che stesse esagerando invece... un pomeriggio di ritorno da un provino non lo trovai più. Se ne era andato veramente, aveva portato via tutte le sue cose... aveva portato via anche te...

La voce di Elly si ruppe e dovette interrompere il suo racconto. Quando trovò la forza di riprendere, disse che da quel giorno non aveva mai smesso di cercarlo, ma sembrava scomparso nel nulla.

- Pochi mesi fa, alla mia casa discografica è arrivata una canzone, il mio cuore si è fermato ascoltando quella voce... c'era qualcosa di familiare... ho trovato il coraggio di scriverti ma tu... allora sono venuta a New York, al vostro primo concerto, poi c'è stato l'incidente... Dio solo sa quanto sarei voluta venire in ospedale a trovarti...

Terence a quel punto si voltò, la sua espressione era cambiata ma Elly non riuscì a decifrarla.

- Terry... di' qualcosa, ti prego.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Appena Candy udì aprire la porta della stanza, si precipitò da lui.

Terence si fermò all'ingresso senza dire nulla. Lei gli andò incontro e lo abbracciò. Baciandolo sulla guancia sentì che la sua pelle scottava, doveva avere la febbre alta.

 

 


San Francisco, settembre 2025

 

- Terry... stai bene? Scotti, hai la febbre.

- Sì, l'avevo già questa mattina, ora deve essere salita...

- Come hai fatto a cantare in questo stato!

- Non lo so.

Candy lo osservò, era molto pallido e un leggero tremolio gli agitava le mani.

- Perché non vai a sdraiarti un po', ti preparo qualcosa di caldo?

- No, non voglio niente... vado a fare una doccia.

Dopo mezz'ora lo sentì entrare in camera. Aprendo la porta lo vide sdraiato sul letto ancora con l'accappatoio addosso.

- Prendi questo.

- Che cos'è?

- Un antipiretico, ti farà abbassare la febbre.

Terry obbedì, poi vedendo che Candy si allontanava...

- Dove vai? - le chiese.

- Di là, ti lascio riposare in pace.

- Resta qui.

Era già notte fonda, le luci di San Francisco punteggiavano le colline circostanti. Il Golden Gate Bridge sembrava un animale placidamente addormentato, disteso sopra la baia.

Il tempo si era come fermato, sospeso. Per Terry non esisteva né passato né futuro, ma solo quell'istante in cui Elly gli aveva detto che il padre lo aveva portato via.

La camera era immersa nell'oscurità. Candy si era sdraiata vicino a lui, non sapeva cosa pensare, avrebbe voluto chiedere ma non osava farlo. Restava lì in silenzio.

Poi d'un tratto fu lui a parlare e la sua voce sembrare venir fuori da un luogo freddo e buio.

- È stato lui... è stato lui, per punirla... mi ha portato via e l'ha cancellata dalla mia vita.

Candy aveva capito a chi si riferiva.

- Perché lo ha fatto?

- Perché non voleva che cantasse.

- Possibile arrivare a tanto?!

- Cosa devo fare ora?

Avrebbe voluto dirgli di parlare con il padre ma in quel momento non osò. Terry aveva bisogno di un po' di tempo per riprendersi e riuscire a vedere le cose con più calma.

- Adesso non devi fare niente, te ne stai qui buono buono fino a quando non ti è passata la febbre.

- Ok infermiera, ma non si allontani troppo, potrei aver bisogno di lei.

Terry trascorse una notte molto agitata, solo sul far del giorno riuscì a dormire per qualche ora di seguito.

Quando aprì gli occhi Candy era lì accanto a lui, i lunghi capelli scompigliati, le spalle scoperte, gli apparve ancora più bella. Nonostante il ricordo delle parole di Elly occupasse del tutto la sua mente, vedere Candy ebbe l'effetto immediato di alleggerire il suo cuore e non poté evitare di sorridere quando lei aprì gli occhi.

- Buongiorno.

- Terry... come stai?

- Meglio... grazie di essere rimasta.

- Non devi ringraziarmi.

- Invece sì, ieri sera senza di te non so cosa avrei fatto.

- Io voglio solo una cosa, voglio che tu capisca che sei amato, così come sei!

- Ora lo so.

- Lo sai davvero? Lo sai che ti amo?

- Sì... - mormorò sorridendo prima di baciarla.

 

 


30.

San Francisco, settembre 2025

 

- Domani torni a New York vero?

- Devo.

- Lo so... allora... usciamo?

- Ma Terry... sicuro di stare bene, avevi la febbre alta ieri sera?

- Non vuoi vedere San Francisco?

- Sì.

- Allora muoviti dai... facciamo un giro.

Terry aveva chiesto all'albergo di trovargli una moto, così saltarono in sella e si diressero lungo la costa. Fecero un lungo giro, assaporando il loro amore che sapeva di libertà.

Si fermarono in una luogo isolato e discesero la scogliera per raggiungere un piccola insenatura nascosta.

- Ti va di parlarne? - gli chiese Candy.

Terry sospirò come se avesse bisogno d'aria.

La storia che gli aveva raccontato la madre lo aveva sconvolto, aveva ribaltato tutto quello in cui aveva creduto per 20 anni. La figura del padre con cui non era mai andato troppo d'accordo, ma che bene o male lo aveva cresciuto, ne usciva totalmente distrutta. Così adesso lui si ritrovava con due genitori del tutto sconosciuti!

- Ho detto ad Elly che non voglio che si sappia.

