No Time To Die

 

Terence Graham nelle vesti della spia più famosa al mondo
Che cosa nasconde dentro la giacca del suo impeccabile smoking?
Ma soprattutto... chi sarà la sua Bond Girl?
Vi lascio un indizio:




Non si lasci ingannare dall'aspetto angelico Mr Bond, questa donna è molto pericolosa e può colpirla quando meno se lo aspetta!



NO TIME TO DIE. 1

- Ho sempre lavorato da solo e non ci sono mai stati problemi! Non capisco perché questa volta dovrebbe essere diverso.
- Conosco perfettamente le sue qualità agente TG, ma in questa missione avere una spalla potrebbe risultare fondamentale!
- Non ho bisogno della balia!
- La prego, mi creda, quando le presenterò l'agente che abbiamo scelto per affiancarla capirà che avevamo ragione.
- Quando?
- Domani, al solito posto.
L'agente TG uscì dall'ufficio del Capo sbuffando. Erano anni che lavorava per lui e non aveva mai fallito una missione. Cos'era ora questa storia di affiancargli un'altra persona!
Era un tipo solitario, amava il rischio, le situazioni al limite, il pericolo non lo spaventava, per questo aveva scelto di diventare una spia.
Aveva girato il mondo, conosciuto popoli e culture diverse. Parlava correttamente cinque lingue. Addestrato per utilizzare qualsiasi tipo di arma, guidare qualsiasi tipo di veicolo, aerei, elicotteri, barche..., allenato a sopportare prove fisiche estreme.
Sapeva destreggiarsi in ogni ambiente, alla corte dei re del nordeuropa come nelle baraccopoli sudamericane.
Aveva solo un punto debole, ma nessuno lo conosceva, tranne lui!






NO TIME TO DIE. 2
L'agente TG, in attesa di conoscere la sua "spalla" (come l'aveva definita il Capo), continuava a chiedersi il motivo di lavorare in coppia. Pensava che avrebbe avuto solo noie da quella situazione, ma mai si sarebbe aspettato di trovarsi davanti una donna!
Faceva caldo e lui stava bevendo un po' d'acqua (niente alcolici naturalmente durante il lavoro!). Così quando l'agente CA fece il suo ingresso nella stanza, TG rischiò di strozzarsi, ma subito si riprese pensando che ci fosse stato un errore o che addirittura il Capo avesse voglia di scherzare. Sfortunatamente il Capo non era noto per il suo sense of humor e non era neanche il tipo da commettere errori.
Ci fu quindi una breve presentazione.
I due si scambiarono una professionale stretta di mano. Dopodiché si dettero appuntamento ad un incontro successivo in cui sarebbero stati comunicati i dettagli della missione.
L'agente TG chiese al Capo di potergli parlare...
- Che razza di storia è questa! Siete tutti impazziti nella stanza dei bottoni!
- Qual è il suo problema agente?
- Qual è il mio problema! Una donna... ca@@o è una donna!
- Continuo a non capire. Si tratta di una professionista, esattamente come lei. È risultata la migliore in ogni corso di addestramento.
- Quindi ha appena concluso l'addestramento! Questa è la sua prima missione? Ma per chi mi avete preso? Non ho intenzione di rischiare la vita con una che fino a ieri stava seduta ai banchi di scuola!
- Non l'avremmo scelta se non la considerassimo perfettamente in grado di affrontare una missione come quella che vi è stata affidata.
- Mi dia un motivo, un solo motivo valido per cui dovrei lavorare con lei!
- Semplicemente perché l'agente CA ha qualcosa che lei non ha e che potrebbe tornare molto utile.
TG rimase senza parole, non era sicuro di aver capito bene. Il Capo del resto non gli lasciò il tempo di replicare.
- Ci vediamo la prossima settimana, al solito posto.








NO TIME TO DIE. 3

Era un giorno come tanti altri al poligono di tiro della base. Gli agenti ci andavano spesso sia per esercitarsi sia per scaricare la tensione.
TG non amava particolarmente le armi ma sapeva quanto in certe situazioni potesse risultare fondamentale usarle ed usarle bene. E lui era sicuramente uno dei migliori se non addirittura il migliore.
Inoltre, tra un tiro e l'altro, era possibile scambiare qualche battuta con gli altri componenti del gruppo che raramente avevano occasione di incontrarsi.
- Ehi TG come va? È un po' che non ti si vede.
- Ciao Archie... ho avuto da fare.
- Già, ho saputo della tua ultima missione. Te la sei vista brutta!
- Non direi dal momento che sono qui!
- Non sarà per questo che ti hanno assegnato una "compagna"?
- Falla finita Archie, se non vuoi essere tu a vedertela brutta!
- Accidenti come siamo suscettibili! Comunque... almeno è carina! Niente male davvero!
- E tu come fai a saperlo?
- Perché è appena entrata in pedana!
TG volse lo sguardo seguendo quello dell'amico e la vide. Aveva l'aria molto concentrata e sicura di sé. Dopo essersi messa in posizione, fece qualche tiro...poi inanellò una serie di colpi tutti perfettamente a segno, con una precisione millimetrica.
- Però! Ci sa fare la ragazza! - esclamò Archie stupito fissando l'amico.
TG non fece alcun commento, andò alla sua postazione ed esaurí in pochi istanti l'intero caricatore del suo P90.
L'agente CA si accorse della presenza del collega e si avvicinò per salutarlo.
- Ciao.
Lui rispose con un cenno.
- Mi è giunta voce che non sei particolarmente felice del fatto che lavoreremo insieme, sbaglio?
- No, non sbagli.
- Posso sapere perché?
- Perché le femmine come te le conosco molto bene!
- Ah davvero? E come sarebbero "le femmine come me"?
- Semplicemente pensano di stare alla pari con gli uomini, ma si sbagliano di grosso! E questo può essere un grande problema visto che rischiamo la vita in missione! Per cui limitati a fare il minimo, in questo modo sarà più difficile che tu combini qualche guaio!
Senza aspettare la replica, TG si incamminò verso l'uscita, ma prima di andarsene dovette fermarsi raggiunto dal frastuono dei colpi che CA mise a segno ottenendo un punteggio ancora migliore del precedente.