- Capisco e spero che abbia capito anche lei.

- Sì. So che dovrò affrontare anche lui, ma non ora.

- È giusto che tu ti prenda il tempo di cui hai bisogno.

- Anche perché se lo avessi qui davanti adesso, non so cone andrebbe a finire.

Candy, seduta accanto a lui, gli strinse le braccia attorno alla vita.

- Non devi farlo ora, però vorrei che tu provassi a pensare al tuo futuro, al fatto che magari fra qualche anno tu riesca a vederli nella tua vita.

- Non lo so... non so dare loro un posto...

- E quando un giorno i tuoi figli ti chiederanno dove sono i nonni, cosa gli dirai? - scherzò lei, fingendosi seria.

Terence la guardò sospettoso, aggrottando le sopracciglia e con un sorriso di chi la sa lunga.

- Ehi Lentiggini... non sarà per caso una proposta la tua?

- Come?

- Mi stai chiedendo di fare un bambino?

- Terry!!! - gridò lei dandogli una spinta che lui finse di incassare con difficoltà, poi scoppiò a ridere.

- Riesci sempre a farmi arrossire...

- Quando torniamo in albergo... ho intenzione di farti arrossire ancora di più!

La mattina dopo, Candy aveva il volo molto presto. Non voleva svegliarlo ma lui era già in piedi quando uscì dalla doccia.

- Non sono entrato solo perché avresti perso l'aereo, sia chiaro!

- Credevo che tu dormissi ancora. Non guardarmi così o l'aereo lo perderò lo stesso.

- Quando finisce questo tour ti rapisco, ok?

- Ok, nel frattempo fai il bravo.

- Anche tu!

 


New York, novembre 2025

Finalmente!

Il tour era andato alla grande e Terence era molto soddisfatto dei traguardi raggiunti in poco tempo, ma ora un unico pensiero occupava la sua mente.

Erano trascorsi due mesi dall'ultima volta che si erano visti a San Francisco e moriva dalla voglia di stringerla.

Aveva deciso di andare direttamente all'università ed aspettarla all'uscita, vicino alla sua auto, cercando di non farsi riconoscere.

Quando la vide arrivare fu sul punto di correrle incontro, ma dovette trattenersi anche perché... non era da sola. Chi era quello? Gli sembrava di averlo già visto... ah sì, ora ricordava. Quel biondino, quel Colin...

Si sentì per un istante mancare la terra sotto i piedi... li vide sorridersi e salutarsi, poi lei venne verso l'auto, da sola per fortuna.

- Potrebbe darmi un passaggio signorina? - le sussurrò all'orecchio, dietro le spalle.

Candy si voltò sorpresa e stava quasi per gridare ma lui intervenne stampandole un bacio sulle labbra.

In fretta salirono in auto.

- Dove vuole andare?

- Dove vuole lei!

Andarono da Terry e si chiusero in casa, gettando via i telefoni insieme ai vestiti.

Poche domande pronunciate in fretta... -

Quando sei arrivato... adesso... perché non me lo hai detto... perché no... - risposte strappate a labbra impegnate a fare altro.

Occhi avidi di ritrovare ciò che per due mesi avevano dovuto solo sognare... sorrisi rassicuranti e complici per dirsi ancora "ti amo" senza parlare.

Quando le ombre della sera si allungarono nella stanza, erano ancora abbracciati. Il ritmo dei loro respiri in perfetta armonia sembrava cullarli. Il mondo si era fermato tra quelle quattro pareti, in attesa che l'amore decidesse quando sarebbe stato il momento di riprendere il normale corso del tempo.

- Che ore sono? - domandò Candy quando ormai il buio aveva invaso la camera.

- Non lo so... - rispose lui con il viso ancora sprofondato nel suo collo.

- Forse è il caso di guardare... non credi?

- E perché mai?

- Terry...

- Ok... sono le dieci... è ancora presto.

- Ma è tardissimo... devo avvisare Annie...

Candy si alzò improvvisamente sfuggendo al tentativo di Terry di trattenerla.

- Annie sa che sei con me...

- L'hai già avvisata tu?

- Sì... sto diventando un bravo ragazzo vero? Così magari non cercherai qualcun altro!

- Che dici Terry? Hai di nuovo la febbre per caso?

- Siete rimasti buoni amici?

- Di chi stai parlando?

- Del biondino... con cui sei uscita dall'università.

- Non c'è stato niente fra noi e non ci sarà mai niente, lo sai, ne abbiamo già parlato.

- Lui lo sa?

Candy lo guardò un po' scocciata perché non era la prima volta che Terry se ne usciva con questi discorsi.

La discussione venne interrotta dallo squillo del telefono.

- Perfetto, ci mancava solo lui! - esclamò Terry nervosamente.

- Non rispondi?

- È mio padre...

- Rispondi.

- Pronto.

....

- Sono appena tornato.

....

- No, non adesso.

....

- Vengo io domani, ciao.

Chiuse la chiamata e guardò Candy che gli sorrideva.

- Hai fame? - le chiese.

- Un po'.

- Vediamo cosa c'è in cucina.

  



31. 

New York, novembre 2025

 

- È molto tempo che non ci vediamo, come stai? - esordì il padre.

- Benone! - rispose Terry senza esitare.

- E così l'hai incontrata.

- Mettiamo subito in chiaro una cosa, se ho accettato di vederti e solo perché non voglio che ti intrometta ancora nella mia vita, lasciami in pace!

- Ora che non ti servono più i miei soldi ti senti forte non è così?