NO TIME TO DIE. 4

- Ma questo da dove è uscito!! Tutti a me capitano... ma chi si crede di essere! E come parla poi...
"le femmine come te... limitati a fare il minimo... così non combinerai guai..."
Lo sa che sono stata addestrata per fare esattamente quello che fa lui?! Anzi probabilmente anche meglio di lui!!
Invece di essere contento di lavorare con qualcuno... ah ma se crede di passarla liscia ha sbagliato persona! Figuriamoci se mi faccio mettere i piedi in testa da un fanatico, misogino e pieno di sé... capirà presto con chi ha a che fare!
CA non si era accorta di pensare a voce alta e che qualcuno lì vicino avesse sentito tutto.
- Non te la prendere, è fatto così.
- Ciao... scusami non credevo...
- Oh non preoccuparti, quello che hai detto lo pensiamo più o meno tutti. Purtroppo in missione è il migliore, escluso il sottoscritto naturalmente! Comunque io sono AC, Archie per gli amici.
- Piacere di conoscerti Archie, io sono...
- Lo so chi sei... beh una donna in questo ambiente diventa subito famosa, soprattutto quando è molto carina!
- Ti ringrazio... ma non sono qui per il mio aspetto! Ci vediamo.
Candy si allontanò lasciandolo a bocca aperta.
- Accidenti che caratterino! Caro il mio TG credo proprio che ti divertirai molto!! - esclamò Archie pregustando già le scintille che ci sarebbero state tra i due.





NO TIME TO DIE. 5

- Ma dov'è il pilota?
- Qualche problema TG?
- Mi è stato comunicato che non avrei guidato io, mi stavo chiedendo perché il pilota dell'elicottero fosse in ritardo!
- Non è in ritardo - rispose CA con uno sorriso tirato.
- Stai scherzando?
- No... anzi ti consiglio di salire a bordo o sarai tu ad arrivare in ritardo.
- Ehi ehi aspetta un attimo... non vorrai farmi credere che sei in grado di far volare questo AW139!
- Cosa c'è, vuoi vedere il mio brevetto per caso!!!!
TG alzò gli occhi al cielo borbottando qualcosa di incomprensibile, poi prese posizione indossando gli headset e un paio di occhiali scuri.
CA si mise al posto di guida accanto a lui. Il compito che era stato loro affidato per quel pomeriggio era perlustrare una zona non molto lontana. In realtà lo scopo era quello di favorire la loro conoscenza reciproca e il loro affiatamento, visto che avrebbero dovuto affrontare una missione molto pericolosa.
- Pronto TG? Si volaaaaaa!
- Oddio... anche meno entusiasmo ok?
- Come sei noioso! Volare è la mia passione, pensa che da piccola mi arrampicavo sugli alberi e poi saltavo di ramo in ramo immaginando di avere le ali, come gli uccelli.
- E non sei mai caduta?
- No!
- Sicura?
- Mmmm... davvero spiritoso!
TG si mise a ridere di gusto e CA rimase stupita dall'effetto che le fece quella risata.
- Invece di prendermi in giro potresti impegnarti un po' di più per fare conoscenza, perché non mi parli un po' di te?
- Quello che sai è più che sufficiente!
- E dai, non so neanche il tuo nome!
A TG non piacevano troppo le chiacchiere e quella ragazza così loquace non era il massimo come compagno di missione. Stranamente, per qualche motivo a lui ancora sconosciuto, si sforzò di essere gentile.
- Mi chiamo Terry, sono nato a Londra 25 anni fa, una laurea in legge, scapolo, senza figli. Direi che può bastare. Facciamo una cosa adesso: io mi lancio, tu fai un giro qui intorno e poi vieni a recuperarmi, ti mando la posizione, ok?
- Ok - rispose CA sorpresa mentre lui allacciava il paracadute. Poi salì di quota e lo osservò gettarsi nel vuoto con estrema tranquillità - Accidenti! Questo sì che significa avere sangue freddo.
Mentre lo guardava andare giù mormorò tra sé - Aspettami Terry... vengo a prenderti.







NO TIME TO DIE. 6

La prima settimana di conoscenza stava per terminare. Dopo l'uscita in elicottero e qualche altra visita al poligono, TG e CA si erano dedicati principalmente alla loro preparazione fisica seguendo un programma preciso che prevedeva corsa, pesi e nuoto.
Ogni mattina infatti si ritrovavano in piscina per fare qualche vasca e prove di immersione.
In quei giorni TG aveva potuto notare, con un certo sollievo, che la collega non era affatto scarsa come aveva ipotizzato in un primo momento. Era riuscito persino ad ammettere (con se stesso!) che il fatto che fosse una femmina, anzi una donna, passasse in secondo piano vedendola in azione. Beh, a dir la verità, questo non accadeva sempre e il suo essere donna a volte si notava, eccome se si notava!
Proprio durante quelle ore trascorse in piscina, causa l'abbigliamento usato per nuotare, cioè un normale costume da bagno, diciamo che era stato impossibile per TG non notare l'avvenenza dell’agente CA. Una bellezza decisamente non ostentata, si potrebbe dire addirittura inconsapevole, ma forse proprio per questo ancora più interessante.
Del resto TG non era certo il tipo a cui mancavano le attenzioni del genere femminile! Riscuoteva anzi un notevole successo con le ragazze, ma mai aveva intrecciato una relazione con qualche collega, anche perché il codice dei servizi segreti lo vietava categoricamente, pena l'espulsione immediata!
Naturalmente non era l'unico ad essersi accorto del piacevole aspetto di CA e le battute degli altri colleghi non si fecero attendere, Archie in primis.
- Poteva capitare a me una fortuna del genere!
- Di cosa stai parlando Archie?
- Non di cosa ma di chi! Qualsiasi missione sarebbe molto più "divertente" con una come lei! - esclamò AC indicando con uno sguardo CA che proprio in quel momento stava uscendo dall'acqua.
- Ma smettila... anche volendo lo sai bene che non si può.
- Eh dai TG... basta volerlo e il modo si trova! E poi ti confesso che io sarei disposto anche a farmi buttare fuori per una così, tu no?
- Ma sei matto! Per una femmina?
- Mica una qualunque, se ti innamorassi?
- L'amore non fa per me.
- Io invece ho l'impressione che potrei perdere la testa per lei!
- Bene, vedrò di riportartela sana e salva allora! - esclamò TG scoppiando a ridere.
CA non l'aveva visto ma riconobbe immediatamente quella risata e si voltò.
- Fate ridere anche me?
- In realtà io stavo parlando seriamente! - rispose Archie risentito.
- E di cosa?
- D'amore! - lo anticipò TG continuando a ridere.
Archie allora si alzò allontanandosi indispettito.
- Chi ride dell'amore evidentemente ne è rimasto scottato.
- Dimmi CA quando non fai la spia tieni per caso una rubrica per cuori infranti?
- Sempre spiritoso!
- In ogni caso ti sbagli di grosso.
- Quindi non hai mai sofferto per amore?
- Semplicemente non sono mai stato innamorato.
- Addirittura... e con le donne come fai?
- Faccio e basta.
- E non ti sei mai legato a nessuna?
- No.
- Quindi non hai mai avuto una storia lunga.
- Esatto.
- Solo se@@o?
- Sì.
- E nessuna donna ha mai desiderato approfondire la conoscenza, andare oltre?
Allora fossi in te mi farei due domande... riguardo alle tue qualità... amatorie!
TG sorrise poi fissandola le disse:
- Nessuna si è mai lamentata però se vuoi provare...
- No grazie, ti credo sulla parola!
Detto questo si allontanò seguita dallo sguardo TG.






NO TIME TO DIE. 7

Per riprendersi dopo una dura settimana di allenamento l'agente TG si stava rilassando in sauna. In realtà nonostante la piacevole sensazione di calore che avvolgeva il suo corpo tonico, sentiva che qualcosa si ostinava a preoccuparlo e non riusciva a rilassarsi del tutto. Era una sensazione alquanto strana per un tipo come lui che, anche nelle situazioni più complicate e pericolose, riusciva sempre ad essere lucido e a mantenere la calma. Ora invece quella strana ansia che gli tormentava lo stomaco lo infastidiva molto.
Che fosse dovuta alla missione che stava per affrontare? In realtà il suo compito non era poi così difficile. Aveva risolto casi molto più complicati e da solo!
Qualche giorno fa, il Capo l'aveva convocato per spiegargli tutti i dettagli. I due agenti, TG e CA, avrebbero dovuto infiltrarsi in un giro di traffico d'armi che i servizi segreti sospettavano essere particolarmente attivo tra Russia e Stati Uniti. Per incastrare colui il quale era considerato il responsabile principale di questo giro illecito, avrebbero dovuto raccogliere alcune prove che lo avrebbero definitivamente incastrato. Nei prossimi giorni Sergey Dimitrov si sarebbe trovato a New York ospite di alcuni amici, politici americani. Non sarebbe stato difficile per i due agenti intrufolarsi in una delle mega feste che di solito venivano organizzate in queste occasioni.
I compiti tra i due erano distinti e ben definiti. Dal momento che a quanto pare il punto debole di Dimitrov erano le belle donne, CA avrebbe dovuto semplicemente farsi invitare nel suo alloggio e lì cercare di scoprire cosa contenesse la valigetta nera da cui lui non si separava mai. In tutto questo TG avrebbe assunto il ruolo della guardia del corpo della misteriosa Irina, aspirante attrice di origine bielorussa.
L'agente CA era stata scelta infatti proprio per la sua conoscenza della lingua che riusciva a riprodurre con un perfetto accento slavo, oltre che naturalmente per la sua avvenenza.
"Fare il bodyguard, niente di più facile" pensava TG tra sé, mentre le gocce di vapore carezzavano la sua pelle.
- Che stupido... sarà un gioco da ragazzi, massimo una o due settimane di lavoro e sarà tutto finito. Missione compiuta! - esclamò prima di alzarsi per uscire.
Proprio in quel momento entrò CA.
- Ops... scusami, credevo non ci fosse nessuno.
- Non preoccuparti, ho finito.
Ci fu un momento di esitazione...
- Così... domani iniziamo - balbettò CA.
- Sei pronta... Irina? - scherzò lui.
- Da! Tu piuttosto... non ti ho visto oggi in palestra, tutto bene?
- Sì certo, una bella dormita e sarò prontissimo a diventare la tua ombra! Ci vediamo.
CA rimasta sola nella sauna, come il collega, cercò di distendere i nervi per prepararsi al meglio. Non era preoccupata, nonostante fosse alle prime armi, si sentiva più che sicura delle proprie capacità. Il Capo le aveva parlato e le aveva detto che se l'avevano scelta era perché la ritenevano perfettamente in grado di affrontare e portare a termine quella missione con successo. Poi però le aveva fatto una domanda che ripensandoci le appariva strana.
- Agente CA affinché vada tutto bene è di fondamentale importanza che tra lei e l'agente TG si sia instaurato un ottimo rapporto di collaborazione e fiducia reciproca.
Aveva fatto una pausa e poi aveva ripreso fissandola dritta negli occhi.
- Lei si fida di TG?
- Certamente! - aveva risposto decisa.
Ora però le parole del Capo la facevano riflettere. Non che mettesse in dubbio le capacità e la professionalità di TG. Tutti dicevano che era il migliore. Poteva fidarsi di lui ciecamente... ma per il resto...
- Quale "resto" Candy? Non c'è alcun "resto"! Non essere sciocca! Sai perfettamente quello che devi fare e anche lui. Punto. Terminata la missione di sicuro non ci vedremo più!





NO TIME TO DIE. 8

- Oddio... sono stanchissima! Ma quanto durano le feste a New York! Questi tacchi infernali poi...
- Non eri mai stata ad una festa nella grande mela?
- No TG... è un reato forse? Tu invece eri molto a tuo agio... sei un assiduo frequentatore!
- Ogni tanto... comunque sei stata brava.
- Grazie.
CA rimase sorpresa da quell'apprezzamento plateale e non riuscì ad aggiungere altro a quel grazie.
- Ora vado. Se hai bisogno di qualcosa sono qua fuori.
- Ma no dai... vai pure a dormire.
- Un vero bodyguard non lascia mai sola la sua protetta!
- Allora visto che sei un mio dipendente, sono io che decido e ti ordino di andare a dormire!
- Ok Irina obbedisco, ma non ti ci abituare !
- Notte.
Dopo che TG chiuse la porta, CA rimase per un po' ad osservarla, come se si aspettasse di vederla aprirsi di nuovo.
La serata era stata davvero faticosa. Era riuscita a farsi presentare a Sergey Dimitrov e a sapere che "casualmente" alloggiava nel suo stesso albergo. Era un uomo sulla quarantina, con lo sguardo glaciale e sempre vigile. Si era subito accorto della presenza di quel ragazzo che la seguiva ovunque e le aveva chiesto chi fosse.
- Oh lui è Mattew, la mia guardia del corpo... andare in giro da sola può essere molto pericoloso per una ragazza! È inglese non si preoccupi, non capisce una parola di russo.
- Bene, non mi piace chi mette il naso nei miei affari. In quanto ai pericoli che corre una ragazza da sola, con me può stare tranquilla!
Ricordare quel dialogo le fece venire i brividi per un momento.
- Non preoccuparti per me Sergey, qui se c'è qualcuno che rischia sei tu! - esclamò soddisfatta prima di infilarsi nel letto.
Nella stanza accanto anche TG ripensava a quella serata. CA ci sapeva fare, era stata proprio brava ad entrare subito nelle grazie di quel russo, anche troppo brava!
Dopo un lungo gioco di sguardi, lui le aveva offerto da bere e poi l'aveva invitata a ballare. Avevano riso e chiacchierato molto durante il ballo, dopodiché lui se ne era dovuto andare causa impegni di "lavoro". L'aveva comunque invitata a cena la sera successiva, quasi sicuramente con l'idea di ottenere anche un dopocena!
TG, sdraiato sul letto, era immerso nei suoi pensieri quando udì bussare alla porta.
- Sono io, posso entrare?
- Entra pure...
- Ti disturbo?
- No, sono ancora sveglio.
CA con molta naturalezza andò a sedersi accanto a lui.
- È che non riesco a dormire...
- Agitata per domani?
- Beh sì... un po'.
- Posso chiederti perché hai scelto di fare questo lavoro?
CA sorrise prima di parlare.
- È per l'uomo che mi ha trovata.
- "L'uomo che ti ha trovata"? Che significa?
- Si chiamava Albert, era un agente. Durante una missione qualcosa andò storto, ci fu un violento scontro a fuoco, lui probabilmente sentì il pianto di un neonato. Mi trovò in una stanza completamente sola... quando lo vidi smisi di piangere e sorrisi.
- Quest'uomo non c'è più?
- No... perse la vita quello stesso giorno, cercando di proteggermi. Quando ci trovarono disse ai soccorritori di fare in modo che venissi registrata come sua figlia.
Mi fece chiamare Candice perché in tutto quell'orrore io ero quanto di più puro lui avesse trovato. Così mi hanno detto.
- Mi dispiace, scusami, non avrei dovuto chiedertelo.
- No invece mi ha fatto bene parlarne, non l'ho mai raccontato a nessuno.
- Vuoi un po' d'acqua?
- Sì grazie.
TG si alzò dal letto e quando tornò con l'acqua lei si era addormentata.
- E adesso? Non puoi dormire qui, che cosa penserebbe Sergey se lo sapesse!
Controllò che fuori dalla porta non ci fosse nessuno, poi la prese in braccio e la portò nella sua stanza.
Prima di uscire la osservò distesa sul letto.
- Non permetterò che ti succeda niente, sta' tranquilla Candy.