- Non è di certo grazie ai tuoi soldi se sono arrivato dove sono oggi, visto che hai fatto di tutto per ostacolarmi!

- Ho sempre agito pensando a cosa fosse meglio per te, ho sempre cercato di darti il meglio!

- Anche quando mi hai portato via da mia madre?

La voce di Terry era carica di rabbia e dolore ma il padre non sembrava capirlo.

- Quella è un'altra storia, tu eri molto piccolo, avevi bisogno di una madre attenta che si prendesse cura di te, non di una donna che se ne andava in giro a canticchiare stupide canzonette!

- Eppure un giorno l'hai amata, come puoi parlare così di lei?

- L'ho amata certo, ma lei ha preferito la carriera... la musica me l'ha portata via!

- Non è stata la musica... sei stato tu a perderla!

Il padre interruppe il dialogo per accendersi un sigaro, poi si mise seduto in una poltrona ostentando quell'aria di superiorità che Terry conosceva bene. Lui restò in piedi.

- Dimmi una cosa figliolo, hai una ragazza?

- Cosa c'entra?

- Di sicuro ce l'hai e certamente non può seguirti nelle tue tournée, magari studia ancora, non è così?

Terry non rispose e il padre continuò.

- Bene... credi che ti aspetterà? Credi davvero che mentre tu sei lontano per settimane o addirittura mesi, lei se ne starà chiusa in casa senza uscire o conoscere qualcun altro?

- Se mi ama non avrà bisogno di conoscere qualcun altro.

- Povero illuso! Lo sai cosa farà? Un giorno inizierà a lamentarsi perché non ci sei mai, perché si sente trascurata... inizierete a litigare, poi ci sarà un ragazzo carino e gentile, molto presente, che le farà il filo e lei cadrà tra le sue braccia. Quando tornerai ti dirà che le dispiace molto ma che ormai è successo e non si può tornare indietro!

Terence non voleva dare peso alle parole del padre ma non poté fare a meno di avvertire una punta di verità in quello che diceva. Gli venne in mente Candy insieme a quel biondino fuori dall'università, a come lei gli aveva sorriso e per un attimo sentì il sangue ribollire nelle vene.

- Lei non è così! - esclamò deciso per far tacere il padre e le sue paure.

- Ah no? Ne sei proprio sicuro? L'amore richiede presenza...

- No, l'amore richiede fiducia!

- Bravo... fidati ciecamente di lei e vedrai come ti ripagherà! Andandosene! Un giorno, quando sarai all'apice del successo, ti volterai e lei non ci sarà più perché si è stancata di raccogliere le briciole! E avrà ragione... tu sei come tua madre, sapete pensare solo a voi stessi, tutto il resto non conta!

Terence osservò il padre che in quel momento aveva cambiato espressione, passando dalla superiorità alla rabbia.

- Tu l'ami ancora.

- Cosa?

- Sei ancora innamorato di lei? Perché lo hai fatto, perché l'hai abbandonata portandomi via? Lei aveva bisogno di te.

- No lei voleva solo cantare, la musica me l'ha portata via - ripeté - così come mi sta portando via anche te!

- Non puoi comandare la vita delle persone, puoi solo amarle per come sono... mi dispiace che tu non lo riesca a capire. Addio.

Terence uscì dal palazzo dove abitava il padre sapendo esattamente cosa voleva fare. Andò a prendere Candy all'università, la aspettò nel parcheggio, questa volta senza nascondersi. Le ragazze che passavano lo guardavano incredule, chiedendosi se fosse veramente lui...

Quando la vide arrivare le andò incontro senza preoccuparsi di chi potesse vederli.

- Terry ma...

- Ti dispiace finire sui giornali domani?

- Con te, no... - gli rispose sorridendo, felice di vederlo e di poterlo abbracciare liberamente, come due semplici ragazzi innamorati.

Iniziò a piovere, ma a loro non importava, continuarono a baciarsi, incuranti del mondo.

 


32.

New York, dicembre 2025

 

Nelle settimane che seguirono quel bacio in pubblico, Candy si ritrovò davanti all'università un'orda di giornalisti e fotografi che la riempirono di domande.

Sapeva che sarebbe accaduto, Terry l'aveva messa in guardia.

"Signorina da quanto va avanti la vostra storia... quando vi siete conosciuti... canterete di nuovo insieme...?"

Candy non dette loro troppa corda, fece dei grandi sorrisi a tutti, poi salì in auto e se ne andò da lui.

- Anche oggi la stessa storia? - le chiese quando la vide arrivare.

- Più o meno... mi hanno chiesto anche se ci sarà un nuovo duetto.

- Perché no? Te l'ho proposto tante volte...

- Credo che non avrò molto tempo nei prossimi mesi.

- Ehi... Lentiggini, sei pallida. Stai bene?

- A dir la verità non molto... ho avuto la nausea per tutta la mattina.

- Nausea?

- Sì...

Terry aspettò che lei continuasse, prendendole dolcemente il viso per guardarla negli occhi. Candy però restava in silenzio.

- Che cosa c'è? - le chiese vedendola esitare.

- Aspetto un bambino.

A quel punto fu lui a restare senza parole, con le labbra socchiuse.

- Di' qualcosa ti prego.

- Non so cosa dire... sarei dovuto stare più...

- Non te l'ho mai chiesto - lo interruppe lei decisa.

- Lo so... però...