NO TIME TO DIE. 8*

L'agente CA dorme tranquillamente dopo che TG l'ha riportata nella sua stanza. Dorme e sogna...

- Terry non stai stringendo un po' troppo per essere solo la mia guardia del corpo!
- E chi l'ha detto che sono solo la tua guardia del corpo!

Buonanotte




NO TIME TO DIE. 9

La suite dove alloggiava Sergey Dimitrov si trovava all'ultimo piano dell'Astoria Hotel.
Irina si era fatta accompagnare dal fedele Mattew fino all'ingresso, ma a lui non era stato permesso andare oltre.
- Non vorrà sedersi a tavola con noi! - aveva scherzato Dimitrov.
CA con uno sguardo d'intesa aveva rassicurato TG: nel caso ci fosse stato qualche problema lo avrebbe avvisato tramite il segnale che lui conosceva.
Appena entrata nella stanza sontuosamente arredata, con splendidi fiori in ogni angolo e candele accese, CA notò subito la famosa valigetta nera da cui il russo non si separava mai. Evidentemente all'interno dovevano trovarsi documenti molto importanti e compromettenti! Quello era il suo obiettivo, ma per arrivarci avrebbe dovuto fare in modo che Dimitrov si allontanasse per avere il tempo di aprirla e fotografarne il contenuto.
- I miei viaggi negli Stati Uniti sono sempre stati tremendamente noiosi, ma ora che l'ho conosciuta Irina... sarà tutto diverso - commentò Dimitrov aggiungendo un languido baciamano prima di farla accomodare al tavolo.
- Così mi fa arrossire Sergey! Non credo di avere tutto questo potere.
- Su di me ha un grande potere... dolcissima Irina, lei è molto pericolosa!
Intanto TG fuori dalla porta della suite cercava di carpire ogni più piccolo rumore, ma al momento sembrava regnare il silenzio.
Poco distanti da lui due uomini, guardie del corpo del russo, parlottavano tra loro. TG non poteva sentire cosa dicessero, ma aveva notato che ogni tanto lanciavano qualche sguardo dalla sua parte. Lui restando immobile cercava di mantenere la calma, ma più passavano i minuti e più avvertiva il pressante desiderio di aprire la porta e vedere con i propri occhi cosa stesse accadendo là dentro.
- Ieri sera mi ha detto che le piacerebbe fare del cinema.
- Si è così, mi piacerebbe molto fare l'attrice ma fino ad oggi sono riuscita solo a guadagnarmi qualche piccola partecipazione come comparsa.
- È assurdo, una ragazza così bella e capace come lei!
- Lo crede davvero?
- Ma certo! Ed è per questo che io voglio aiutarla, conosco molte persone che lavorano nel mondo dello spettacolo, basterebbe una mia parola a qualche regista importante e sono sicuro che nessuno potrebbe negarle il ruolo della protagonista!
- Oh sarebbe fantastico, non saprei davvero come ringraziarla.
- Potremmo sempre trovare un accordo! - suggerì Dimitrov sfiorandole la mano con la punta delle dita.
Irina per interrompere quella conversazione che stava diventando pericolosa chiese qualcosa da bere. Il russo schioccando le dita chiamò il cameriere e ordinò due Moscow Mule e del caviale.
Nel frattempo TG era rimasto da solo nel corridoio. Era passata quasi un'ora ormai e CA a breve avrebbe dovuto trasmettergli un segnale per comunicargli che tutto stava procedendo bene. Ma il segnale non arrivava.
D'un tratto si udì invece un gran frastuono, come di vetri rotti. TG non esitò un istante, spalancò la porta e fece irruzione nella stanza, pistola in pugno.
La scena che gli si presentò davanti agli occhi fu decisamente inaspettata: Irina e Sergey erano comodamente seduti a tavola, mentre una serie di bicchieri in frantumi giaceva sul pavimento, scivolati dal vassoio che una cameriera spaventatissima teneva tra le mani tremolanti.
TG resosi conto dell'errore commesso, abbassò immediatamente l'arma, ma ormai il danno era fatto!
I due bodyguard del russo lo afferrarono da dietro e lo stesero faccia a terra, disarmandolo in meno di un secondo.

~~~~~~~~~~

- Si può sapere che cosa ti è passato per la testa!
- Mi dispiace.
- Hai rischiato di far saltare tutto! Ho dovuto promettere a Dimitrov che la prossima volta che ci vedremo tu non ci sarai!
- Hai fatto bene!
- Come sarebbe? Quello schifoso mi ha assicurato che mi aiuterà ad avere un ruolo da protagonista, indovina un po' che cosa vuole in cambio! Non posso andare da sola!
- Non andrai da sola, chiederò di essere sostituito.
- Sostituito? Credevo che questa missione l'avremmo portata a termine insieme...
- Mi dispiace Candy, non posso continuare dopo quello che ho fatto.
- Terry ti prego, dimmi che ci sarai anche tu.
- Non posso, scusami. E poi anche volendo il Capo non lo permetterebbe.
- Parlerò io con lui.
- No. Ci sono delle regole precise da rispettare e lo sai, chi sbaglia è fuori.





NO TIME TO DIE. 10

Il Capo era stato d'accordo con lui, non poteva continuare la missione, era fuori. Tuttavia l'errore che l'agente TG aveva commesso gli sembrava del tutto inspiegabile!
Era nei servizi segreti da tre anni e non c'erano mai stati problemi. Anche nelle situazioni in cui qualcosa era andato storto, TG era sempre stato in grado di recuperare e portare a termine la missione, ma si era sempre trattato di imprevisti che non dipendevano da una sua ingenuità come quella commessa per proteggere l'agente CA.
"Candy"... mormorò lasciando scorrere le gocce d'acqua calda tra le labbra.
Rientrato a casa, TG si sentiva, forse per la prima volta in tutta la sua vita, come se avesse perso il controllo, la direzione che tre anni fa aveva deciso di seguire quando, per vincere una scommessa, era entrato nei servizi segreti.
Anche lei, in un momento di pausa, davanti all'oceano, gli aveva chiesto cosa lo avesse spinto a scegliere quella strada.
- Sono sempre stato molto bravo a mettermi nei guai, ma anche ad uscirne, così un giorno ho pensato che questa mia "qualità" sarebbe potuta diventare una professione.