Terry era rimasto davvero spiazzato (anche se si sarebbe dovuto aspettare che prima o poi...), non riusciva a capire se lei fosse felice oppure no, questo era ciò che lo preoccupava di più. Certo anche lui non aveva messo in programma un figlio... diventare padre, lui, ne sarebbe stato capace?

Fu lei a rompere il silenzio.

- Mi sembra di capire che tu non lo voglia - gli disse in maniera molto diretta stavolta.

Lui temeva di non riuscire a spiegarsi e di ferirla in qualche modo.

- No, che dici? Non è questo...

- Allora?

Terry cercò di far parlare il suo cuore.

- Tutto quello che mi lega a te è un dono così grande che temo di non meritare.

- Hai paura?

- Direi di sì.

- Anch'io... ma se tu sei con me diventa tutto più semplice. Dimmi che sei con me.

Terry le posò delicatamente la mano sul ventre, sussurrando - Vi amo.

Candy si voltò lasciandosi stringere.

Quel momento così intenso li unì ancora di più. Già sapevano che il sentimento che provavano l'uno verso l'altra era qualcosa di molto profondo, in quell'abbraccio capirono anche che per niente al mondo avrebbero rinunciato al loro amore, mai.

~~~~~~

Passate le nausee mattutine, Candy si sentì meglio. Era felice e piena di energia. Si era trasferita a casa di Terry, continuando a studiare.

Una mattina, lui era appena uscito, ricevette una visita inaspettata.

- Buongiorno.

- Buongiorno, lei deve essere Candy.

- Entri pure anche se Terry non c'è, cercava lui immagino.

- Sì, grazie... non l'ho più visto dall'ultima volta che abbiamo parlato.

- Lo so... ma non lo vedrà più se non cercherà di amarlo senza pretendere qualcosa in cambio.

- Non sono qui per farmi dire come debba gestire mio figlio!

- Gestire? Lei crede di poterlo "gestire"?! Non è un'azienda, è una persona.

- Crede di conoscerlo meglio di me? Fin da quando è nato mi sono occupato io di lui, da solo.

- Non posso giudicare il suo comportamento, però posso dirle che Terry vuole essere libero di scegliere cosa fare della propria vita.

Il suo non è né un capriccio, né una vendetta verso di lei, quando capirà questo sono sicura che suo figlio non le negherà il suo affetto.

- Ormai l'ho perso per sempre... come la madre... è troppo tardi per riconoscere le mie colpe e poter rimediare.

Candy non si aspettava quella confessione, provò pena per quell'uomo.

- Non dica così, Terry ha un cuore grande ma non c'è spazio per il rancore.

- Lo ama molto vero?

- Moltissimo! - esclamò e istintivamente posò la mano sulla pancia che iniziava a sporgere leggermente.

Richard la guardò sgranando gli occhi.

- Diventerà nonno - gli disse lei con il più dolce dei sorrisi.

 


33.

New York, dicembre 2025

 

"Si tratta solo di un servizio fotografico, oppure ci sono davvero nozze in vista per il leader dei Bad Boys?"

Da quando questa foto era apparsa sulla copertina della rivista Rolling Stone, era scattata la caccia allo scoop!

E, nonostante il volto della ragazza non fosse visibile, ormai le voci sulla sua identità non erano più soltanto voci:

Candice Ardlay era ufficialmente considerata la compagna del cantante del momento e la loro storia, iniziata pochi mesi prima (secondo quanto si sapeva) sembrava procedere a gonfie vele.

I due piccioncini che, a dir la verità, non facevano molta vita mondana, venivano spesso avvistati insieme fuori dall'università frequentata dalla ragazza dove lui andava a prenderla, per poi sfrecciare via chissà dove.

Le notizie, vere o false che fossero, si susseguivano senza sosta una dietro l'altra e il clamore mediatico saliva ogni volta che il cantante appariva da solo, suscitando ipotesi di litigi o rotture!

Insieme al clamore saliva anche l'insofferenza di Terry che non aveva mai tollerato la troppa curiosità della stampa nazionale. Per questo, d'accordo con il suo agente, ma soprattutto con Candy, aveva deciso di rilasciare un'intervista esclusiva per chiarire alcuni aspetti della sua vita che tanto attiravano l'attenzione.

 


New York, dicembre 2025

La sala stampa era gremita come non mai. Il tour dei Bad Boys aveva fatto il tutto esaurito ad ogni esibizione e l'attesa per l'uscita del nuovo album era già iniziata.

Ma in quelle ultime settimane ciò che più suscitava la curiosità dei giornalisti erano le voci sulle possibili nozze del frontman.

Ovunque andassero ormai Candy e Terry erano seguiti dai fotografi, spesso appostati negli angoli più assurdi! La situazione era decisamente andata troppo oltre, superando il limite e Terence non aveva intenzione di sopportare ancora questa intromissione continua nella loro vita privata.

- Buon pomeriggio, i Bad Boys stanno per arrivare. Vi ricordo che avrete a disposizione non più di un'ora per proporre le vostre domande.

Appena un attimo dopo le parole di Norton, i ragazzi fecero il loro ingresso. Immediatamente si scatenarono i flash e solo quando terminarono, si dette il via alle domande che riguardarono fin da subito un solo argomento. Terry tuttavia prese la parola smorzando gli entusiasmi.

- Ci terrei a mettere subito in chiaro una cosa: siamo qui per parlare del tour appena concluso e del prossimo album, non della mia vita privata.

- Ma non vorrà deludere i suoi fan, sa perfettamente che vogliono sapere tutto di voi! - obiettò uno dei giornalisti più agguerriti.

- Ho molto rispetto per i fan e per l'affetto che ci dimostrano ad ogni concerto, ma qui non ci sono loro, ci siete voi e le vostre domande sono spesso tendenziose e poco corrette!

- Ci dica almeno se le voci sul matrimonio sono vere. Si è sposato o conta di farlo a breve?

Terry cercò di mantenere la calma e rispose con decisione.

- Non mi sono sposato e non ho intenzione di farlo tanto presto, ma anche se fosse state pure tranquilli che non ve lo direi. Quello che dovete sapere è solo che ho una compagna che non fa parte del mondo dello spettacolo e che per questo motivo gradirei molto lasciaste in pace, smettendo di perseguitarla. Questo è tutto quello che ho intenzione di rivelare riguardo alla mia vita privata. Se ora volete parlare di musica ok, altrimenti l'intervista finisce qui.