Poi ho scoperto che addirittura ti pagano bene, si fanno un sacco di soldi per risolvere situazioni complicate, basta non aver paura di rischiare la propria vita.
- E tu non hai mai paura? - gli aveva chiesto Candy.
- No, riesco a tenerla sotto controllo, altrimenti non potrei essere lucido e rischierei davvero.
Ripensando a questo dialogo, fu tutto chiaro. TG comprese perfettamente cosa lo avesse fregato: aveva avuto paura, ma non per se stesso, bensì per lei!
- Quindi lo fai solo per i soldi? Per questo metti in gioco la tua vita? - aveva continuato Candy.
- Sì.
- Non lo faresti per nessun altro motivo?
- Non vedo quale altro motivo potrebbe esserci, di sicuro non lo farei gratis! - aveva esclamato lui scoppiando a ridere.
- Beh magari... per una persona a cui vuoi bene. - aveva suggerito lei timidamente.
- Intendi per amore di qualcuno?
- Sì.
Lui ci aveva pensato un po' su, volgendo lo sguardo verso l'orizzonte, dove acqua e cielo si incontrano.
- Forse - aveva risposto serio, come se avesse scoperto solo in quel momento di poterlo fare.
Sì, per amore di qualcuno avrebbe rischiato la vita, ora ne era certo.




NO TIME TO DIE. 11

Quello doveva essere l'incontro decisivo, l'agente CA si era già spinta troppo oltre e sarebbe stato molto pericoloso proseguire. Doveva assolutamente scoprire cosa contenesse la valigetta che Dimitrov portava sempre con sé.
Il russo l'aveva mandata a prendere con una splendida auto con autista che l'avrebbe condotta al luogo dell'appuntamento.
L'auto si fermò nel parco di una immensa villa in stile liberty, fuori New York, meravigliosamente illuminata.
Prima di entrare CA controllò che il suo dispositivo per dare l'allarme, nascosto nel décolleté, funzionasse a dovere. Era tutto ok.
La mente per un attimo la portò da lui... TG... chissà cosa stava facendo in quel momento. L'agente era stato sostituito da Archie, ma nessuno ne conosceva il motivo.
Il nuovo bodyguard si era posizionato all'ingresso della villa, apparentemente senza destare sospetti.
- Mia dolcissima Irina, ogni volta che la vedo è sempre più bella!
- Lei è sempre troppo gentile Sergey e questa villa è incantevole.
- Ho fatto preparare qualcosa di molto speciale per questa sera, sperando di non essere interrotti come la volta scorsa!
- Oh non si preoccupi, il bodyguard che ho assunto adesso è molto più discreto.
- Bene!
Si accomodarono a tavola. CA si sentiva piuttosto agitata, le sembrava che Dimitrov avesse un atteggiamento strano, come se sospettasse qualcosa.
D'un tratto restarono al buio.
- Che strano... deve essere saltata la corrente. Queste ville antiche sono molto belle ma hanno i loro inconvenienti! - commentò Dimitrov accendendo alcune candele oltre a quelle che già ornavano il salone.
- Meglio che me ne occupi di persona. Mi perdoni Irina, torno subito.
Appena fu uscito, CA pensò che fosse il momento giusto. La valigetta era poggiata su un tavolino rotondo alle sue spalle.
Riuscì ad aprirla facilmente. Le sue mani erano ferme e sicure. All'interno trovò ciò che pensava: documenti che testimoniavano inequivocabilmente un traffico d'armi intenso tra Stati Uniti, Sudamerica e Russia.
Doveva fare in fretta, fotografare ogni cosa e poi uscire da lì. AC l'avrebbe aspettata con un auto appena fuori dalla villa. Lei doveva solamente avvisarlo premendo il piccolo dispositivo che teneva nascosto. Lo fece ma non ottenne la conferma da parte di AC. Provò di nuovo, ancora nulla.
- Bene, bene, bene... - d'improvviso una voce dietro di lei.
- Sergey... la luce ancora non è tornata... come mai? - domandò Irina voltandosi e cercando di richiudere la valigetta senza essere vista.
- No... e tu volevi approfittarne!
- Io? Non capisco...
- Piccola dolce Irina... credevi di fregarmi e invece!
La stanza si illuminò. L'agente CA capì immediatamente di trovarsi in guai seri con una pistola puntata stretta nella mano di Dimitrov.
- Sergey si sta sbagliando... ci deve essere un errore...
- L'unico errore è quello di aver ceduto alla tua bellezza e adesso mi dispiace molto dover rovinare per sempre il tuo bel faccino, ma non ho altra scelta. Aprendo quella valigetta hai visto ciò che non avresti mai dovuto vedere. Addio mia bella Irina!
Improvvisamente due colpi di pistola fecero vibrare i vetri finemente decorati del salone e un grido disperato risuonò in tutto il parco.





NO TIME TO DIE. 11*

TG dove sei????




NO TIME TO DIE. 12

- Noooooo... Terry noooo...
Le grida disperate di Candy risuonarono nella notte, squarciando il silenzio di quell'angolo di paradiso.
L'agente TG, apparso all'improvviso sulla scena, giaceva sul pavimento in una pozza di sangue, ferito dal proiettile esploso dalla pistola di Sergey.
Anche il russo era immobile a terra, dall'altra parte della stanza.
- Terry rispondimi, ti prego... apri gli occhi... Terry...
Richiamati dal trambusto, in un attimo arrivarono le guardie del corpo di Dimitrov e l'agente AC.
- Archie aiutami... dai l'allarme... subito!
- Certo... ma... lui qui, perché?
- Oddio Archie fa' presto... non mi risponde, sta perdendo troppo sangue...
I soccorsi giunsero sul posto in pochi minuti. Insieme a loro la polizia che non permise a nessuno di allontanarsi. Candy sconvolta sarebbe voluta andare con Terry ma non fu possibile, non poté fare altro che osservare tra le lacrime l'ambulanza che si allontanava.
Dopo una serie di telefonate i due agenti vennero lasciati andare. Un'auto andò a prenderli per riportarli alla base.
Candy nell'ufficio del Capo, con l'elegante abito da sera ancora macchiato di sangue, aspettava di poter parlare. Archie era in un'altra stanza, anch'egli sotto interrogatorio.