Ci fu qualche minuto di agitazione, i giornalisti erano decisamente infastiditi da quell'atteggiamento, ma dovettero per forza di cose fare buon viso a cattivo gioco se volevano continuare l'intervista.

Da quel momento si parlò solo di musica.

Quando la sala stampa si svuotò del tutto, Archie ebbe qualcosina da ridire sul modo in cui Terry aveva parlato.

- Insomma Terry, comprendo il tuo fastidio, ma prima di rivolgerti in questo modo così... deciso... alla stampa, avresti potuto avvisarci!

- Ma che ti prende Archie! Non mi sembra di aver detto niente di strano, ho solo difeso la mia privacy.

- C'è modo e modo, ricordati che quello che scrivono i giornali è importante, quante volte ce lo ha ripetuto Norton!

- I giornali devono parlare della nostra musica, punto! Candy non può più uscire da sola, non le danno tregua, ti sembra normale?

A quel punto intervenne anche Stair.

- Mi spieghi una cosa Terry? Da dove è saltata fuori la storia del matrimonio? Mi sono perso qualcosa?

- Ma no figurati, sarà per quel servizio fotografico... anche se...

- Anche se?

- Una novità in realtà ci sarebbe...

Terry fece una pausa, in fondo Archie e Stair si erano sempre mostrati molto protettivi con la cugina e forse non sarebbero stati troppo felici di sapere che...

- Candy ed io... aspettiamo un bambino.

- Stai scherzando!

- No Stair... l'ho saputo solo pochi giorni fa, Candy ve lo avrebbe detto a breve...

- Ma sei impazzito! - protestò Archie alzando la voce - Candy è troppo giovane per avere un figlio e deve studiare, ha delle ambizioni, come farà ora? Cosa ti dice il cervello?

- Archie vedi di darti una calmata!

- No che non mi calmo, avresti dovuto stare attento e non metterla nei guai!

- Ehi bada a come parli, io non ho messo nei guai nessuno... Candy è felice e lo sono anch'io!

- Guarda che se la farai star male dovrai vedertela con me, sono stato chiaro?

Stair cercò a quel punto di placare gli animi.

- Andiamo ragazzi, vi sembra il momento di litigare!

- Meglio che me ne vado altrimenti gli spacco la faccia!

- Lascialo stare Terry, sai com'è Archie, però... sicuro che Candy stia bene?

- Stair ascolta, è vero che un figlio non era in programma però, passato il primo shock, siamo entrambi al settimo cielo!

- È per proteggere Candy e il bambino che hai tirato dritto con i giornalisti allora.

- Certo... devono starle alla larga!

Poche ore dopo l'intervista Terry tornò a casa e trovò Candy addormentata sul divano. Si fermò ad ammirarla incantato fino a quando aprì gli occhi.

- Ciao dormigliona...

- Terry... com'è andata?

- Tutto bene... a parte Archie che voleva prendermi a pugni!

- Gli hai detto del bambino?

- Sì.

- Gli passerà.

- Come ti senti? Qualche nuova "voglia" oggi?

- Beh una a dir la verità ci sarebbe: marshmallow!

- Ce l'ho! Vado a prenderli in dispensa.

- No aspetta, non voglio dei marshmallow qualunque... voglio quelli più buoni del mondo.

- E quali sarebbero?

- Quelli che fa Miss Pony!

Terry le lanciò un sorriso malizioso prima di confermare che ogni suo desiderio era un ordine!

 


 34.

 New York, dicembre 2025

 

- Candy, che gioia rivederti, fatti abbracciare!

- Miss Pony non immagina quanto mi sono mancati i suoi abbracci.

Le due donne si strinsero a lungo colte entrambe da grande emozione.

- Non sei da sola, vedo.

- Oh mi perdoni Miss Pony, la solita sbadata, le presento Terence Granchester.

- Piacere di conoscerla, Candy mi ha parlato molto di lei e di questo posto.

- Bene... lei è un suo amico dunque?

- Beh... sì...

- Miss Pony, Terry è il ragazzo con cui ho cantato, si ricorda? Gliene avevo parlato tempo fa.

- Oh sì certamente... mi scusi Terence io non mi intendo troppo di musica moderna.

- Non si preoccupi.

Dopo i saluti, Candy e Terry si occuparono dei loro bagagli, sistemandosi in due camere separate. Poi si ritrovarono in salotto.

- Un amico eh! Avresti potuto accennarle qualcosa!

- Lo so ma non volevo farlo al telefono. Sta' tranquillo, andrà tutto bene... Miss Pony è una donna molto comprensiva e...

- Candy perché non vai a prendere i dolcetti che mi avevi chiesto?

- Sono già pronti? Oh grazie... corro!

Terry rimase da solo con l'anziana donna che lo scrutava con attenzione, nel silenzio della stanza. Il suo sorriso tirato non poteva non tradirlo.

- Siete amici da molto tempo? - gli chiese all'improvviso.

- Ci conosciamo da più o meno un anno - rispose lui nervosamente.

- Strano che Candy non mi abbia mai detto granché di lei... però... i suoi occhi parlano da soli.

- Come?

- Vede Terence, io non capirò molto di musica ma conosco molto bene la mia Candy: i suoi occhi splendono quando siete vicini.

Terry sorrise imbarazzato.

- C'è qualcos'altro che devo sapere?

- Beh direi di sì... Candy ed io ci amiamo... moltissimo... e...

- Terry devi assolutamente assaggiarli, i marshmallow di Miss Pony sono qualcosa di celestiale!

Candy fece irruzione nella stanza insieme ad un nutrito gruppo di bambini ospiti dell'istituto. Notò l'espressione piuttosto strana di Miss Pony e osservando la faccia di Terence comprese che non poteva rimandare oltre. Anche perché lo sguardo della donna si era improvvisamente abbassato sul suo ventre.

- Credo proprio che noi due dobbiamo parlare signorina! - esclamò decisa rivolgendosi a Candy.



New York, dicembre 2025

 

- Miss Pony... io...

- Potrebbe lasciarci un attimo, Terence? Ho bisogno di parlare da sola con Candy.

- No. Quello di cui vuole parlare riguarda anche me.

- Questo è evidente! Ma voglio parlare da sola con Candy, per cui le chiedo di uscire.

Terry si rivolse a Candy e lei gli fece capire che poteva andare. Poi si voltò verso Miss Pony il cui sguardo non le era mai apparso così severo.

- Sono molto delusa, quando pensavi di dirmelo?

- Adesso... non volevo parlarne al telefono, mi dispiace. Anche Terry...

- A lui penseremo dopo. Che cosa ti è saltato in mente? Hai fatto molti sacrifici per poter andare a studiare a New York, per realizzare i tuoi sogni... e dopo nemmeno un anno decidi di buttare tutto al vento?

- No! Sto studiando, sono in pari con gli esami e non ho intenzione di rinunciare ai miei sogni.

- Pensi che sarà semplice con un bambino?

- Niente è mai stato semplice per me, ma questo figlio non rappresenterà mai un ostacolo o un problema.

- Non ho detto questo, un bambino è un dono di Dio... ma non voglio che tu ti perda per il primo ragazzo che...

- Terry non è uno qualunque, Terry è tutto.

La donna rimase sorpresa da quelle parole e dalla determinazione con cui erano state pronunciate. Sapeva che Candy non era una sprovveduta e che se si era espressa in questo modo riguardo a Terence significava che lui non era decisamente uno qualunque.

La sua espressione si addolcì, pur continuando ad essere preoccupata.

- Mi ha detto che vi amate moltissimo - le rivelò e Candy sorrise imbarazzata e fiera allo stesso tempo.

- È così... lo so che può non apparire come il ragazzo ideale... un cantante rock, sempre in giro, con migliaia di ragazze che lo adorano... però è la persona più leale che io abbia mai conosciuto, è generoso anche e molto intelligente...

- E molto carino... - suggerì Miss Pony con un leggero sorriso.

- Sì... è decisamente molto carino. La prego non sia arrabbiata con me né con lui.

La donna tornò a guardarla storta.

- Vi sposerete?

- Beh... veramente... non ne abbiamo ancora parlato.

- Candy!

- Vede il fatto è che non penso che Terry abbia una grande considerazione del matrimonio.

- Come sarebbe a dire?

- Credo che dipenda dai suoi genitori, si sono separati quando lui era piccolissimo, Terry ha sofferto molto. Anche per questo sono qui... avrei bisogno del suo aiuto.

- Sai perfettamente che il mio supporto non vi mancherà, ma voglio parlare a quattrocchi anche con quel giovanotto... spero davvero che si renda conto di quello che vi aspetta e che non abbia troppi grilli per la testa!

- Certo Miss Pony... Terry sarà felice di parlare con lei ma... quello che vorrei chiederle riguarda un altro problema, riguarda i suoi genitori.

Qualche ora dopo, passeggiando con Terry...

- Mancano pochi giorni a Natale, Miss Pony sarebbe felice se restassimo qui.

- Lo ha detto anche a me.

- Pensi che sia possibile, hai qualche impegno con la band?

- No... nessun impegno per qualche settimana... sono tutto tuo!

- Bene! - esclamò Candy abbracciandolo, mentre passeggiavano.

Era così felice di essere lì con lui e desiderava tanto che anche Terry avesse un Natale speciale.

- Miss Pony mi ha detto anche che devo prendermi cura di te... le ho risposto che lo farò, ma non solo di te... anche di lui o lei.

Terry abbassandosi sfiorò con le labbra la piccola rotondità che costudiva il frutto del loro amore. Un'infinita dolcezza pervase entrambi e Candy pensò che quel Natale sarebbe stato semplicemente perfetto.

 


35.

New York, 25 dicembre 2025

 

- Questo è il mio regalo per te...

 

What would I do without your smart mouth?

Drawing me in, and you kicking me out

You've got my head spinning, no kidding, I can't pin you down

What's going on in that beautiful mind?

I'm on your magical mystery ride

And I'm so dizzy, don't know what hit me, but I'll be alright

My head's under water

But I'm breathing fine

You're crazy and I'm out of my mind

'Cause all of me

Loves all of you

Love your curves and all your edges

All your perfect imperfections

Give your all to me

I'll give my all to you

You're my end and my beginning

Even when I lose, I'm winning

'Cause I give you all of me

And you give me all of you, oh-oh

How many times do I have to tell you?

Even when you're crying, you're beautiful too

The world is beating you down, I'm around through every mood

You're my downfall, you're my muse

My worst distraction, my rhythm and blues

I can't stop singing, it's ringing in my head for you

My head's under water

But I'm breathing fine

You're crazy and I'm out of my mind

'Cause all of me

Loves all of you...

 

- Vuoi proprio farmi piangere? Lo sai che la gravidanza scombussola gli ormoni e... - Candy non riuscì ad andare avanti, Terry si alzò dal pianoforte per stringerla a sé.

- Buon Natale Lentiggini... tu sei il mio inizio e la mia fine.

- È bellissima Terry... ti amo, ti amo, ti amo!

Si baciarono a lungo prima che un'orda di bambini li travolgesse per andare ad aprire i regali. Non erano abituati a grandi cose e forse proprio per questo riuscivano a gioire anche di un piccolo pensiero. Terry li osservava e, per quanto si sforzasse, non ricordava di aver vissuto mai niente del genere, di aver provato la stessa felicità di quei piccoli. Eppure la sua infanzia era stata piena di regali, ad ogni Natale la sua cameretta diventava un parco giochi...

Candy notò la sua espressione seria, ma prima che potesse dirgli qualcosa, un bambino venne a chiamarlo per farsi aiutare a costruire una pista per il trenino. Terry si mise seduto per terra circondato dai piccoli che a turno gli mostravano quello che aveva portato loro Babbo Natale. Anche Candy si accomodò in mezzo a loro fino a quando suonarono alla porta.

- Vado io... - gridò precipitandosi per il timore che qualcuno la precedesse - Benvenuti! - esclamò dopo aver aperto - prego entrate.

La coppia, un uomo e una donna, si fecero avanti un po' impacciati.

- Credi davvero che sia una buona idea, Candy? Arrivare qui all'improvviso...

- Ma certo, è Natale, il Natale si festeggia in famiglia e voi fate parte della nostra famiglia.

- Se lui non fosse d'accordo?

- Non si preoccupi, lasci fare a me - rispose Candy con un gran sorriso.

Anche Miss Pony fece gli onori di casa, facendoli accomodare nel piccolo salotto addobbato a festa.

- È di là con i bambini, vado a chiamarlo - sussurrò alla donna stringendola per le spalle con un gesto affettuoso. Lei ricambiò con un sorriso tirato.

L'uomo era rimasto in piedi accanto al camino, teneva un pacco in mano che rischiò di finire per terra quando vide l'espressione di Terry.

- Buon Natale figliolo... - balbettò.