Quando Mr Klein entrò, la sua faccia cupa non prometteva niente di buono.
- Mi dica come sta la scongiuro!
- Si sieda agente e faccia silenzio! Qui le domande le faccio io!
Candy si coprì il volto con le mani. Non riusciva a pensare ad altro se non a Terry ferito e privo di sensi, il viso pallido, gli occhi chiusi, il respiro debole... e tutto quel sangue...
- Si può sapere il motivo per cui TG si trovasse lì?
- Non lo so.
- Agente, non mi racconti idiozie! Lei lo sa eccome!
- Le ripeto che non lo so! La prego mi dica che è salvo...
- Lei mi dica perché era lì!
Candy abbassò il viso.
- Quello che è successo è gravissimo! Lei forse non si rende conto... Dimitrov non è morto, ma per evitare un'indagine dovremo fare l'impossibile. I russi vorranno sapere cosa è successo!
- Non mi importa niente...
- Candy si rende conto di quello che sta dicendo?
- Perfettamente! Lei invece non capisce... la pallottola che ha ferito Terry era destinata a me... non so come ma Dimitrov ha scoperto tutto e stava per... se TG non fosse intervenuto io non sarei qui! Mi dica dov'è, mi permetta di vederlo...
In quel momento squillò il telefono di Mr Klein. Candy lo vide annuire serio, lo sguardo fisso su di lei.
Dopo aver chiuso la chiamata le disse cosa avrebbe dovuto fare.
- Mi ascolti bene: per un periodo di tempo lei deve sparire, resterà qui alla base e non potrà avere alcun contatto con l'esterno. Penseremo noi a tutto, non deve preoccuparsi di niente.
Subito dopo entrò una dottoressa che CA conosceva, era una psicologa.
- Vada pure con KK, le mostrerà il suo alloggio e le darà il supporto necessario, faccia riferimento a lei per qualsiasi cosa.
- Le chiedo solo di farmi avere notizie di Terry... la prego Mr Klein... solo questo.
- Lei deve dimenticarlo, ha capito? TG non è mai esistito. Sono stato chiaro?




NO TIME TO DIE. 12*

Se qualcuno crede di poter dare ordini a Lentiggini... si sbaglia di grosso!



NO TIME TO DIE. 13

Era trascorsa una settimana, Candy non era riuscita a sapere nulla di TG e non capiva perché la tenessero all'oscuro.
Chiusa in un piccolo appartamento all’interno della base, le sembrava di impazzire.
La psicologa cercava di aiutarla, ma Candy rifiutava qualsiasi possibilità e aveva smesso di mangiare.
- Candy devi reagire, non puoi continuare così.
- Non voglio reagire fino a quando non saprò che TG sta bene.
- Io non so niente... mi dispiace.
- Karen tu hai il compito di occuparti della mia salute mentale... ti prego... l'unica cosa che può farmi sentire meglio è avere sue notizie.
- Ho già chiesto notizie più volte senza successo!
- Prova ancora... perché non vogliono che io sappia?
- Candy sai benissimo che cosa ti ha detto Mr Klein, ti ha ordinato di dimenticarlo! Chi ha preso parte ad una missione non andata in porto non può più avere contatti, questo è il regolamento.
- Conosco perfettamente cosa dice il regolamento, non c'è bisogno che me lo ricordi! Voglio solo sapere come sta...
- D'accordo farò un altro tentativo.
Il giorno successivo, quando Candy vide entrare la dottoressa, capì immediatamente che c'erano delle novità.
Karen la salutò, le chiese come stava senza avere il coraggio di guardarla negli occhi.
- Che cosa c'è? - domandò Candy temendo il peggio.
- Mi dispiace Candy ma...
- Karen per l'amor del cielo...
A quel punto alzò il viso e con un filo di voce le disse che Terry non ce l'aveva fatta.
- Non è vero, non ci credo... stai mentendo!
- Candy... il proiettile era troppo vicino al cuore, non è stato possibile rimuoverlo, inoltre aveva perso molto sangue... i medici hanno fatto il possibile...
- Noooo... finiscila! Sei una bugiarda... non è vero!
- Ti prego Candy... devi credermi... guarda, questa è la sua cartella clinica... puoi leggerla.
- Non voglio!
- Devi leggerla - insisté Karen risoluta, sottolineando quel "devi" e posando la cartella sul tavolo davanti a lei.
Candy si avvicinò tremando, il viso inondato di lacrime, il cuore in mille pezzi. Mise una mano sui documenti e li aprì.
- Non può essere vero!- esclamò con l'incredulità negli occhi.
- Ora tocca a te decidere Candy, se vuoi andare avanti oppure no.
- Non ho scelta, devo farlo.
Due giorni dopo Candy venne convocata dal Capo. Mr Klein le comunicò che per un periodo di tempo che ancora non sapeva quantificare, non avrebbe preso parte ad altre missioni, ma sarebbe stata impiegata in attività d'ufficio.
- Mi dispiace Mr Klein ma io non credo di essere in grado al momento e forse non lo sarò più.
- Comprendo il suo stato d'animo, l'agente TG era un ottimo elemento, ma ha commesso un grave errore purtroppo e lei sa di cosa parlo.
Candy lo guardò senza essere sicura di aver capito: l'espressione del Capo le sembrò diversa improvvisamente, complice.
- Immaginavo che avrebbe avuto bisogno di più tempo prima di riprendere a lavorare, per questo abbiamo deciso di concederle un periodo di vacanza, in una destinazione segreta dove potrà recuperare le forze.
- La ringrazio ma...
- Accetti Candy, non se ne pentirà.





NO TIME NO DIE. 14

Candy aveva accettato l'offerta di Mr Klein di prendersi una vacanza prima di decidere cosa fare del suo futuro. Era stata mandata in una località segreta, in una piccola isola sperduta nel Golfo del Messico.
Il sole, il mare, le facevano bene, si sentiva ogni giorno più forte fisicamente, ma il tempo scorreva così lento che le sembrava di essere lì da un'eternità.
Cercava di distrarsi con lunghe passeggiate, qualche tuffo, un libro, qualche parola scambiata al mercato locale.
Non poteva comunicare con nessuno in realtà, non aveva il telefono e anche per questo si chiedeva come avrebbero fatto a contattarla nel caso ce ne fosse stato bisogno.