- Che cosa ci fai qui?

 


New York, 25 dicembre 2025

 

- Questo non avresti dovuto farlo Candy!

- Ti prego Terry, ascoltami...

- No, ascoltami tu! Non mi piace essere messo alle strette, lo sai, non lo sopporto! Potevi dirmelo almeno.

- Se ti avessi proposto di invitarli avresti accettato? Avanti, sii onesto.

Terence distolse lo sguardo. Era furioso e non sapeva come uscirne.

- Non voglio vederlo, tantomeno parlare con lui! Non voglio discussioni o scenate.

- D'accordo!

- Come d’accordo?

- Va bene, non ho certo intenzione di obbligarti. Ma non puoi impedire a me di avere un rapporto normale con loro.

- Perché? Mia madre non c'è mai stata, mio padre anche troppo... ha sempre preteso che diventassi come lui, ma io non sono lui, io sono io! È proprio indispensabile farli entrare nella nostra vita? Non credo!

- Lo so che non sei come tuo padre e adesso lo sa anche lui, glielo hai dimostrato e so quanto è stato difficile, è per questo che è qui, perché ha capito che se non vuole perdere anche te come Elly, deve accettarti per come sei.

- Non lo farà mai.

- Lascialo tentare, cosa ti costa? Non può più farti del male. Tu sei forte adesso, e forse non è molto ma io sono con te.

- Non mi fido di lui.

- Non ti sto chiedendo di fidarti, ma solo di dargli una possibilità...

- Terry... - una voce li interruppe.

Elly era entrata nella stanza dove stavano discutendo. Leggendo sul viso del figlio la sua insofferenza nel vedere lei e il padre, aveva deciso di non insistere, lasciando a Candy il compito di farlo ragionare. Ma ora non poteva attendere oltre.

Cercò di spiegare a Terence che neanche per lei era stato semplice rivedere Richard, quell'uomo che aveva amato alla follia ma che poi l'aveva tradita, voltandole le spalle proprio quando aveva più bisogno di lui.

- Quando Candy mi ha chiamata per invitarmi qui, dicendomi che ci sarebbe stato anche lui, ho rifiutato ma poi... mi ha detto del bambino e allora è cambiato tutto. Per me è stato come un segno. Questa potrebbe essere l'unica occasione che abbiamo per provare a ricostruire la nostra famiglia.

- Ti rendi conto di quello che ci ha fatto?

- Lo so perfettamente, ma continuare ad odiarci non ci aiuterà. Vorrei tanto che riuscissimo ad avere almeno un rapporto civile, anche tuo padre la pensa così e...

- Penso che sia meglio che io me ne vada, ma prima vorrei darti questo.

- Non sarà un regalo a farmi cambiare idea... "papà"!

Richard li aveva raggiunti, offrendo a Terry il pacco che aveva portato.

- Non è un regalo, è qualcosa che hai conquistato con molta fatica e che ti sei meritato. Ci tenevo ad essere io a consegnartelo.

Candy lo guardò invitandolo ad aprirlo.

Terry rimase per un attimo senza fiato vedendo cosa conteneva.

- Disco di platino... l'ultimo album ha superato il milione di copie vendute!

- Terry è fantastico!!! - esclamò Candy raggiante, abbracciandolo.

Era il coronamento di un sogno, quasi non riusciva a crederci e non poteva ignorare che il padre stava cercando con quel gesto di fargli capire che aveva riconosciuto l'importanza del suo lavoro. Richard provava un'immensa vergogna per il modo con cui aveva sempre cercato di ostacolare il figlio, pensando che la musica fosse solo un capriccio per ribellarsi, ma i fatti gli davano torto. Terry aveva ottenuto il massimo in pochissimo tempo, il suo era un vero talento... come quello della madre.

Elly lo guardava commossa e quando i loro sguardi si incrociarono, trovò il coraggio di andargli incontro. Terry non rifiutò quell'abbraccio e comprese per la prima volta cosa significasse l'affetto di una madre. Richard non osò tanto ma gli allungò la mano per congratularsi.

- Ottimo lavoro figliolo!

Terry sapeva il senso di quelle parole, nel linguaggio del padre fatto solo di dovere e disciplina, suonavano come un "ti voglio bene". Gli strinse forte la mano, ringraziandolo.

Più tardi, rimasti da soli, non riusciva a parlare, travolto dalle emozioni vissute quella sera. Candy gli accarezzava i capelli, sdraiati sul letto, certa che quello sarebbe stato solo l'inizio della loro nuova vita insieme.

- Non pensare che adesso io vada a dormire nell'altra stanza! - esclamò d'un tratto Terry stemperando la tensione.

- Le regole di Miss Pony sono sempre state molto rigide, superata una certa età maschi e femmine devono dormire separati.

- Non ho ancora avuto il mio regalo... Miss Pony mi perdonerà...

 


EPILOGO

A fine estate nacque il piccolo Lucas, qualche settimana prima del tempo, aveva evidentemente molta fretta di conoscere i suoi pazzi genitori! Terry era in tournée, si precipitò saltando sul primo aereo disponibile e riuscì ad essere presente, anche se era talmente emozionato da non capire molto di quello che stava accadendo.

Quando gli misero il bambino in braccio, con gli occhi lucidi, balbettò qualcosa del tipo "Lentiggini guarda che cosa abbiamo combinato!".

Dopo circa due anni è arrivata Joanne, un fagottino biondo uguale alla mamma, soprannominata subito Lentiggini 2. E per finire, una volta che Candy ebbe terminato gli studi, Damian detto "il terribile" perché per i primi mesi di vita non dormiva più di due ore a notte.

Dopo vari tentativi (per non dire minacce) da parte di Miss Pony, Terry si è convinto a fare il grande passo e ha formalmente (più o meno) chiesto a Candy di sposarlo.

Norton, l'agente del gruppo, avrebbe voluto una cerimonia in grande stile, con la stampa e articoli venduti in esclusiva a qualche importante rivista. Non ha ancora capito che questo non accadrà mai e che Candy e Terry desiderano preservare la loro famiglia da ogni intromissione.

Il matrimonio è stato celebrato con pochissime persone presenti, in una località segreta, nei dintorni della Casa di Pony. I giornali hanno parlato di una certa "collina" ma non sono riusciti a scoprire niente di più.

La loro vita scorre tranquilla, tra alti e bassi come per tutte le coppie. Ogni tanto un litigio, qualche scenata di gelosia e dopo, passata la tempesta, l'amore torna a splendere.

~~~~~

- Terry ti ricordi la prima volta che ci siamo incontrati?

- Come potrei dimenticarlo! Ti sei ubriacata e hai dato di stomaco sulla mia auto...

- Non è vero, ho fatto in tempo ad uscire... e poi... ricordi solo questo?

- Ricordo che tutta la mia vita è cambiata da quel momento in cui i miei occhi hanno incontrato le tue lentiggini.

- Allora è vero quello che mi diceva Stair?

- Cosa ti diceva Stair?

- Che eri innamorato di me e che mi prendevi in giro solo perché non sapevi come fare a dirmelo.

- Che farabutto... e io che mi fidavo di lui!

- È vero o no?

- Ci ho scritto una canzone... mi sembra... e poi eri tu che facevi finta di non capire!

- Eri così odioso... come potevo pensare di piacerti! Oltretutto eri pieno di ragazze.

- Già... bei tempi...

- Terryyyyy!!!

- Riesco ancora a farti arrabbiare, più ti arrabbi e più ami... vero?

- No!

- A proposito d'amore... le piccole pesti dormono?

- Sì...

- Allora...

- Allora che? Cosa stai facendo?

- Non senti caldo?

- Terry...

 

FINE

 


Commenti

  1. Sono riuscita finalmente a leggerla tutta, è una storia bellissima, anche in versione moderna Candy e Terry sono sempre loro, meravigliosi ed unici 💖💖💖 by Annarita

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