Quel pomeriggio d'improvviso il cielo si era rannuvolato e aveva cominciato a piovere. Candy alla finestra osservava le gocce di pioggia scivolare giù. Col suo respiro caldo aveva formato un alone sul vetro e con il dito tracciò due lettere, TG, cancellandole subito dopo. Attraverso il vetro tornato trasparente, notò un uomo in bicicletta fermarsi vicino al suo cancello. L'uomo scese e spinse qualcosa nella cassetta della posta, poi corse via sotto la pioggia. Candy uscì velocemente ma non fece in tempo a vedere chi fosse, non le sembrava di conoscerlo. Poi volse lo sguardo verso la cassetta della posta. Si precipitò ad aprirla e vi trovò all'interno una busta bianca senza mittente, senza indirizzo.
Erano trascorse due settimane dal suo arrivo sull'isola, da quando era diventata "nessuno". Adesso quella busta invece rappresentava il primo contatto con la sua vita di prima, sperava ma allo stesso tempo aveva paura di scoprirne il contenuto.
Rientrò in casa, seduta sul letto, si fece coraggio e si decise ad aprirla. All'interno trovò un biglietto aereo e alcuni documenti intestati ad una certa Mrs Freckles!
Sorrise poi si accorse che c'era qualcos'altro, un altro biglietto piegato in due. Nonostante le tremassero le mani riuscì ad aprirlo e a leggere cosa c'era scritto: "Se deciderai di non farlo, capirò".
Si sdraiò sul letto e per qualche minuto rimase immobile lasciando scorrere lacrime silenziose e calde lungo le guance.
Poi si alzò, radunò poche cose in una borsa e si incamminò verso il piccolo aeroporto poco distante.
Era nervosa mentre aspettava il suo volo, continuava a controllare l'orologio, ogni persona di cui incrociava lo sguardo temeva la stesse cercando.
Si sentì molto sollevata dopo che l'aereo fu decollato e ancora di più quando, dopo più di 8 ore, atterrò. A quel punto però non sapeva assolutamente dove andare. Nella busta non c'era nessun indirizzo. Si sedette a pensare su una panchina appena fuori dall'aeroporto. Dopo pochi minuti un'auto si fermò vicino a lei. Il vetro si abbassò e un uomo le chiese se avesse bisogno di un passaggio. Guardandolo le apparve familiare.
- Ci conosciamo?
- No, ho solo consegnato una busta.
Candy salì sull'auto che si diresse fuori città. Ci volle molto tempo prima di arrivare a destinazione. L'uomo non disse mai una parola e neanche lei, fino a quando raggiunsero una piccola casa in aperta campagna.
- È arrivata.
- Grazie - gli rispose prima di scendere.
L'auto ripartì velocemente.
Era sera ormai, il sole stava tramontando e c'era poca luce. Solo la casa era illuminata. Si avvicinò al cancello e si accorse che era aperto. Entrò, facendo qualche passo all'interno del giardino, con il cuore in gola.
Andò verso la porta e provò a bussare, senza ottenere risposta. Le si fermò il respiro quando le sembrò di sentire qualche passo alle sue spalle.
- Cerca qualcuno, signorina?




NO TIME TO DIE. 15

Candy si voltò e lo vide.
Per un attimo credette di trovarsi di fronte ad un fantasma, ma la sua voce l'avrebbe riconosciuta fra mille.
Avvertì le gambe tremare. Il tonfo sordo della valigia che le cadde dalla mano sembrò scuoterla. Fece qualche passo, lui anche.
- Sei davvero tu?
- Ho sperato tanto che venissi...
Terry non riuscì a continuare la frase davanti agli occhi di Candy che lo fissavano.
- Andiamo dentro - le disse indicando la casa.
L'ambiente era piccolo ma caldo e accogliente.
- Accòmodati - le suggerì mentre ravvivava la fiamma nel camino.
Candy si sedette sul divano alle sue spalle, osservandolo. Indossava una camicia bianca simile a quella che aveva la sera in cui... le apparve davanti agli occhi di nuovo quella scena che l'aveva tormentata per giorni e notti. Un misto di dolore e rabbia le chiuse la gola e le parole le uscirono a fatica.
- Ho creduto che fossi morto. Mi hai fatto credere di essere morto.
- Lo so...
- Quando Karen me lo ha detto mi è sembrato di impazzire.
- Perdonami Candy, ma non avevo scelta. Posso spiegarti?
Candy annuì, ancora incerta che tutto quello che stava accadendo fosse solo un sogno. Terry si sedette vicino a lei.
- I servizi segreti non ammettono che un agente faccia quello che ho fatto io, che agisca in maniera autonoma senza rispettare gli ordini, questo lo sai.
- Certo che lo so.
- Dopo quello che è successo non solo sono stato espulso, ma il mio comportamento ha messo a rischio l'intero sistema. Non possono permettere che un agente venga indagato per tentato omicidio perché salterebbe tutto... per cui io devo scomparire, non esisto più. Tutti devono pensare che io sia morto e l'audio registrato del tuo dialogo con Karen è la prova.
- Ma Karen...
- Karen mi ha aiutato.
- Che vuoi dire?
- È stata lei a convincere Mr Klein a dirti la verità, quando ha visto che avevi smesso di mangiare. Poi è venuta da me in ospedale per dirmi come stavi... così appena mi sono ripreso un po' ho scritto quel biglietto che lei ti ha consegnato all'interno della cartella clinica.
- "Aspettami"... c'era scritto.
- ... e di fare quello che ti dicevano.
- Quindi Mr Klein sa che sono qui?
- No... questo è l'inizio della mia nuova vita e nessuno lo conosce... tranne te.
Quelle ultime parole riscaldarono il cuore di Candy più del fuoco che ardeva davanti a loro. Ma voleva di più.
- Perché lo hai fatto?
- Fatto cosa?
Candy gli si avvicinò per guardarlo negli occhi anche se questo le agitava i sensi. Provò a ripetere la domanda.
- Una volta mi hai detto che facevi questo lavoro solo per i soldi... allora perché hai rischiato la vita per una missione che non era più la tua?
Fu Terry a distogliere lo sguardo e con un leggero sorriso sulle labbra le chiese se davvero non l'avesse capito.
Lei fece cenno di no, probabilmente mentendo.
- Quando ho visto Dimitrov puntare la pistola verso di te, per la prima volta in tutta la mia vita ho pensato che quello non era più un lavoro per me... starti vicino, proteggerti, avere cura di te era ciò che volevo fare al di là di qualsiasi ricompensa.
- È per questo che sono qui allora?
- Questo posto è solo un punto di passaggio, per sicurezza resterò qui ancora per un po' e poi dovrò trovare una destinazione definitiva... e vorrei tanto che...
- Che cosa vorresti? Dimmelo Terry.
- So di chiederti molto e so anche di non avere alcun diritto per farlo... ma se il motivo per cui sei qui è quello che penso allora... vorrei che tu venissi con me...
Candy non rispose... semplicemente gli gettò le braccia al collo e lo baciò.





NO TIME TO DIE. 16

Terry accolse quel bacio come un assetato a cui viene offerta dell'acqua fresca, bevendo dalle labbra di Candy, le uniche che avevano il potere di placare la sua sete.
Ma non poteva permettersi di andare avanti senza essere assolutamente sicuro che lei fosse consapevole di quello che l'aspettava se fosse rimasta con lui.
- Candy aspetta... - riuscì con fatica a sussurrarle.
- Mi sembra di aver aspettato abbastanza...
- rispose lei senza neanche aprire gli occhi e stringendolo più forte a sé.
- Devo dirti una cosa ma se non ti fermi non ci riesco... è importante...
Candy allora si staccò da lui e lo guardò seria, sforzandosi di ascoltarlo.
Prima di parlare Terry le prese la mano e la baciò.
- Non vorrei mai che ti accadesse qualcosa, non lo sopporterei.
- Neanch'io.
- Non sarà facile però, dovremo fare molta attenzione. Se riuscissero a trovarci e scoprissero il nostro legame, lo userebbero per farci parlare.
- Non ci troveranno.
- È una possibilità che non possiamo ignorare del tutto e se accadesse i loro modi non saranno gentili, lo sai questo vero?
- È la prima cosa che ci insegnano, non parlare mai, a qualunque costo!
- Voglio che tu ti renda conto che potresti avere una vita normale... senza...
- Senza di te?
- Sì.
- Lo so... ma io non la voglio una vita normale senza di te. Forse non hai capito quanto ti amo.
- Voglio solo che tu stia bene e sia felice.
- Ma io lo sono, adesso lo sono, qui, con te!
- Sei sicura?
- Sì... e ora dimmi una cosa: non ci sono telecamere in questa stanza vero?
- No... non ci sono.
- Neanche cimici nascoste...
- Neanche... ho controllato.
- Non c'è nessun altro... appostato fuori magari?
- No... siamo solo tu ed io.
- Bene... quindi nessuno vedrà né saprà quello che sta per accadere in questa stanza.
- Nessuno - mormorò Terry mentre lei si occupava dei bottoni della sua camicia e toglieva il maglione che aveva indosso.
Spogliandolo Candy notò il segno sopra la spalla sinistra.
- Ti fa ancora male? - gli chiese sfiorando la cicatrice con la punta delle dita.
Lui sorrise negando e lei vi posò le labbra, continuando a baciare ogni centimetro della sua pelle sempre più calda.
Fu quella notte a segnare l'inizio di una nuova vita, seguendo nuove strade che Terry disegnò lungo la schiena di Candy, attraverso i suoi capelli, lungo le sue gambe, dentro di lei.





NO TIME TO DIE. 17

- Che cosa faremo? - domandò Candy abbracciata a lui, sotto le coperte.
- Non lo so... io sono molto bello... potrei fare l'attore, che ne pensi?
- Comico?
- Ah ah... spiritosa!
- Da piccola volevo fare l'infermiera... potrei rimettermi a studiare.
- Oddio... se fai le iniezioni come guidi gli elicotteri... poveri pazienti!
- Sono bravissima invece e poi potrei usare il tuo fondoschiena per esercitarmi.
- Il mio fondoschiena è a tua disposizione ma non per le iniezioni cara dottoressa Freckles!
- Uffa però quando mi hai mandato i documenti potevi scegliere un cognome più carino!
- Che cos’hai contro Freckles?
- Forse il fatto che mi ricorda quante lentiggini ho?!!! Non le sopporto.
- A me piacciono!
- Mi prendi in giro?
- No dico sul serio, ti rendono diversa, particolare.
- Ok... allora vorrà dire che tu sarai Mr Freckles!
- Cosa? No, scordatelo!!!
- Perché? Hai appena detto che ti piace!
- Mi piacciono le lentiggini... su di te... - mormorò Terry prima di iniziare a baciarle.
Fecero una lunga pausa prima di riprendere il discorso.
- Quanto tempo resteremo qui?
- Un paio di settimane ancora.
- Non per sempre?
- Per sempre è tantissimo tempo...
- È il tempo che voglio passare con te.
- È una richiesta?
- Sì, ma accetterò solo una risposta.
- Ci posso pensare?
- No!!!!
Terry scoppiò a ridere, mentre Candy arrabbiata si mise a cavalcioni sopra di lui.
- Sei in trappola! Ti ho mai detto che sono cintura nera di karate?
- No... ma non puoi tenere nascoste certe cose al tuo futuro marito!
- Allora vedi di rigare dritto!... hai detto "marito"?
- No...
- Sì l'ho sentito!
- Mi sarà sfuggito.
- Ormai è andata... non mi scappi più!
- Non ho nessuna intenzione di scappare!
Terry con una mossa improvvisa l'afferrò per la vita riportandola sotto di lui.
- Tu sarai anche cintura nera ma io sono più forte!
- Può darsi, ma non hai bisogno di usare la forza con me, le tue labbra sono sufficienti a mettermi al tappeto.
- Allora sarà il caso di usarle spesso...
Candy e Terence come stabilito, dopo due settimane trascorse a L*** (non sto a raccontarvi come impiegarono il loro tempo!) si spostarono in un'altra località che per sicurezza resterà segreta.
Fate attenzione quando andate in giro potreste incontrarli mentre passeggiano abbracciati, oppure potrebbero essere addirittura i vostri vicini di casa!
Sono sicura che non avrete difficoltà a riconoscerli





FINE

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